Un’estate da ricordare

Amo l’estate, da sempre.

Quando andavo a scuola (ricordo sempre più lontano visto il superamento della soglia dei 30) odiavo profondamente anche solo sentire pronunciare la parola “settembre”, per non parlare poi del pensiero delle pioggia, del vento, del freddo aspettando l’autobus.

Avrei voluto una vita in perenne bilico tra la primavera e l’estate.

La crescita è soprattutto cambiamento, metti poi che io sono anche particolarmente volubile ed eccomi qui, a riscoprire la bellezza e la necessità del cambio di stagione (non parlo di quello degli armadi, quello è un castigo).

In questo periodo dell’anno, inizio a vedere le foglie che cambiano colore, mi viene voglia di mangiare i risotti di zucca, di funghi, inizio a pensare al camino acceso, al vino rosso, e siccome sono un caso clinico, io penso già al Natale!

I miei bambini ricominceranno a breve con la scuola materna, e per quanto una parte di me vorrebbe tenerli sempre a casa, l’altra parte sente il bisogno di lasciarli andare, per permettergli di riprendere i loro ritmi, le loro abitudini, e per permettere a me di ritrovare un pochino me stessa.

L’estate che abbiamo trascorso è stata intensa, un po’ all’insegna del “chi si ferma è perduto”.

Siamo stati in Sardegna, abbiamo fatto su e giù tra casa nostra e Jesolo che è sempre il nostro porto sicuro, abbiamo fatto tappa in Umbria per qualche giorno e ci sono stati pochi orari rispettati, e tante cose e stimoli nuovi!

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Il mio pancione non mi ha impedito nulla, anzi, sento di aver approfittato di ogni giorno trascorso con la mia famiglia.

Guardo le foto che abbiamo fatto al mare, e penso che non c’è nulla di più bello nel vedere i bambini che giocano in spiaggia, liberi, un po’ selvaggi, a contatto con la libertà!

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Guardo poi i grembiulini appena stirati, gli zainetti, è tutto pronto per questo nuovo inizio.

Ogni mattina li saluterò quando saliranno sul pulmino, poi tornerò a casa, mi mancheranno ma sarò consapevole di quanto sia necessario separarsi per qualche ora, per il gusto di ritrovarsi e ascoltare i loro racconti su cosa hanno imparato e vissuto in mia assenza.

Ai miei bimbi:

“Ci aspetta un lungo inverno, nascerà il vostro fratellino, e ogni tanto ripenseremo ai nostri giochi sulla sabbia, magari mentre ci faremo le coccole davanti al camino!

Buona ripresa a voi piccoli grandi ometti, che siete il mio unico punto fermo in questo mondo che continua a cambiare così velocemente, che vi stupite assieme a me quando cadono le foglie, che aspetterete la neve guardando fuori dalla finestra, e salterete nelle pozzanghere con gli stivaletti dei Minions, finché sarà di nuovo primavera, e ci aspetterà una nuova estate da riempire di ricordi e aneddoti, come quella appena trascorsa!”