La mamma perfetta? E’ quella senza figli

La mamma perfetta? E’ quella senza figli

Accade questo: quando sei incinta ti riempi di buoni propositi. Si perché, diciamocelo, inizi a guardarti un po’ intorno, a sentire le amiche, a spiare i bambini degli altri per capire come potrà essere. Inizi a guardare gli altri genitori e a giudicare in gran segreto i loro atteggiamenti. E in quel momento inizi a pensare a cosa faresti tu al loro posto. Eh certo… perché tu in quel momento, in effetti , sei una mamma perfetta.

La “mamma perfetta” per definizione, è una mamma senza figli.

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Anche io lo sono stata eh! Quando aspettavo Marco ero una mamma perfetta con un bimbo perfetto piena di “questo non lo farò mai!” e “questo non lo dirò mai!”. Non mi importava nulla di quelle voci di amici e parenti che dicevano “vedrai che poi sarà diverso” “vedrai…vedrai…vedrai…”. Ma va… Andrà tutto come deciderò io.

Ok.

Poi arrivano loro…i figli! Quelli veri, in carne ed ossa, non quelli nella tua testa; e da mamma perfetta con un figlio perfetto quale eri, ti trasformi in una bestia umana. Come Hulk. E i tuoi buoni propositi diventano foglie al vento.

Ecco una classifica dei miei 10 migliori propositi che ho pian piano buttato giù per il water, siete pronte?

Numero 10 – “ Io allatterò giusto finché non si alimenterà da solo”

Marco ha un anno e mezzo e la sua prima parola è stata “Poppa”. Eh vabbè… Quando a 15 anni cercherà la poppa di qualcun’altra, glielo ricorderò in modo che questa immagine gli si proietti nella mente ogni volta che slaccia una camicetta. Tiè!!

Numero 9- “Una sberla??? MAI”

Mai più senza, vorrai dire!!! Lo so, non è il massimo del sistema educativo (e non passo così la mia giornata eh), ma al quarto morsicone che mi tiri perché ti ho portato via dallo scivolo, una bella sberla sul sedere te la tiro eccome! E ritieniti fortunato che hai il pannolino! 😉

Numero 8- “Ah… Lo lascio piangere”

Si, certo! Per 1 minuto! Poi intervengo prima che i miei vicini chiamino i servizi sociali.

Numero 7- “Non lo terrò tanto in braccio! Non voglio essere una mamma ad alto contatto”

Ed ecco a voi un nuovo programma su real time “100 cose che si possono fare con una mano e il bambino in fascia”

Numero 6- “Nel lettone… Mai! Ho un intimità da difendere”

E fu così che, dopo 4 mesi di maratona notturna lettone-lettino, lettino-lettone, l’intimità la cedo volentieri con qualche ora di sonno in più! Del resto mio marito sarà mio marito per sempre, mio figlio crescerà anche troppo in fretta ahimè. Portiamo pazienza e aspettiamo tempi migliori!

Numero 5- “Mio figlio non sarà un problema! Farò tutto quello che facevo prima, ma con lui”

Finché non cammina… Poi, a meno che tu non lo tenga legato al guinzaglio fuori dal supermercato o dalla palestra, meglio che ridimensioni un po’ gli impegni.

Numero 4- “…da mangiare? Solo cose sane e genuine”

In effetti le patate sono da considerarsi come verdura…anche se fritte!

Numero 3- “Il figlio è mio, l’ho voluto e non lo lascio dai nonni per farmi gli affari miei”

Poi ti ritrovi al punto 5…prendi tuo figlio di peso, lo carichi in macchina, e praticamente in marcia lo lanci dal finestrino direttamente nel giardino dei tuoi suoceri con appeso al collo un cartello con scritto “torno subito” e scappi dalla parrucchiera che quasi non ti riconosce sotto quel ciuffo che ti nasconde tre quarti di viso.

Numero 2- “Lo abituerò fin da subito a dormire ovunque”

Ok… Questa in parte l’ho mantenuta, nel senso che l’ho sempre portato ovunque, pure ai concerti. Il problema qui è un altro, mio figlio se c’è casino non dorme perché vuole partecipare. Vuole essere al centro della festa. Vabbè, qui almeno non mi posso rimproverare nulla, se non di aver dato al mondo un futuro animatore turistico.

E alla Numero 1…….. Rullo di tamburi…… “Il tablet? La tv? Ma siamo matti????”

Poi finalmente riesci a riordinare, cucinare, riesci perfino a mangiare seduta al ristorante il primo, il secondo, il dessert e pure il caffè! E capisci che i mali del mondo sono altri e che Topo Tip, in fondo, non è poi così fastidioso!

Ecco, è così che mi sono trasformata da mamma perfetta per il mondo… A mamma perfetta per mio figlio!

Si perché il segreto è questo! Per il tuo bambino resterai sempre e comunque la più bella, la più buona, la più divertente, la più meravigliosa mamma di tutto il mondo.

Fino all’adolescenza almeno!

 

#insensocontrariadimarcia

Una cicogna senza navigatore

Una cicogna senza navigatore

Ovvero la storia di una cicogna che non trovava la strada per casa mia!

Si perché avere un bambino è una cosa semplice, nella teoria, ma se nella pratica non dovesse essere così facile?

Quando Marco è entrato teoricamente nelle nostre teste, era Natale. Volevamo farci proprio un bel regalo quell’anno, allargare la famiglia!

Ma purtroppo poco dopo ecco il ciclo che arriva a ricordarmi che nella vita non si può sempre avere tutto e subito. Pazienza, aspetteremo il mese prossimo. Nel frattempo decido di fare una vita un pochino più regolare: basta fumo, basta alcool, basta carne cruda e basta pesce crudo. Tanto, cosa sarà mai rinunciare a queste piccole cose per un pò ?!

Dunque, dove eravamo? A dicembre giusto? Bene… Passano così pure gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e pure giugno. Tiè!

Ok… Qui la cicogna si è persa, non sapevo a cosa pensare!

Anche perché ovviamente, mentre tu segretamente sei presa con questa battaglia personale con cicogna e cavoli, sei circondata da pance! Pance che c’hanno messo poco, più precisamente.

Per cercare di capire i motivi per cui mi trovavo in questa situazione ho cercato delle informazioni; quindi vediamo di capire un attimo insieme quali possono essere alcune delle più probabili cause di un mancato concepimento:

1 – I tempi sbagliati

Io non ho un ciclo regolare…quindi ho detto tutto! Trovare i giorni giusti dell’ovulazione è più difficile che trovare il tanga che tanto ti piaceva nei cestoni dei saldi da intimissimi.

2- Lo stress

Eh si care, il fattore psicologico è una brutta bestia! Più ci pensi, meno accade, meno ci pensi e più accade. Chiaro no?

3- Scompensi ormonali

Il che in parte richiamano il punto uno mentre in parte può riguardare riguardare altro. Ad esempio una mia carissima amica (alla quale auguro di darmi un “nipotino” moooolto presto!) aveva dei valori sballati alla tiroide, con un esame del sangue nella maggior parte dei casi può aiutare ad individuare tali scompensi.

4- La sindrome dell’ovaio policistico (PCO)

Ovvero le donne con questa sindrome possono avere un ingrossamento delle ovaie che contengono piccoli accumuli di cisti liquide – i follicoli – situati in ciascuna ovaia.

Solitamente questo disturbo viene rilevato dal ginecologo con un ecografia.

5- Problemi di natura genetica

Qui non entro troppo nel merito perché non voglio dilungarmi e soprattutto non sono un medico ma possono esserci purtroppo, ed essendo genetici probabilmente sai già di averli o comunque sai che delle difficoltà ci sono state in entrambe le famiglie. Anche qui, valutate da uno specialista quale sia la strada da intraprendere, e avanti tutta!

6-  E se fosse lui il problema?

Se hai già escluso la maggior parte dei punti, forse il problema riguarda il partner.

Una visita specialistica è la miglior cosa per escludere anche questo punto. Bada bene però, il tuo lui potrebbe essere restio nel farla. È bene comportarsi come se avessi già un bambino. Lo accompagni dal dottore facendogli credere che andate allo stadio, tienigli la mano e soprattutto finita la visita… Compragli un bel gelato!

Ora, io ho elencato a grandi linee, solo alcune delle cause più lievi, comuni e curabili che possono ritardare il concepimento.

Teniamo sempre presente che solo dopo almeno 6 mesi di tentativi, senza che la donna sia rimasta incinta, si può cominciare a parlare di “difficoltà di concepimento”; ma non ancora di sterilità, che può venire diagnosticata da uno specialista dopo almeno 12 mesi di tentativi mancati.

Quindi, per tornare alla mia esperienza, agli sgoccioli dei 6 mesi di tentativi, e al netto di ben 3 test negativi, sono arrivate loro… No, non le mestruazioni questa volta, ma due meravigliose linee blu!

Siate serene donne, e non preoccupatevi, la cicogna, a volte, ha solo bisogno di aggiornare le mappe del navigatore.

A presto!

@insensocontrariodimarcia

In principio c’erano Mamma e Papà

In principio c’erano Mamma e Papà

“In principio c’erano Mamma e Papà”

Eh si, perché se sono qui a narrare le memorabili gesta del mio ometto è perché Mamma e Papà, molto tempo fa, si sono conosciuti.

15 anni fa, per la precisione. 15 anni come amici, 10 anni come fidanzati, 4 anni come sposi e 1 anno e ½ come genitori.

Ci siamo incontrati per sbaglio alle superiori, Mamma andava a scuola vicino all’ospedale e, come spesso accadeva, lei e una sua compagna di classe andavano proprio al bar dell’ospedale a fare uno spuntino quando uscivano un’ora prima. Quel giorno, purtroppo, li c’era anche Papà; ricoverato per il terzo intervento a quei poveri polmoni che lo hanno messo a dura prova.

La mia amica Kicca mi chiede: “ti dispiace se andiamo a trovare un mio amico?” e dal mio “si, certo!” è partito tutto!

E’ vero, l’incontro non ha molto di romantico in effetti, ma siamo solo all’inizio. Suvvia, datemi tempo… Dove eravamo rimasti? Ah si… Da quell’incontro in ospedale abbiamo iniziato ad uscire insieme nella stessa compagnia, una di quelle numerose che si vedevano spesso ormai quasi vent’anni fa. Nulla di “importante” in realtà se non fosse che, sotto sotto, lui era già cotto mentre io, come nelle più classiche delle storie adolescenziali, ero innamorata del suo amico. E questo successe per ben due volte di fila, con ben due amici diversi. Poveretto, Mamma era piccola e non capiva cosa rischiava di perdere!

Intanto il tempo passa e, nonostante gli amori diversi, da semplici amici di compagnia siamo diventati migliori amici, di quelli che si raccontano di tutto e di più. Uscivamo insieme, facevamo l’uno i compiti dell’altro (forse questo non dovevo dirlo 😉 ) insomma, eravamo davvero inseparabili. Ma ahimè, anche le cose belle alle volte sono destinate a finire, e si sa, tutto può cambiare in fretta quando si è ragazzi; infatti finite le superiori, tra chi ha iniziato a lavorare e chi ad andare all’università, le nostre strade presero direzioni diverse per un intero e LUUUUNGHISSIMO anno.

Poi l’incontro fatale!

Entrambi fidanzati e dopo quel periodo di stop, ci siamo rivisti.. E li signore mie, non ce n’è stato più per nessuno!

 

Chissà, forse la lontananza ci ha fatto bene perché, lasciati i rispettivi fidanzati, da quel momento INSEPARABILI lo siamo diventati per davvero, tanto che dal nostro amore (finalmente ricambiato pure dalla sottoscritta) è arrivato un bel matrimonio e qualche anno più tardi un bellissimo fiocco azzurro.

Quale miglior lieto fine?

Il singhiozzo della notte

“È notte alta e sono sveglia 🎶 sei sempre tu il mio chiodo fisso… 🎶ANCORAAAA…ANCORAAAA”

Ancora sveglio??
Ebbene, chiariamo subito, questo articolo non parlerà di serate fuori, di aperitivi o di feste. No, non parlerà neppure di qualche disturbo fisico che mi affligge durante le ore notturne. Niente di tutto cio’.

Il mio “singhiozzo” è diverso. Il mio singhiozzo si chiama Marco. Sempre lui. Ebbene si, è il mio bimbo che mi fa dormire di tre ore in tre ore con intervalli che vanno dai dieci minuti all’ora. A singhiozzo, per l’appunto. Certo amore della mamma che mi vuoi bene e vuoi stare sempre con me…ma…MOLLAMI!! Almeno la notte! Ti prego!

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Che poi, lui prende sonno dolcemente cullato, ma io no!

Eh perché non è così semplice. Non è che appena richiude gli occhi io posso metterlo a letto e ritornare tra le dolci e calde braccia di Morfeo e ciaone. No! Io devo continuare a cullarlo. Perché? Perché sennò si sveglia. Mio figlio funziona esattamente come le bambole, hai presente quelle che butti a letto e chiudono gli occhi? Ecco… così ma al contrario (ma va???)! Ha gli occhi chiusi, lo appoggio a letto e gli riapre.
MA PERCHÉEEEEEE??

Tra chi sostiene che siano brutti sogni, a chi sostiene che sia fisiologico per i malati di tetta come lui, intanto io non so più dove sbattere la testa.
Una cosa è chiara e lampante però. Crescerà. E quando sarà grande di sicuro le sue sveglie notturne se le gestirà da solo. ATTENTO PERÒ PICCOLO, che mamma e papà ti amano, ma non dimenticano!

E la prima volta che farai nottata fuori con gli amici, alle 6:30 della mattina saremo lì ad aspettarti al varco, con tanta voglia di vivere, urlare, svegliarti ogni mezz’ora e stare belli larghi a letto con te.

Avvisato! 😉

 


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Se Linus avesse avuto Bamboom…

Che copertina avrebbe avuto! Altro che pezza. Una vera e propria copertina a 5 stelle! Ma andiamo con ordine, partendo a spiegare chi è Bamboom.

Bamboom è un’azienda che offre una linea di prodotti (come ad esempio copertine, body, bavaglini…per citarne solo alcuni) interamente realizzati in fibra naturale di bambù 100% biodegradabile e prodotta in Italia.

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Ecco, a me è stato regalato un set di copertine che subito mi avevano lasciata perplessa: “in bambù? Biodegradabile? Seeeeee… al primo tirone si strapperà in mille pezzi! E poi sai come pizzica! In bambù?”.
Beh, mi è bastato aprire la confezione e toccarle! Oddio che meraviglia. Morbide, morbide, morbide, e che altro dire MORBIDE!

Per Marco non esisteva coperta al di fuori di lei. Conquistati al primo tocco.

E no, biodegradabile non significa che al primo lavaggio sparisce in lavatrice. Anzi. Lavatrice e asciugatrice a tutto spiano. Mai perso morbidezza, mai perso la forma, mai sbrandellata.
Questo brand mi è piaciuto talmente tanto da aver preso, oltre che un altro set di copertine (che non si sa mai) il copri ovetto per la prima estate del diavoletto. Anche questo in fibra di bambù, ci ha permesso di passare il periodo estivo in tutta tranquillità e senza sudacchiate!

Insomma…potrei stare qui a dire di tutto e di più, ma credo che per questi prodotti il detto “provare per credere” sia proprio azzeccato perché non si può capirne la qualità e la coccolosità solo dalle parole!

Per cui se ti ho incuriosito butta un’occhietto sul sito di Bamboom e buon divertimento.
Intanto per Bamboom, attendendo con impazienza anche una collezione per noi bambini cresciuti (😀) e piazzo un bel….MARCO APPROVED 👍.

 

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Il mio mini “me”

Embè? Che ci sarà mai di male se mi somiglia un po’? Se non dorme come facevo io? Se non sta mai fermo come facevo io? Se urla come facevo io? Se è testardo come me?
Mmm, ok, forse qualcosa di male c’è. Ma ormai? Non è che se me lo ripetete mille volte al giorno cambia qualcosa.

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Si, perché tra le frasi che mi sono sentita dire dopo il parto, la più gettonata è stata proprio questa, ovvero “è tutto sua mamma” che, se di primo acchito potrebbe sembrare un complimento, in realtà no, non lo è! Soprattutto quando a dirlo è proprio mio marito! Ma del resto è mio figlio, no? Qualcosa di mio doveva pur averlo. Che poi se tra tutte le mie straordinarie doti (☺) abbia preso proprio il peggio …beh, è un puro caso.

Perché qui non stiamo parlando di aspetto fisico,  ma di vero e proprio carattere. Un carattere con la “C” maiuscola. Fatto di disubbidienza, testardaggine e faccia tosta.

Io non sono mai stata una santa, e già da piccola avevo le mie idee. Basti pensare che all’asilo mi provocavo il vomito solo per non darla vinta alla suora che voleva mangiassi tutto il pranzo. Ecco… non aggiungo altro. Anche se a dire il vero sapere che mio figlio ha un po’ di me non è affatto male.
Ci scontreremo, ci ameremo e poi ci odieremo, rideremo e poi litigheremo come pazzi (perché il bipolarismo è parte di noi👍) e proprio per questo, saremo legati ancora di più… e sai perché?
Perché tutti e due capiremo quanto sia dura avere un carattere “come il nostro”.

Perché quando sei forte gli altri pensano che tu possa cavartela sempre da solo, che tu non abbia debolezze, che non ci sia nulla che ti scalfisca, che “sto bene, grazie!” sia la verità perché tanto tu SEI FORTE e sorridi sempre e comunque. Perché quando sei forte gli altri pensano che non hai bisogno di loro, che non hai bisogno di un abbraccio, di un bacio, di una carezza. Perché quando sei forte gli altri pensano che possono sfogare su di te i loro problemi senza pensare che hai già i tuoi che tieni per te. Perché quando sei forte gli altri non pensano che la vita sia dura anche per te.

Ecco, piccolo mio, noi siamo dalla stessa parte in tutto questo, insieme nemici e complici agli occhi del mondo. Che fortunelli eh?

Ma tranquillo, mamma sa bene che quando nella vita hai la fortuna di avere al tuo fianco una persona uguale a te devi prendertene cura, perché sarà colei che non ti lascerà mai la mano. Neppure se sporca di cacca, biscotto, sugo e fango tutto insieme. Vero?


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A passeggio con leggerezza grazie a Be Cool

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#insensocontrariodimarcia

Torno a parlare di mezzi di trasporto per i nostri baby giramondo parlando del passeggino che ho scelto per il mio ometto, ovvero il Light dell’azienda spagnola Be Cool.

Come dice il nome stesso è un passeggino leggero e compatto. Con i suoi soli 6,3 chili infatti, è veramente facilissimo da trasportare per chi, come me, si muove spesso in macchina o con i mezzi pubblici.
Le ruote non sono ammortizzate, ma grazie alle sospensioni, sia anteriori che posteriori, si adatta facilmente a tutti i tipi di terreni urbani e grazie alle dimensioni compatte (aperto: Altezza 104 | Larghezza 54,5 | Profondità 83 cm, chiuso: Altezza 28 | Larghezza 54,5 | Profondità 70 cm) è pratico anche nei negozi o nei centri affollati.

La chiusura è a libro e se consideriamo che sta’ tranquillamente nel bagagliaio della mia smart for two… beh… è proprio a prova di qualsiasi macchina! E per aprirlo basta una sola mano! Non da poco eh? Per chi come me è sempre piena di borse e borsette!

Altra cosa non da poco, è un passeggino della categoria 0+ ovvero, avendo lo schienale completamente reclinabile. Si può usare sin dai primi giorni fino ad un massimo di 15 kg. Attenzione però: la seduta è solo fronte mondo e la capottina non è dotata di oblò, quindi, a mio parere, meglio usarlo da quando sono un pochino più grandicelli (io con Marco ho iniziato ad usarlo a 5 mesi).

Per ultimo ma non meno importante… È STILOSISSIMO! Ha una design super moderno e accattivante, abbinato ad una gamma colori davvero per tutti i gusti (nella versione 2016: Camel, Cerise, Comic, Granite, nella versione 2017: Pop, Love, Praline, Rock, Scarlet, Wave). Il top per noi mamme vere fashion addicted!

Insomma: bello, pratico, leggero e con una qualità prezzo molto buona! Cosa volere di più? Noi lo abbiamo amato sin da subito, bestiaccia compresa, che ci ha fatto di quelle passeggiate e dormite! E perché una cosa piaccia a lui…ce ne vuole!!
Quindi grazie Be Cool … ti becchi il nostro primo MARCO APPROVATED 👍

 


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Scatto di crescita.. Non ti temo

Se sei già mamma ne avrai sicuramente sentito parlare e li avrai pure già vissuti con più o meno terrore. Se invece stai ancora aspettando il tuo pupazzo, ne sentirai parlare in più occasioni.
Sono loro. Gli SCATTI DI CRESCITA.
Cosa sono esattamente? Te lo dico io. Un incubo!

Scherzi a parte, vediamo da vicino di cosa si tratta. Tecnicamente parliamo di un periodo di tempo, che può andare da qualche giorno a una settimana, in cui il tuo bambino richiede più cibo rispetto al solito. E` un fenomeno, infatti, che si manifesta in modo più evidente negli allattati al seno, perché in questo modo, aiutano a ricalibrare il seno in base alle loro necessità di cibo in quel preciso momento.

Gli scatti di crescita si presentano intorno alle 2\3 settimane, intorno alle 6 settimane ed intorno ai 3 mesi.
Da cosa li riconosci? Innanzi tutto… dalla fame! Il tuo bambino sembrerà di colpo insaziabile e potrebbe, richiedere il seno più spesso anche durante la notte. Poi potrebbe sembrarti più lamentoso del solito e più bisognoso di attenzioni.
Cosa fare? Parola d’ordine per sopravvivere: ASSECONDARE!

E te lo dice una mamma che ci ha convissuto per 3 mesi tirati! Si perché al mio bambino, che non mi fa mancare proprio nulla, lo scatto di crescita è partito alla seconda settimana ed è finito a 3 mesi secchi!
Gli scatti di crescita possono veramente mettere alla prova la pazienza dei genitori, in particolare della mamma che potrebbe sentirsi stressata e non in grado di soddisfare il bisogno primario del proprio bambino. Mille dubbi ti assalgono, soprattutto in merito all’allattamento che non ti sembrerà procedere come dovrebbe. Non preoccuparti! Se asseconderai il tuo bambino (che al contrario nostro sa’ perfettamente cosa fare!) tutto si risolverà non appena il seno sarà perfettamente calibrato col suo appetito e perché questo avvenga, non puoi fare altro che allattarlo più spesso!

Vedrai che già il fatto stesso di conoscerne l’esistenza ti aiuterà a superarli al meglio e senza paura!
Parola di superstite :)

 


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Sognavo un armadio tutto rosa

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#insensocontrariodimarcia

Sognavo un armadio tutto rosa…  ed invece sei arrivato tu! Un bel maschietto che mi ha colorato la vita di blu… di verde e di rosso, di giallo ed di arancione, di grigio e, perché no, di nero.

Si perché diciamocelo: chi dice che vestire un bambino maschio non è divertente, non ne ha mai vestito uno!

Insomma, per una bambina è tutto graziosissimo, per carità, ma tutto ROSA e derivati. Io personalmente, che sono un po’ maschiaccio con i miei capelli corti e il mio stile in quasi “total black”, quando ho saputo dalla seconda ecografia che era un piccolo ometto, ho tirato un sospiro di sollievo. Proprio non mi sarei vista alle prese con fiocchi, cerchietti, calze e pizzo.

Neppure con Marco, onestamente, ho seguito le “regole”, vestendolo di azzurro canonico forse 4 o 5 volte. Per il resto… spazio alla FANTASIA! Ed al colore!

Non nego comunque che la prima volta che sono entrata in un negozio di abbigliamento per bambini al vero e proprio fine di acquistare per il mio bimbo non sapevo dove guardare. Ormai il mercato offre di tutto. Dalla tutina in ciniglia con gli orsetti, alla maglia mimetica in stile Rambo, ce n’è davvero per tutti i gusti. Basta solo trovare il proprio stile. Io opto sempre per dei capi sportivi, durante la settimana, che gli permettano di muoversi comodamente e in libertà. Ora che gattona e cammina indossa dei veri e propri capi “da battaglia”, per poi concedermi qualcosa di più elegante e sfizioso (si, anche da maschietto ce ne sono!) nelle festività.

Però di una cosa non posso più farne a meno. E` una mia vera e propria ossessione da quando vesto il mio bimbo. Devo, per forza, o ne esco matta, abbinare i suoi calzini con la maglietta. Sempre! E` più forte di me! La cosa che mi preoccupa di più, infatti, è che adesso Marco ha appena 1 anno, quindi ho ancora libero arbitrio per quello che riguarda il suo guardaroba…ma poi? Quando inizierà vestirsi da solo?

Una cosa è certa! Spero prenda il mio gusto nell’abbinare i colori e non quello di papà! 😉

 


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Quel mostro di passeggino

Ebbene, che il mio pupo fosse un po’ autoritario si era capito, e già dai primi giorni si è dimostrato sufficientemente allergico ad ogni mezzo di trasporto che non fossi io. WoWooow!
E quindi… che fare? La soluzione c’è e si chiama “Fascia porta bebé”. Io, credo che sarei morta senza.
Di supporti ce ne sono tanti, e spesso scegliere non è così facile come si crede.
Vedo di fare un po’ di chiarezza in base al percorso che ho fatto io. Chiaramente da prendere come un consiglio e non come veritá assoluta.

Da 0 a 6 mesi: Fascia elastica o rigida

Questo supporto può sembrare ostico all’inizio, ma poi con un po’ di pratica si va come un treno.
La fascia elastica è un telo di cotone elastico della lunghezza di 5 metri circa, con la quale però è possibile fare solo un tipo di legatura (chiamata triplo sostegno) quindi un po’ limitata e quando il bambino va su troppo di peso bisogna cambiarla, altrimenti… Ciao ciao schiena!
Con la fascia rigida si può giocare con più legature, e sorregge anche pesi più elevati. Attenzione alla taglia però. A differenza della fascia elastica, infatti, ci sono più misure in base alla stazza della portatrice e del tipo di legatura che si vuol fare. Nel mio caso per Marco ho scelto un’ elastica, proprio per un fattore di comodità,  e devo dire che mi sono trovata molto bene, e Marco pure.

 

Da 6 a 12 mesi: Fascia rigida (una costante), Mei Tai, Marsupio ergonomico

Sulla prima, nulla da dichiarare :)
Il Mei Tai invece è un supporto simile alla fascia rigida, solo che è strutturato, ovvero è composto da un pannello che va passato dietro la schiena del bambino e due lembi di tessuto uno da porre in vita, e l’altro da incrociare dietro la schiena per formare la legatura. COMODISSIMO! Soprattutto per gli spostamenti brevi dalla macchina.

Il marsupio ergonomico è simile al mei tai, con la differenza che è un pochino più rigido (immagina proprio la consistenza di uno zainetto), e che una volta regolate tutte le misure non lo tocchi più. Da questa età, inoltre, si possono provare anche la posizione laterale sul fianco, oppure sulla schiena. Ricorda MAI fronte mondo!! Non è una posizione ergonomica e a mio avviso neppure comoda!
Dai 12 mesi l’ avventura continua con il Marsupio ergonomico Toddler e Preschooler, supporti ergonomici studiati appositamente per i più grandi, con seduta e spallacci più comodi.

 

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Insomma, il mondo del babywearing è vasto e tutto da provare ed io ho solo abbozzato un po’ di teoria, ma per trovare la propria strada consiglio di rivolgersi ad una consulente di zona.
Io devo dire che mi sono divertita a coccolare il marmocchio (soprattutto con la febbre o dopo un vaccino), anche se non volevo essere una “mamma ad alto contatto”, alla fine per esigenza ho ceduto.

Sempre con un tocco fashion però. Siamo pur sempre donne…no canguri!

Perché ho smesso?

Ovvio.. Marco, sul più bello, ha voluto il passeggino! 😉

 

 

 


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