Un pesciolino tutto MIO

Un pesciolino tutto MIO

Marco è nato a marzo del 2016, fuori termine di ben due settimane. Già da lì io e papà avevamo capito che l’acqua era il suo elemento. Un pesce di segno zodiacale e di fatto!

Da subito abbiamo cercato di lasciarlo sguazzare nell’acqua il più possibile per farlo sentire libero. Ma come si può definire libero un bambino costretto a stare in acqua col pannolino?
“Ma lascialo senza no!!??”….NO! Perché l’unica volta che l’ho lasciato senza…ha fatto la  cacca. E ti pareva!

Ma una mano dal cielo arriva sempre in soccorso delle mamme disperate come me!
In questo caso la  soluzione è arrivata da “BambinoMio” e dalla loro linea di costumini.

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La  particolarità? Lì si indossa senza pannolino.
Si, hai capito bene… SENZA PANNOLINO!
Fuori sono in classico materiale impermeabile mentre all’interno sono rivestiti di morbida spugna che assorbe le eventuali perdite.
È regolabile in vita ed è dotato di elastici sul giro gamba proprio per evitare le uscite sconvenienti di pipì o della più temuta cacca. Insomma, una botte di ferro!
La  prima volta che l’ho indossato a Marco mi ha guardato un po’ perplesso, come a dire “mamma posso?????”, ed è volato in acqua come mai prima!

Devo dire che sono molto soddisfatta di questo prodotto perché:
1- è comodo per me e per lui;
2- mi aiuta in una fase delicata come lo spannolinamento;
3- mi fa risparmiare non dovendo acquistare gli appositi costumi usa e getta;
4- aiuta l’ambiente perché è lavabile e riutilizzabile;
5- è bellissimo!!!

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Le taglie disponibili sono la  6-12 mesi, la  1-2 anni e la  2 anni + (che è quella che ho io) e potete trovare tante fantasie diverse.

Insomma, non mi resta che dare il mio solito.. MARCO APPROVED!

#insensocontrariodimarcia

Tutti a Nanna Oh!

Tutti a Nanna Oh!

Quando si avvicina la data presunta del parto, si sa, che tutto deve essere pronto per il nuovo arrivato.

Personalmente il dubbio che mi attanagliava più di tutti era dove far dormire il piccolo durante la notte.
Quando è nato Marco vivevo in un mini appartamento e sapevo che avrei  traslocato in quello più grande da li a  qualche mese, per cui… Mi dovevo attrezzare in qualche modo!

Eh vabbè, mica facile! Con pochissimo spazio a disposizione non tutti i letti e lettini che si trovano sul mercato possono andare bene e poi diciamocelo, non volevo averlo troppo lontano da me! Un po’ per evitare la passerella notturna, un po’ perchè beh, chi non è mai rimasta a fissare il suo bambino che se la dorme beato… Scagli la prima pietra!

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Ecco allora che Casa del Bambino mi ha illuminata grazie alla culla “Nanna Oh” di Brevi.
Quando l’ho vista ho proprio pensato che doveva essere lei la culla del mio bambino!

Ma com’è questa “Nanna Oh”?
“Nanna Oh” è la culla fianco letto pensata da Brevi per avere il proprio bambino sempre con se, mantenendo però ognuno il proprio spazio.
Si può utilizzare, infatti, attaccata al letto abbassando la spondina, oppure come una normale culla.

Vabbè ma ce ne sono tante in commercio, cos’ha di diverso?
Sicuramente il tessuto del rivestimento è la cosa che mi aveva colpita di più. Un cotone morbidissimo che ricorda veramente un tenero abbraccio.
Altra cosa che la contraddistingue dalle altre è la possibilità di dondolarla! Eh si…perché la nostra “nanna oh” all’occorrenza si trasforma, con un semplice gesto, in una culla a dondolo (se staccata dal letto, però!) che, personalmente, mi ha salvato molti sonni!

A questa particolarità si aggiunge, inoltre, il fatto che:
si adatta perfettamente ad ogni letto. Basti pensare che io ne ho cambiati due, e l’ho pure prestata ad un’amica..che fa 3!
può essere inclinata in modo indipendente dai due lati (in modo da ottenere l’effetto “cuscino” e tenere più sollevata la parte della testa),
è dotata di una comoda finestra di aerazione che lascia passare aria e, soprattutto , ne caso in cui la usaste staccata dal letto, vi permette di vedere il vostro bambino senza dovervi alzare ed
è competente sfoderabile e lavabile. Io l’ho messa pure in asciugatrice ed e rimastaperfetta!

E dotata di 4 ruote per poterla spostare all’occorrenza, ad esempio per il riposino del pomeriggio.
Insomma e un prodotto validissimo con il quale mi sono trovata veramente bene. Beh più Marco, in realtà, ma ammetto di averlo invidiato molto spesso.

Per saperne di più e poter toccare con mano la mercanzia le ragazze di Casa del Bambino vi aspettano, altrimenti potete acquistarla anche on line direttamente da qui —> www.casadelbambino.com

Acquistandola ricevete in omaggio un set nanna composto da piumotto, sacco copripiumino, lenzuolo con angoli e federa. Una coccola per i vostri cuccioli!

MARCO APPROVED

#insensocontrariodimarcia

La scelta del nome

La scelta del nome

Bene neo-mamma, ci siamo.

Hai fatto il test, la morfologica, finalmente sai il sesso, hai il braccio a pois dono dei mille prelievi del sangue, il ginecologo ti fa visita in luoghi del corpo che neppure tu conoscevi e nulla ti spaventa più!

Il giorno si avvicina e tutto sembra incredibilmente reale quando la cameretta prende forma, lo shopping si fa sempre più frenetico e la casa si riempie del colore del tuo fagiolino.

Tutto è un fantastico sogno che si sta per realizzare come nelle favole. Poi però, all’improvviso, una semplice domanda basta a farti piombare nella più cupa relata!

“Come lo/la chiameremo?”

Panico, paura, di nuovo panico, sudore freddo, poi caldo, poi il buio.
Non ci avevate pensato! E da adesso uso il plurale proprio perché “la scelta” si fa in due, purtroppo.
Perché su tante coppie a cui risulta facile e veloce, ce ne sono molte per la quale la scelta del nome è un incubo tale che il parto in compenso è come bere un mojito in riva al mare.

Noi siamo stati, ovviamente, una di quelle coppie per la quale il travaglio è durato decisamente meno della scelta.
Ne abbiamo discusso per mesi e mesi e mesi!
Alla fine ce la siamo cavati con un semplice e sempre attuale Marco, ma i punti di discussione sono stati molti.

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Ve ne cito alcuni:
Il nome straniero
A me piacciono molto i nomi particolari e poco comuni, chiamandomi io stessa con un nome inusuale in Italia, mi piace l’idea di essere stata, ad esempio, l’unica Denise in classe o l’unica Denise in ufficio. Ma mio marito non è della stessa idea.
In effetti, dopo un’attenta riflessione, siamo arrivati alla conclusione (che conosco molto bene, purtroppo) che se ti chiami con un nome straniero, nella maggior parte dei casi, non verrà pronunciato o scritto nel modo corretto. Per cui SCARTATO!

Il nome lungo
”Ciao, mi chiamo Alessandromassimilianogianfranco Vatteneapesca! Tu?”
“Eh?”
Perfetto, avendo mio marito un cognome lungo direi… SCARTATO!

Il nome simpatico
Ovvero quel nome che, associato al cognome, crea alla tua dolce creatura imbarazzo da qua ai 18 anni (quando finalmente potrà andare all’anagrafe e cambiare “quella parola” per la quale ti sei sentito così geniale 18anni prima). Pure qua mio marito mi da grande fonte di ispirazione ma, resisto! SCARTATO!

Il nome di un ex
E qui, non spendo troppo parole…Insomma. Anche no! SCARTATO!

Il nome di un parente prossimo
Che ovviamente è bellissimo ma voi non potete usarlo… Li mortacci! SCARTATO!

Il nome di qualcuno che ti sta sulle scatole
Ok! Questo è stato molto liberatorio perché fino a quel momento non ci  eravamo mai resi conto di quante persone ci stanno sulle balle. Tutti i “Marco” che conosciamo io e mio marito si sentano quindi sollevati!
Per tutti gli altri o siete ex, o siete parenti prossimi o… SCARTATO!

Il nome del momento
Perché in ogni generazione ce n’è uno. Che arrivi da una canzone o dalla telenovela o da un personaggio del momento. Vedete un po’ voi…ma vi ricordo che se lo dovrà portare avanti tutta la vita. Provate a chiederlo a tutti i “Brenda” e “Brendon” del mondo!
No… No… SCARTATO!

Insomma, c’è una grande responsabilità e un gran lavoro dietro questa importante scelta.
In bocca al lupo e ricordate: qualsiasi nome darete al frutto del vostro amore, per quanto poetico possa essere, per quanto ricercato possa essere… Ci sarà sempre qualcuno che lo chiamerà per cognome!

@insensocontrariodimarcia

Amo essere mamma

Amo essere mamma

Prima ero una figlia, poi sono diventata una donna, e poi tutto ad un tratto sono diventata una cuoca, un’infermiera, un’autista, un’insegnante, una psicologa, un’ addetta alla sicurezza, un centrocampista e qualche volta gioco anche in porta, un meccanico e posso anche essere una strada con tanto di macchinine addosso.

Non illuderti di fronte alla mia fragile apparenza, così come posso guarire una bua con un bacio, posso anche spezzare un gamba con la forza di una leonessa.

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AMO ESSERE MAMMA
Amo sapere che con questo corpo ho dato vita alla parte più bella di me.

La mamma perfetta? E’ quella senza figli

La mamma perfetta? E’ quella senza figli

Accade questo: quando sei incinta ti riempi di buoni propositi. Si perché, diciamocelo, inizi a guardarti un po’ intorno, a sentire le amiche, a spiare i bambini degli altri per capire come potrà essere. Inizi a guardare gli altri genitori e a giudicare in gran segreto i loro atteggiamenti. E in quel momento inizi a pensare a cosa faresti tu al loro posto. Eh certo… perché tu in quel momento, in effetti , sei una mamma perfetta.

La “mamma perfetta” per definizione, è una mamma senza figli.

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Anche io lo sono stata eh! Quando aspettavo Marco ero una mamma perfetta con un bimbo perfetto piena di “questo non lo farò mai!” e “questo non lo dirò mai!”. Non mi importava nulla di quelle voci di amici e parenti che dicevano “vedrai che poi sarà diverso” “vedrai…vedrai…vedrai…”. Ma va… Andrà tutto come deciderò io.

Ok.

Poi arrivano loro…i figli! Quelli veri, in carne ed ossa, non quelli nella tua testa; e da mamma perfetta con un figlio perfetto quale eri, ti trasformi in una bestia umana. Come Hulk. E i tuoi buoni propositi diventano foglie al vento.

Ecco una classifica dei miei 10 migliori propositi che ho pian piano buttato giù per il water, siete pronte?

Numero 10 – “ Io allatterò giusto finché non si alimenterà da solo”

Marco ha un anno e mezzo e la sua prima parola è stata “Poppa”. Eh vabbè… Quando a 15 anni cercherà la poppa di qualcun’altra, glielo ricorderò in modo che questa immagine gli si proietti nella mente ogni volta che slaccia una camicetta. Tiè!!

Numero 9- “Una sberla??? MAI”

Mai più senza, vorrai dire!!! Lo so, non è il massimo del sistema educativo (e non passo così la mia giornata eh), ma al quarto morsicone che mi tiri perché ti ho portato via dallo scivolo, una bella sberla sul sedere te la tiro eccome! E ritieniti fortunato che hai il pannolino! 😉

Numero 8- “Ah… Lo lascio piangere”

Si, certo! Per 1 minuto! Poi intervengo prima che i miei vicini chiamino i servizi sociali.

Numero 7- “Non lo terrò tanto in braccio! Non voglio essere una mamma ad alto contatto”

Ed ecco a voi un nuovo programma su real time “100 cose che si possono fare con una mano e il bambino in fascia”

Numero 6- “Nel lettone… Mai! Ho un intimità da difendere”

E fu così che, dopo 4 mesi di maratona notturna lettone-lettino, lettino-lettone, l’intimità la cedo volentieri con qualche ora di sonno in più! Del resto mio marito sarà mio marito per sempre, mio figlio crescerà anche troppo in fretta ahimè. Portiamo pazienza e aspettiamo tempi migliori!

Numero 5- “Mio figlio non sarà un problema! Farò tutto quello che facevo prima, ma con lui”

Finché non cammina… Poi, a meno che tu non lo tenga legato al guinzaglio fuori dal supermercato o dalla palestra, meglio che ridimensioni un po’ gli impegni.

Numero 4- “…da mangiare? Solo cose sane e genuine”

In effetti le patate sono da considerarsi come verdura…anche se fritte!

Numero 3- “Il figlio è mio, l’ho voluto e non lo lascio dai nonni per farmi gli affari miei”

Poi ti ritrovi al punto 5…prendi tuo figlio di peso, lo carichi in macchina, e praticamente in marcia lo lanci dal finestrino direttamente nel giardino dei tuoi suoceri con appeso al collo un cartello con scritto “torno subito” e scappi dalla parrucchiera che quasi non ti riconosce sotto quel ciuffo che ti nasconde tre quarti di viso.

Numero 2- “Lo abituerò fin da subito a dormire ovunque”

Ok… Questa in parte l’ho mantenuta, nel senso che l’ho sempre portato ovunque, pure ai concerti. Il problema qui è un altro, mio figlio se c’è casino non dorme perché vuole partecipare. Vuole essere al centro della festa. Vabbè, qui almeno non mi posso rimproverare nulla, se non di aver dato al mondo un futuro animatore turistico.

E alla Numero 1…….. Rullo di tamburi…… “Il tablet? La tv? Ma siamo matti????”

Poi finalmente riesci a riordinare, cucinare, riesci perfino a mangiare seduta al ristorante il primo, il secondo, il dessert e pure il caffè! E capisci che i mali del mondo sono altri e che Topo Tip, in fondo, non è poi così fastidioso!

Ecco, è così che mi sono trasformata da mamma perfetta per il mondo… A mamma perfetta per mio figlio!

Si perché il segreto è questo! Per il tuo bambino resterai sempre e comunque la più bella, la più buona, la più divertente, la più meravigliosa mamma di tutto il mondo.

Fino all’adolescenza almeno!

 

#insensocontrariadimarcia

Una cicogna senza navigatore

Una cicogna senza navigatore

Ovvero la storia di una cicogna che non trovava la strada per casa mia!

Si perché avere un bambino è una cosa semplice, nella teoria, ma se nella pratica non dovesse essere così facile?

Quando Marco è entrato teoricamente nelle nostre teste, era Natale. Volevamo farci proprio un bel regalo quell’anno, allargare la famiglia!

Ma purtroppo poco dopo ecco il ciclo che arriva a ricordarmi che nella vita non si può sempre avere tutto e subito. Pazienza, aspetteremo il mese prossimo. Nel frattempo decido di fare una vita un pochino più regolare: basta fumo, basta alcool, basta carne cruda e basta pesce crudo. Tanto, cosa sarà mai rinunciare a queste piccole cose per un pò ?!

Dunque, dove eravamo? A dicembre giusto? Bene… Passano così pure gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e pure giugno. Tiè!

Ok… Qui la cicogna si è persa, non sapevo a cosa pensare!

Anche perché ovviamente, mentre tu segretamente sei presa con questa battaglia personale con cicogna e cavoli, sei circondata da pance! Pance che c’hanno messo poco, più precisamente.

Per cercare di capire i motivi per cui mi trovavo in questa situazione ho cercato delle informazioni; quindi vediamo di capire un attimo insieme quali possono essere alcune delle più probabili cause di un mancato concepimento:

1 – I tempi sbagliati

Io non ho un ciclo regolare…quindi ho detto tutto! Trovare i giorni giusti dell’ovulazione è più difficile che trovare il tanga che tanto ti piaceva nei cestoni dei saldi da intimissimi.

2- Lo stress

Eh si care, il fattore psicologico è una brutta bestia! Più ci pensi, meno accade, meno ci pensi e più accade. Chiaro no?

3- Scompensi ormonali

Il che in parte richiamano il punto uno mentre in parte può riguardare riguardare altro. Ad esempio una mia carissima amica (alla quale auguro di darmi un “nipotino” moooolto presto!) aveva dei valori sballati alla tiroide, con un esame del sangue nella maggior parte dei casi può aiutare ad individuare tali scompensi.

4- La sindrome dell’ovaio policistico (PCO)

Ovvero le donne con questa sindrome possono avere un ingrossamento delle ovaie che contengono piccoli accumuli di cisti liquide – i follicoli – situati in ciascuna ovaia.

Solitamente questo disturbo viene rilevato dal ginecologo con un ecografia.

5- Problemi di natura genetica

Qui non entro troppo nel merito perché non voglio dilungarmi e soprattutto non sono un medico ma possono esserci purtroppo, ed essendo genetici probabilmente sai già di averli o comunque sai che delle difficoltà ci sono state in entrambe le famiglie. Anche qui, valutate da uno specialista quale sia la strada da intraprendere, e avanti tutta!

6-  E se fosse lui il problema?

Se hai già escluso la maggior parte dei punti, forse il problema riguarda il partner.

Una visita specialistica è la miglior cosa per escludere anche questo punto. Bada bene però, il tuo lui potrebbe essere restio nel farla. È bene comportarsi come se avessi già un bambino. Lo accompagni dal dottore facendogli credere che andate allo stadio, tienigli la mano e soprattutto finita la visita… Compragli un bel gelato!

Ora, io ho elencato a grandi linee, solo alcune delle cause più lievi, comuni e curabili che possono ritardare il concepimento.

Teniamo sempre presente che solo dopo almeno 6 mesi di tentativi, senza che la donna sia rimasta incinta, si può cominciare a parlare di “difficoltà di concepimento”; ma non ancora di sterilità, che può venire diagnosticata da uno specialista dopo almeno 12 mesi di tentativi mancati.

Quindi, per tornare alla mia esperienza, agli sgoccioli dei 6 mesi di tentativi, e al netto di ben 3 test negativi, sono arrivate loro… No, non le mestruazioni questa volta, ma due meravigliose linee blu!

Siate serene donne, e non preoccupatevi, la cicogna, a volte, ha solo bisogno di aggiornare le mappe del navigatore.

A presto!

@insensocontrariodimarcia

In principio c’erano Mamma e Papà

In principio c’erano Mamma e Papà

“In principio c’erano Mamma e Papà”

Eh si, perché se sono qui a narrare le memorabili gesta del mio ometto è perché Mamma e Papà, molto tempo fa, si sono conosciuti.

15 anni fa, per la precisione. 15 anni come amici, 10 anni come fidanzati, 4 anni come sposi e 1 anno e ½ come genitori.

Ci siamo incontrati per sbaglio alle superiori, Mamma andava a scuola vicino all’ospedale e, come spesso accadeva, lei e una sua compagna di classe andavano proprio al bar dell’ospedale a fare uno spuntino quando uscivano un’ora prima. Quel giorno, purtroppo, li c’era anche Papà; ricoverato per il terzo intervento a quei poveri polmoni che lo hanno messo a dura prova.

La mia amica Kicca mi chiede: “ti dispiace se andiamo a trovare un mio amico?” e dal mio “si, certo!” è partito tutto!

E’ vero, l’incontro non ha molto di romantico in effetti, ma siamo solo all’inizio. Suvvia, datemi tempo… Dove eravamo rimasti? Ah si… Da quell’incontro in ospedale abbiamo iniziato ad uscire insieme nella stessa compagnia, una di quelle numerose che si vedevano spesso ormai quasi vent’anni fa. Nulla di “importante” in realtà se non fosse che, sotto sotto, lui era già cotto mentre io, come nelle più classiche delle storie adolescenziali, ero innamorata del suo amico. E questo successe per ben due volte di fila, con ben due amici diversi. Poveretto, Mamma era piccola e non capiva cosa rischiava di perdere!

Intanto il tempo passa e, nonostante gli amori diversi, da semplici amici di compagnia siamo diventati migliori amici, di quelli che si raccontano di tutto e di più. Uscivamo insieme, facevamo l’uno i compiti dell’altro (forse questo non dovevo dirlo 😉 ) insomma, eravamo davvero inseparabili. Ma ahimè, anche le cose belle alle volte sono destinate a finire, e si sa, tutto può cambiare in fretta quando si è ragazzi; infatti finite le superiori, tra chi ha iniziato a lavorare e chi ad andare all’università, le nostre strade presero direzioni diverse per un intero e LUUUUNGHISSIMO anno.

Poi l’incontro fatale!

Entrambi fidanzati e dopo quel periodo di stop, ci siamo rivisti.. E li signore mie, non ce n’è stato più per nessuno!

 

Chissà, forse la lontananza ci ha fatto bene perché, lasciati i rispettivi fidanzati, da quel momento INSEPARABILI lo siamo diventati per davvero, tanto che dal nostro amore (finalmente ricambiato pure dalla sottoscritta) è arrivato un bel matrimonio e qualche anno più tardi un bellissimo fiocco azzurro.

Quale miglior lieto fine?

Il singhiozzo della notte

“È notte alta e sono sveglia 🎶 sei sempre tu il mio chiodo fisso… 🎶ANCORAAAA…ANCORAAAA”

Ancora sveglio??
Ebbene, chiariamo subito, questo articolo non parlerà di serate fuori, di aperitivi o di feste. No, non parlerà neppure di qualche disturbo fisico che mi affligge durante le ore notturne. Niente di tutto cio’.

Il mio “singhiozzo” è diverso. Il mio singhiozzo si chiama Marco. Sempre lui. Ebbene si, è il mio bimbo che mi fa dormire di tre ore in tre ore con intervalli che vanno dai dieci minuti all’ora. A singhiozzo, per l’appunto. Certo amore della mamma che mi vuoi bene e vuoi stare sempre con me…ma…MOLLAMI!! Almeno la notte! Ti prego!

#insensocontrariodimarcia

 

Che poi, lui prende sonno dolcemente cullato, ma io no!

Eh perché non è così semplice. Non è che appena richiude gli occhi io posso metterlo a letto e ritornare tra le dolci e calde braccia di Morfeo e ciaone. No! Io devo continuare a cullarlo. Perché? Perché sennò si sveglia. Mio figlio funziona esattamente come le bambole, hai presente quelle che butti a letto e chiudono gli occhi? Ecco… così ma al contrario (ma va???)! Ha gli occhi chiusi, lo appoggio a letto e gli riapre.
MA PERCHÉEEEEEE??

Tra chi sostiene che siano brutti sogni, a chi sostiene che sia fisiologico per i malati di tetta come lui, intanto io non so più dove sbattere la testa.
Una cosa è chiara e lampante però. Crescerà. E quando sarà grande di sicuro le sue sveglie notturne se le gestirà da solo. ATTENTO PERÒ PICCOLO, che mamma e papà ti amano, ma non dimenticano!

E la prima volta che farai nottata fuori con gli amici, alle 6:30 della mattina saremo lì ad aspettarti al varco, con tanta voglia di vivere, urlare, svegliarti ogni mezz’ora e stare belli larghi a letto con te.

Avvisato! 😉

 


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Se Linus avesse avuto Bamboom…

Che copertina avrebbe avuto! Altro che pezza. Una vera e propria copertina a 5 stelle! Ma andiamo con ordine, partendo a spiegare chi è Bamboom.

Bamboom è un’azienda che offre una linea di prodotti (come ad esempio copertine, body, bavaglini…per citarne solo alcuni) interamente realizzati in fibra naturale di bambù 100% biodegradabile e prodotta in Italia.

#insensocontrariodimarcia

Ecco, a me è stato regalato un set di copertine che subito mi avevano lasciata perplessa: “in bambù? Biodegradabile? Seeeeee… al primo tirone si strapperà in mille pezzi! E poi sai come pizzica! In bambù?”.
Beh, mi è bastato aprire la confezione e toccarle! Oddio che meraviglia. Morbide, morbide, morbide, e che altro dire MORBIDE!

Per Marco non esisteva coperta al di fuori di lei. Conquistati al primo tocco.

E no, biodegradabile non significa che al primo lavaggio sparisce in lavatrice. Anzi. Lavatrice e asciugatrice a tutto spiano. Mai perso morbidezza, mai perso la forma, mai sbrandellata.
Questo brand mi è piaciuto talmente tanto da aver preso, oltre che un altro set di copertine (che non si sa mai) il copri ovetto per la prima estate del diavoletto. Anche questo in fibra di bambù, ci ha permesso di passare il periodo estivo in tutta tranquillità e senza sudacchiate!

Insomma…potrei stare qui a dire di tutto e di più, ma credo che per questi prodotti il detto “provare per credere” sia proprio azzeccato perché non si può capirne la qualità e la coccolosità solo dalle parole!

Per cui se ti ho incuriosito butta un’occhietto sul sito di Bamboom e buon divertimento.
Intanto per Bamboom, attendendo con impazienza anche una collezione per noi bambini cresciuti (😀) e piazzo un bel….MARCO APPROVED 👍.

 

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Il mio mini “me”

Embè? Che ci sarà mai di male se mi somiglia un po’? Se non dorme come facevo io? Se non sta mai fermo come facevo io? Se urla come facevo io? Se è testardo come me?
Mmm, ok, forse qualcosa di male c’è. Ma ormai? Non è che se me lo ripetete mille volte al giorno cambia qualcosa.

#insensocontrariodimarcia

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Si, perché tra le frasi che mi sono sentita dire dopo il parto, la più gettonata è stata proprio questa, ovvero “è tutto sua mamma” che, se di primo acchito potrebbe sembrare un complimento, in realtà no, non lo è! Soprattutto quando a dirlo è proprio mio marito! Ma del resto è mio figlio, no? Qualcosa di mio doveva pur averlo. Che poi se tra tutte le mie straordinarie doti (☺) abbia preso proprio il peggio …beh, è un puro caso.

Perché qui non stiamo parlando di aspetto fisico,  ma di vero e proprio carattere. Un carattere con la “C” maiuscola. Fatto di disubbidienza, testardaggine e faccia tosta.

Io non sono mai stata una santa, e già da piccola avevo le mie idee. Basti pensare che all’asilo mi provocavo il vomito solo per non darla vinta alla suora che voleva mangiassi tutto il pranzo. Ecco… non aggiungo altro. Anche se a dire il vero sapere che mio figlio ha un po’ di me non è affatto male.
Ci scontreremo, ci ameremo e poi ci odieremo, rideremo e poi litigheremo come pazzi (perché il bipolarismo è parte di noi👍) e proprio per questo, saremo legati ancora di più… e sai perché?
Perché tutti e due capiremo quanto sia dura avere un carattere “come il nostro”.

Perché quando sei forte gli altri pensano che tu possa cavartela sempre da solo, che tu non abbia debolezze, che non ci sia nulla che ti scalfisca, che “sto bene, grazie!” sia la verità perché tanto tu SEI FORTE e sorridi sempre e comunque. Perché quando sei forte gli altri pensano che non hai bisogno di loro, che non hai bisogno di un abbraccio, di un bacio, di una carezza. Perché quando sei forte gli altri pensano che possono sfogare su di te i loro problemi senza pensare che hai già i tuoi che tieni per te. Perché quando sei forte gli altri non pensano che la vita sia dura anche per te.

Ecco, piccolo mio, noi siamo dalla stessa parte in tutto questo, insieme nemici e complici agli occhi del mondo. Che fortunelli eh?

Ma tranquillo, mamma sa bene che quando nella vita hai la fortuna di avere al tuo fianco una persona uguale a te devi prendertene cura, perché sarà colei che non ti lascerà mai la mano. Neppure se sporca di cacca, biscotto, sugo e fango tutto insieme. Vero?


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