Tempo di… Asilo nido

Per la prima volta da quando è nato, dovrò separarmi da mio figlio. Non sono stata lontana da Federico per più di un’ora e adesso ci viene chiesto di stare divisi per un tempo che a me pare lunghissimo.

Mi sento in colpa se ripenso al tempo trascorso finora, passato a lamentarmi per il fatto che non dorme, ad imprecare per quelle pappe che non ha voluto neanche assaggiare, a litigare con il papà per la suddivisione dei compiti domestici.. Mi pervade quella sensazione di non aver fatto abbastanza per lui, di aver bisogno di più tempo adesso per poter stare con il mio piccolo, quel tempo che ho stupidamente sprecato per fare tutt’altro invece di passarlo con lui.

Ora trascorrerà la giornata con altri bambini, in un’altra casa e con un’educatrice; il mio tempo sarà pregno di scartoffie e riunioni, di colloqui e incontri programmati e rimpiangerò quei giorni che sembravano eterni (e le notti ancora di più), dove non esistevano orologi perché tanto era lui a ricordarmi quando era arrivato il tempo per la pappa, per la nanna o quello del cambio… Tutti questi gesti mi sono parsi così meccanici e routinari da non aver dato loro il valore che meritavano, ora invece dovranno essere scanditi dai miei ritmi di lavoro.

È buffo se penso a quante volte ho desiderato un po’ di tempo per me quando stavo tutto il giorno con lui e adesso che ne ho la possibilità non vorrei lasciarlo neanche per andare in bagno. La Anita razionale direbbe “Quello che provi è umano tesoro, mica sei fatta di latta”. Non avrei mai creduto che un esserino così piccolo potesse suscitare emozioni così forti e molte volte contrastanti.

 

Io e papà gli abbiamo comprato per l’occasione uno zainetto a forma di drago. In realtà è più grande di lui, ma quando glielo abbiamo fatto indossare era così euforico che ci ha giocato tutto il giorno. Noi in compenso lo guardavamo con gli occhi lucidi pensando che forse è ancora troppo piccolo per affrontare questo importante passo, o forse siamo noi genitori che non riusciamo ad accettare questa separazione.

Mi sembra di rivivere le stesse emozioni del mio primo giorno di scuola: guardavo mia mamma che mi salutava sorridendo credendo fosse contenta di lasciarmi. Probabilmente provava le stesse cose che provo io ora, guardandomi a sua volta entrare in aula, e so che dietro quel sorriso stampato in faccia in realtà si celava tristezza.

Questo mi ricorda che prima di essere genitori siamo figli a nostra volta e che separarsi da qualcuno che si ama fa male a 9 mesi come a 90 anni, soprattutto se quel qualcuno è sangue del nostro sangue.

Federico inizierà l’asilo nido e piangerà. Noi piangeremo. Lui si aggrapperà con tutte le sue forze alle nostre gambe e noi ci ritroveremo impotenti di fronte a questa immagine. I cambiamenti sono così. Quelli più importanti spaventano ma sappiamo anche che saranno quelli più intensi e belli.

Buon cammino piccolo, mamma e papà ti sono accanto.