I terribili DUE… anni: alla scoperta della pazienza

Care mamme, eccomi qua! Ci siamo lasciate con gli auguri per il nuovo anno, e ci ritroviamo già proiettate verso una primavera che sembra lontanissima ma in realtà è più vicina di quello che sembra.
Un po’ come quando cresci tuo figlio: il tempo sembra non passare mai, la strada sembra lunga ed in salita… ma poi ti ritrovi come me ad avere a che fare con “i terribili due… anni” e nel mio caso con i “terribili due … gemelli!”.

A breve ci trasferiremo, così a piccoli sorsi sto improntando varie scatole con l’abbigliamento: i traslochi sono sempre una buona occasione per fare pulizia, e mi sono imbattuta in alcuni vestitini di Mattia e Tommaso talmente piccoli che mi hanno fatto venire il magone. Non li ho nemmeno toccati, ho chiuso la scatola e ho pensato che per ora stanno bene lì, non sono ancora pronta a disfarmene. Per i ricordi lo spazio va trovato, perché a volte non basta guardare qualche foto o viaggiare indietro nel tempo con il pensiero, a volte abbiamo bisogno di toccare con mano quegli oggetti che ti mostrano il cammino che hai fatto e che ti ha portato ad essere esattamente dove sei.

Eh si, il tempo passa in fretta care mamme, ti guardi indietro e le coliche sono preistoria e ti senti addosso l’esperienza di Maria Pollacci (che donna ragazze, l’avete vista a San Remo?)

Quando ancora i gemelli erano da qualche parte nell’universo in attesa di scegliermi per portarli alla luce, adoravo perdermi nelle serie TV, tra cui Sex and the City, la mia Bibbia al femminile. Nel secondo e ultimo film, Charlotte che vuole incarnare la madre perfetta, è alle prese con i cosiddetti “terrible twos” della figlia Rose: la scena in cui brinda con Miranda mi ritorna in mente con tanta simpatia, e adesso capisco a cosa si riferivano, ve lo allego qui sotto (la versione inglese è ancora meglio!)

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Ed ora veniamo a noi: Mattia e Tommaso sono due tornado, la pediatra ha scritto ARGENTO VIVO sul loro libretto sanitario per il bilancio crescita dei due anni, della serie HO UNA TESTIMONE ED E’ ALQUANTO ATTENDIBILE. Parlano poco ma capiscono e ascoltano TUTTO; Hanno un’ottima padronanza della parola NO. Nella fattispecie non vogliono cambiarsi la mattina, non vogliono cambiare il pannolino quando è ora di cambiarlo (e il rischio è quello di morte per asfissia) così ti ritrovi ad aprire le finestre anche se sei in pieno inverno;
Tutto ciò che non è pasta al pomodoro o carne o nocciolata è semplicemte BLEAH;
Non vogliono farsi il bagnetto e successivamente non vogliono uscire dal bagnetto;
Non vogliono la crema per la pelle secca ma non vogliono neanche la pelle secca;
Non vogliono rinunciare alla tetta, ed io spesso la uso come sedativo perché ad un certo punto vale la regola SE NON PUOI COMBATTERLI, FATTELI AMICI;
Non vogliono stare sul passeggino, ma non voglio camminare;
Non vogliono mai andare a letto e la mattina non vogliono svegliarsi;
Non vogliono soffiarsi il naso, ma soprattutto (rullo di tamburi) NON ACCETTANO I MIEI NO.

Ogni NO impartito da me e dal loro papà equivale a crisi di pianto isterico con allerta della Protezione Civile e chiamata dei vicini presso i servizi a tutela del minore.
Io in quei momenti, per non cedere alla scena strappalacrime, mi estraneo dalla realtà e con il teletrasporto vado in Via Montenapoleone a spendere soldi in borse e scarpe per i prossimi 20 anni.
E’ un buon esercizio, perché do sfogo alla mia vena fashionista e poi quando torno in me, loro hanno già smesso di piangere e nel migliore dei casi hanno già dimenticato l’accaduto, e io ho la carta di credito ancora piena.
Insomma, io durante i capricci vado a Milano, ecco. Provateci anche voi.

E poi la passione per l’acqua, per i rubinetti, per il forno, per la lavastoviglie. Non manca neppure la passione per l’aspirapolvere che è sottochiave. La voglia di imitare “i grandi” in tutto e per tutto (o quasi, perché io non mi metto in bocca il mocio Vileda eh).
Interrompere un lavaggio della lavatrice e far partire l’asciugatrice? Anche questo è successo qui.
Scarabocchiare i campioni del pavimento per la casa nuova? Fatto!
Rompere il cavo di sky del televisore? E le incursioni di nascosto nelle camere dei fratelli maggiori? Qui i più grandi sono arrivati al punto di dover togliere la maniglia della porta per non farli entrare.

Per loro è la scoperta del mondo, per te è la scoperta della pazienza, questa sconosciuta.

E tutti a dirmi “Eh ma è una fortuna averne due assieme, vedrai quanta compagnia si faranno, vedrai quanto giocheranno assieme!”

…PARLIAMONE! Sulla fortuna di averne due assieme siamo tutti d’accordo, sulla compagnia anche, ma mi sento di dover fare un appunto su quel “giocheranno assieme”: ogni gioco può diventare l’oggetto della sciagura, ogni gioco che non è doppio può diventare potenzialmente la causa di liti a suon di morsi e pizzichi, e adesso che la chioma si è infoltita non mancano le reciproche tirate di capelli.

Esci e gli prendi un pensierino ciascuno, e cosa fai? Lo prendi diverso! HAI SBAGLIATO CARA MAMMA, perché ai tuoi figli la diversità non piace, nella loro testa due giochi diversi significa lotta per il dominio di entrambi.

Quando coloreranno e ci sarà un solo colore rosso, sappi che tutti e due in quel preciso istante vorranno il colore rosso; quando troveranno quella palla che avevi nascosto pensando che tanto lì non l’avrebbero mai trovata, sappi che rimpiangerai di non aver comprato due palle quella volta, e capirai che a volte risparmiare sui giocattoli equivale ad accrescere l’esaurimento nervoso.

I “terribili due anni” sono ciò che fa sentire terribile anche te, perché loro crescono in un mondo che devono ancora scoprire, e tu invece realizzi che quel mondo che credevi conoscere bene in realtà spesso può esserti ostile quando il confronto con un piccolo esserino fa crollare tutte le leggi della natura.
Come puoi tu, così piccolo, avere una forza di volontà tale da far vacillare la mia? Eppure sono tosti! Ti guardano negli occhi e sanno già che cederai, questi piccoli concentrati di empatia sanno già viaggiare per raggiungere la meta e la strada che percorrono è quella delle regole che tu, madre, credevi di aver fissato.

Sapete qual è per me la vera difficoltà? Voler dar loro il meglio senza rendermi conto che spesso il meglio come lo idealizziamo noi genitori, non necessariamente è il meglio per i nostri figli.

Troppe aspettative, troppi progetti e troppe responsabilità, soprattutto oggi che siamo bombardate da tante, forse troppe informazioni: la scelta dell’asilo, inglese si o inglese no? Mensa interne o esterne? Classi miste o no?
Mi sono imposta di ascoltare di più il mio istinto, un po’ come dire “back to basics” che va tanto di moda oggi. Già, torniamo alle origini allora.
Ci possiamo adoperare per spianargli la strada e immetterli nella via che giudichiamo migliore, ma loro comunque quella strada la percorreranno personalizzando il cammino, e tutto ciò che possiamo fare è dargli la certezza che noi la percorreremo con loro, mano nella mano. Io con due mani, e con la promessa che ogni mattina li sveglierò a suon di baci, e ogni sera li addormenterò pregando che ci sia qualcuno pronto a proteggerli qualora non potessi farlo io.

Voglio salutarvi con una riflessione che facevo qualche giorno fa mentre leggevo del materiale sui “terribili due”, sperando di strapparvi un sorriso.

Leggo e cito testuali parole: “molto spesso i bambini a quest’età non capiscono ancora cosa desiderano o non sanno esprimere i loro bisogni, tendono ad agirli anziché verbalizzarli, di conseguenza quando non sono compresi, si stizziscono e si arrabbiano”

Ora dico io, non vi sembra la descrizione del maschio contemporaneo? No perché, se tanto mi da tanto, ho il sentore che passerò la vita intera ad avere a che fare con i terribili due!