Passeggini leggeri: guida ai nuovi modelli

Passeggini leggeri: guida ai nuovi modelli

Finalmente la primavera!

Si ok, il tempo non è proprio bellissimo, diluvia e sembra autunno, ma sono fiduciosa 😉 Ora la strada verso l’estate è tutta in discesa e l’imminente inizio delle vacanze estive ci mette di fronte anche al possibile acquisto di un passeggino leggero, facile da trasportare in auto e poco ingombrante nel bagagliaio carico di valige.

A giugno parto per il mare con Olivia per cui il mese scorso mi sono guardata in giro e informata sui nuovi modelli usciti, non volendo ripetere l’errore dello scorso anno e acquistare “d’impulso” il passeggino sbagliato, ho preferito curiosare tanto e toccare con mano tutta la mercanzia.

Nella speranza che possa tornarvi utile, ho stilato una mini guida alle novità 2018, in modo da farvi avere a portata di click buona parte dei migliori passeggini usciti quest’anno!

Partiamo da CAM che propone ben tre modelli: COMPASS, CUBO e CURVI

COMPASS ideale sin dalla nascita è comodo e versatile, grazie alla sua chiusura compatta e alla sua praticità di guida. Il passeggino ha una seduta ampia, capotta estensibile con una rete traspirante per garantire la massima aerazione al bambino.

QUI la scheda completa con tutti i dettagli.

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Cubo è ultracompatto (solo 54 cm h), con telaio in alluminio superleggero e schienale multiposizione utilizzabile dalla nascita. Massimo comfort grazie all’ ampia e profonda seduta e manovrabilità garantita per il genitore grazie al maniglione unito con sistema di chiusura ad una sola mano. Il davantino è removibile e chiudibile. Le ruote anteriori piroettanti facilitano la guida mentre il freno centralizzato a pedale e la cintura a 5 punti garantiscono la sicurezza del piccolo. Cubo è dotato di morbide sospensioni anteriori e posteriori, spallacci e spartigambe imbottiti, tracolla da trasporto e cestino.

QUI la scheda tecnica completa con tutti i dettagli

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CURVI solo 5.9 kg è adatto sempre dai 0 ai 36 mesi, si chiude con una sola mano e la cappottina diventa anche parasole. Lo schienale multiposizione è ideale fin dalla nascita, mentre l’ampia e profonda seduta rinforzata lo rende un passeggino comodo e versatile.

QUI la scheda tecnica completa con tutti i dettagli

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Dopo CAM, passiamo a BE COOL e al suo LIGHT NEWBORN è un passeggino super leggero con una pratica e compatta chiusura a libro. La cintura di sicurezza a cinque punti, la barra di protezione e il poggiagambe regolabile, lo rendono sicuro, accogliente e semplice da usare.

QUI la scheda tecnica completa con tutti i dettagli.

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Ed eccoci arrivati all’ultima (non per importanza) azienda che ho tenuto in considerazione: JANE’ con i suoi TOUR NURSE e il nuovissimo ROCKET

TOUR NURSE Basico ed essenziale ma non per questo di minore qualità. La seduta particolarmente ampia e la barra proteggi bimbo davanti, ne fanno un passeggino confortevole e sicuro, adatto per ogni occasione e molto funzionale, grazie anche allo schienale reclinabile che agevola il sonnellino del piccolo.

QUI la scheda tecnica completa con tutti i dettagli 

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ROCKET oh mio Rocket! Eh si, alla fine tra tutti ho scelto lui! Leggero, veloce, ruote piroettanti, tiene fino a 22 kg e chiuso entra perfettamente nella cappelliera dell’aereo come bagaglio a mano. In vista dei prossimi viaggi per andare a trovare lo zio a Londra, Olivia non dovrà temere che il suo passeggino finisca tra le grinfie della malefica stiva con l’ incognita del “chissà come lo trovo ridotto” al ritiro bagagli. Si sa, le valige non vengono proprio trattate con i guanti, meglio prevenire!

QUI la scheda completa con tutti i dettagli

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Che ne dite? Olivia sembra apprezzare 😉

Alla prossima!

 

 

 

 

 

Donne e allenamento con i pesi

Donne e allenamento con i pesi

Eccomi qui ! Tornata dopo un periodo FULL per darvi informazioni sul mio ultimo programma di allenamento.

Ma quanta paura abbiamo noi donne dei pesi??

Sono anni che la nostra società ci costringe ad un prototipo di bellezza malato. Dove l’eccessiva magrezza è il canone preferito da tutti!

Questo ha portato poi con il tempo ad autoconvincerci che il magro è bello! E che tutti gli altri tipi fisici non lo sono. Quindi se non sei nata alta 1.80 e magrissima finisci per sentirti inadeguata. E cosa fai? Lotti ogni giorno per cercare di sfuggire a come sei e di assomigliare sempre di più alle ragazze in copertina nelle riviste.

Questo personalmente lo trovo ASSURDO!

Dobbiamo imparare a rispettarci e ad amarci così come siamo e cercare di migliorarci sempre, senza però stravolgere il nostro corpo solo per accontentare i canoni estetici della nostra società. Questo dobbiamo essere NOI le prime a capirlo per poter poi un domani trasmettere la stessa sicurezza e amore per sé stessi ai nostri figli.

Detto ciò, uno degli strumenti che maggiormente vi permeteranno di migliorarvi e sopratutto di scolpire il vostro corpo come più desiderate è proprio il BODYBUILDING. Ossia l’allenamento con i pesi.

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Ma come? Vi starete chiedendo voi. Non dobbiamo fare zumba, pilates, jogging ecc???

Allora le cose stanno così, tutte quelle attività vanno bene se si ha come scopo principale quello di divertirsi mantenendoci sani e in movimento. E fin qui nessun problema.

Ma se il tuo scopo principale è quello di avere un fisico tonico, con delle gambe senza cellutite, un lato B alto e sodo, delle braccia toniche e non molli e un addome piatto senza i rotolini di troppo, allora non hai alternativa. Devi assolutamente vincere la tua paura ed entrare in SALA PESI!

I pesi non ti faranno diventare “un uomo”, anzi, ti aiuteranno ad accentuare le tue forme come più preferisci. Avendo la possibilità di allenare i diversi distretti muscolari in modo specifico, potrai decidere tu stessa di focalizzarti sui tuoi punti carenti ( e quindi sui distretti che desideri migliorare maggiormente), piuttosto che allenare tutto il corpo in modo mediocre senza ottenere i risultati desiderati.

Lo scopo del BODYBUILDING infatti, è quello di ottenere un corpo con più massa muscolare (massa magra), e meno massa grassa (grasso). Ne consegue quindi un fisico tonico e atletico anziché un fisico magro ma molle.

Se volete cominciare a sentirvi a vostro agio anche in costume e non solo con i vestiti addosso, allora questa è decisamente la strada da prendere.

Se sei una di quelle persone che frequenta una palestra da almeno 6 mesi e ancora non ha visto risultati vuol dire che hai assolutamente bisogno di cambiare strategia di allenamento.
Se puoi ti consiglio di trovare un bravo Personal Trainer nella tua zona e di farti aiutare. Io sto studiando per diventarlo, quindi un giorno sarò felice di poterti dare una mano. Al momento però non mi resta che donarti i miei consigli.

Se non puoi permetterti un Personal Trainer dai un’occhiata al LINK qui sotto. Questo è il programma che sto seguendo io al momento e ti assicuro che a me sta aiutando davvero molto! Però sbrigati le iscrizioni finiscono tra pochi giorni!

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http://www.xwomangold.eu/
Ps: tutto ciò che vi ho consigliato fino ad ora l’ho sempre prima provato sulla mia pelle! Quindi tranquille ❤.

Se hai domande o curiosità sul mio percorso non esitare a contattarmi 😘.

Instagram: @myfitmommylife
Facebook: @lamiavitadamammafit

Einstein spiega: “La logica ti porta da A a B, l’immaginazione ti porta ovunque”.

Einstein spiega: “La logica ti porta da A a B, l’immaginazione ti porta ovunque”.
Il bello di avere a che fare con un bambino di sette anni è che lui prova con tutta la sua forza a sostenere un discorso serio ma poi, tutto ad un tratto, ecco che salta fuori un dinosauro o un personaggio con un nome strano e lui è così convinto di quello che dice che delle volte mi mette in difficoltà, e non capisco se sia vero oppure no.
Ho già avuto a che fare con un Piumespine, un animale che vola e sa anche nuotare. Il suo racconto era così ricco di dettagli che confesso di essere andata a cercarlo su Wikipedia.
In questo momento qui a casa abbiamo l’illustre presenza del cantante sudafricano George Hombrer, nato nel 1923.
Un cantante musicista così bravo che riesce a suonare 273 strumenti .
Ho Piero di tre anni, che ha deciso di dire le parole per metà: Mini rossa è Mimiro, Ford della mamma è Fomamma, e così via… Dall’altra parte ho Jacopo che parla per due e quando penso che a 3 anni diceva solo cinque parole comprensibili, realizzo che adesso si è ripreso alla grande!
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Tutto questo per dirvi che delle volte, quando parlo con mio figlio più grande, mi sembra di chiacchierare con i miei amici di un tempo dopo una serata di quelle giuste (senza il mal di testa del giorno seguente 😉 )
Se potete, godetevi ogni attimo dei vostri bambini e se avete voglia vi consiglio di scrivere ogni frase e situazione che a voi sembra uscire da un film. Vedrete che in poco tempo avrete una collana di racconti da fare invidia a JK Rowling.
Adesso devo lasciarvi, Jacopo mi chiama perché dobbiamo finire la sua macchina del tempo, lui deve tornare indietro al 1970 per salvare Jimi Hendrix, e siccome il tempo stringe siamo in ritardo con la tabella di marcia.

Coccole (bio) per i nostri bambini

Coccole (bio) per i nostri bambini

Buon marzo a tutti,

questo mese vi voglio parlare di alcuni prodotti per la cura del corpo per bimbi che ho provato, e anche ormai finito.

Diciamo che sono tre marchi di eccellenza nel mondo della cosmetica biologica, utili per chi ha particolare attenzione a queste cose o ha esigenze particolari per la pelle dei suoi bimbi.

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Il primo è un sapone per corpo e capelli della marca “laSaponaria” .

Il Bio bagnetto corpo e capelli della linea “Albicoccole” è ultra delicato e non irrita la pelle o gli occhi. I suoi ingredienti principali sono olio di albicocca, estratti biologici di calendula e camomilla.

La profumazione è molto gradevole e si riescono proprio a distinguere i vari profumi dei suoi ingredienti, lava molto bene il corpo e lo lascia ben nutrito. Per quanto riguarda i capelli non sono rimasta pienamente soddisfatta, forse troppo delicato per il tipo di capello delle mie bambine.

Il prezzo non è economico come un bagnoschiuma da supermercato, ma non è comunque impegnativo. Reperibile direttamente nel loro sito o anche in altri siti di prodotti per bambini.

Il secondo prodotto è una crema viso e corpo alla viola mammola di MaterNatura. Questa è in assoluto la mia preferita tra i tre. Il profumo è delicato ma persiste nella pelle delle bimbe per qualche ora, sa proprio di coccole e pulito. Al tatto è molto liquido, si spalma facilmente e soprattutto si asciuga subito lasciando la pelle molto idratata e liscia.

Anche in questo caso il prezzo è un attimino più alto ma facilmente reperibile su vari siti di cosmetica biologica. Consigliatissimo!

L’ultimo prodotto è un latte crema idratante della Baby Anthyllis, un marchio un po’ meno conosciuto, ma decisamente ottimo. Infatti questa crema è composta da una miscela di latte crema e purissimi estratti vegetali: Aloe Vera e Crondo Crispo (un alga rossa con molte proprietà).

Questo latte sulla pelle è come velluto, fantastico, non è super idratante ma è lenitivo e antiarrossamento. Il profumo è un po’ più deciso rispetto all’altra crema di Maternatura ma molto piacevole e persistente.

Il prezzo in questo caso è più accessibile e come gli altri prodotti si può reperire nei vari siti di cosmetica biologica.

Tutti questi prodotti sono MADE IN ITALY e certificati biologici. Il loro packaging è ricercato, ma funzionale.

Spero di avervi dato qualche nuovo spunto e se avete bisogno di riferimenti più precisi su dove acquistarli, scrivetemi pure.

Vi mando un bacione,

a presto!

Non è un lavoro per mamme

Non è un lavoro per mamme

Quando ho ricevuto la telefonata per un’offerta di lavoro, Federico aveva poco meno di 6 mesi. Ho accettato subito e mi sono mobilitata per cercare asili nido che avessero ancora posti disponibili a giugno per settembre. Sono stata molto fortunata, una mia conoscente mi ha dato il contatto di un nido in famiglia vicino casa. Proprio quello che stavo cercando per non scombussolare troppo la routine di Federico, abituato ad avere la mamma sempre accanto e tetta h24.

A settembre ho cominciato il mio nuovo lavoro e Federico aveva appena compiuto nove mesi. Ci sono volute due estenuanti settimane affinché si abituasse all’idea che la mamma non poteva esserci sempre. Piangeva ininterrottamente da quando arrivava fino all’ora di riprenderlo. La maestra mi tranquillizzava tutte le volte dicendomi di non perdermi d’animo, si sarebbe piano piano abituato a questo distacco. Io nel frattempo stavo cercando di incamerare più informazioni possibili del mio nuovo lavoro per non farmi trovare impreparata nella gestione degli imprevisti (sempre all’ordine del giorno), cercando di non sforare i tempi lavorativi, per recuperare il piccolo dall’asilo in tempo per fargli fare il riposino pomeridiano nel suo lettino.

Adesso Fede di mesi ne ha 14 e nonostante mi sforzi di finire in tempo tutti i casini a lavoro, sono sempre l’ultima ad arrivare a prenderlo. E lui tutti i giorni mi aspetta col visino premuto contro la porta a vetri dell’ingresso, con il suo sorriso sdentato e i pomelli delle guance rossissimi. Il più delle volte quando rincasiamo non riesce a dormire. Vuole solo la mamma, nessun altro. E la tetta. Immancabilmente. Non riesco a prepararmi nulla per pranzo perché lui vuole stare in braccio. E’ comprensibile, non mi ha vista per tutto il giorno e vuole recuperare stando il più possibile insieme, anche in bagno. Non ricordo l’ultima volta che ho fatto pipì da sola.

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Il mio compagno torna da lavoro che fuori e gia buio e riesce a stare con Federico solo un’ora al giorno.
Non posso contare sulla disponibilità dei nonni, loro vengono contattati solo per le emergenze, cioè quando devo stare in ufficio fino a tardi (il che capita molto spesso). In più i miei genitori sono ancora giovani, lavorativamente parlando.
Le vacanze di Natale mi hanno salvata. Stavo seriamente rischiando il burn-out al lavoro e a casa ero diventata insopportabile persino a me stessa. Mi sono presa un paio di giorni di ferie, almeno ho rimandato i casini all’anno nuovo. In compenso Federico è stato male nei giorni in cui ero a casa ed è stato attaccato alla tetta giorno e notte, come una cozza allo scoglio.
Mi sono chiesta come fanno gli altri genitori a conciliare il lavoro con gli impegni familiari, soprattutto quando si hanno bambini piccoli. Per chi lavora tutto il giorno e non ha la disponibilità di avere dei nonni la questione è spinosa: si arriva a compiere delle scelte drastiche, fino ad arrivare a dare “volontariamente” le dimissioni per poter seguire la famiglia.
Gli ultimi dati a disposizione dell’Ispettorato Nazionale per il Lavoro del 2016 evidenziano come in Italia le cosiddette dimissioni volontarie per i genitori con figli minori di tre anni siano state 37.738, tra queste quasi 25.000 sono donne che si sono licenziate a causa delle difficoltà legate alla gestione dei figli e della mancata conciliazione tra lavoro e famiglia. La Lombardia detiene questo triste primato, seguita dal Veneto con 3.658 mamme e 1.350 papà costretti a rimanere a casa da lavoro. Le motivazioni che portano a maturare questa scelta sono riconducibili a vari fattori purtroppo radicati nel patrimonio storico, sociale e culturale del nostro Paese.

– Stipendi che non garantiscono la fruibilità dei pochi servizi messi a disposizione dallo Stato, quasi totalmente a carico del cittadino, qualche bonus fiscale o incentivi messi a spot dal governo di turno che in realtà appesantiscono ancora di più il carico di chi si sta già occupando della famiglia.

– Nonni che sono ancora attivi nel mercato del lavoro e/o che non riescono più a dare aiuto nell’assistenza ai nipoti, facendo venir meno le possibilità (soprattutto per la donna) di partecipare attivamente al lavoro retribuito.

– Mancanza di flessibilità del tempo del lavoro e leggi molto spesso inapplicate perché lacunose sotto molteplici aspetti (vedi la legge 53/2000 sui congedi parentali).

Alla luce di tutto questo è inevitabile pensare se stare lontano da casa per 7 ore (almeno) al giorno per guadagnare così poco e non riuscire a dedicarsi ai propri figli ne valga veramente la pena. Me lo sono chiesta anch’io molto spesso ultimamente.

Ancora nel 2018 siamo costretti a dover scegliere tra i nostri figli e il nostro lavoro?

Soprattutto per le donne la questione è da sempre aperta, come una piaga: troppo spesso le aziende italiane considerano la maternità come un imprevisto che rischia di mettere in crisi l’intera organizzazione del lavoro e cercano di difendersi cercando di non assumere donne o non facendo far loro carriera. Per non parlare di casi in cui le stesse sono state indotte a non rientrare al lavoro al termine del congedo o a ritardare il più possibile il rientro al lavoro investendo il meno possibile in esso, così da incappare nel meccanismo di profezia che si autoadempie.
A tutto ciò si deve aggiungere il lavoro domestico e di cura non retribuito che si somma agli impegni di lavoro. A conti fatti risulterebbe che avremmo una giornata lavorativa media più lunga di 2 ore circa se si uniscono il lavoro retribuito e quello domestico, ma paradossalmente guadagnamo di meno rispetto agli uomini.
Basterebbe che il lavoro domestico e di cura ci venisse retribuito?

No, occorrerebbe invece lavorare insieme (uomini e donne) sulle condizioni che producono differenze reddituali e contributive per eliminare le discriminazioni tra i generi che ancora esistono sul mercato del lavoro ad ogni livello.

Occorrerebbe rafforzare le politiche di conciliazione per donne e uomini: servizi di cura per l’infanzia e per persone non autosufficienti, tempi scolastici meno rigidi, che tengano conto dell’occupazione dei genitori.

Occorrerebbe un riconoscimento economico del lavoro di cura, sia nella forma dei congedi, coperti da indennità adeguate che da contributi più cospicui (come il congedo di maternità) affinché anche i padri possano usufruire del congedo genitoriale, riducendo così il divario con le loro compagne.

Insomma si prospetta un percorso irto di ostacoli da superare. Di una cosa però sono sicura: tutti noi genitori, lavoratori e non, ogni giorno diamo il meglio che possiamo per i nostri figli.

Vi lascio con le parole di Simone de Beauvoir, tratte dal suo romanzo “Quando tutte le donne del mondo” che vi invito a leggere, se ne avrete l’occasione:

“Un giorno, neanche tanto lontano, le donne, veramente integrate nella società, mostreranno di che cosa sono capaci. Oggi (…) sono ibridi. Ibridi con un senso di colpa. Vede, gli uomini non hanno scelta. Devono fare carriera. Per le donne, c’è sempre il dilemma: bisogna fare carriera? Bisogna occuparsi della casa, dei bambini? Per le donne, non ci sono abbastanza cose che “vanno da se”. (Le donne si sentono colpevoli) di tutto. Di lavorare. Di non lavorare. Ci sono due categorie di donne: quelle per il quale il focolare è il centro del mondo, e le indipendenti, quelle che puntano soprattutto sugli interessi professionali. Queste ultime pensano continuamente: “Dovrei forse occuparmi di più della casa”.

Oppure:

“Dovrei sposarmi, avere bambini…”. Ma neanche la casalinga è felice. Tempo addietro, pulire, cucinare, lucidare i pavimenti era per la donna un certo modo di dominare la materia. Oggi il focolare non è più un regno. La casalinga, abdicando alla sua libertà, non ha più l’impressione di realizzare un destino ineluttabile. Si interroga, dubita. Pensa con invidia all’ amica avvocatessa che è invece “qualcuno”. Né quelle che stanno a casa, né quelle che lavorano trovano oggi nella propria condizione la piena realizzazione di sé. (…)

Uomini o donne, pensavo che ciascuno può cavarsela; non mi rendevo conto che la femminilità fosse una situazione. Ho scritto tre romanzi, dei saggi, senza preoccuparmi della mia condizione di donna. Un giorno mi è venuta voglia di dare una spiegazione su me stessa. Ho cominciato a riflettere e mi sono accorta che la prima cosa che avrei dovuto dire era: SONO UNA DONNA”.

Una libreria fuori dal comune

Una libreria fuori dal comune

Eccomi tornata dopo un paio di mesi intensi, tra festività e lavori in casa.

In questi giorni si parla tanto di buoni propositi e uno in particolare l’ho letto spesso nelle varie liste (oltre alla solita DIETA); ovvero quello di leggere più libri. Ammetto che nemmeno io riesco a leggere molto, ma mi tengo sempre un libro sul comodino, pronto per quando riesco a trovare 10 minuti prima di dormire.

Una cosa che però faccio quotidianamente è leggere alle mie bimbe, voglio che imparino ad amare la lettura e soprattutto che vengano per un pò immerse nella fantasia.

Oggi infatti vi voglio parlare di una persona speciale, che grazie alla sua passione mi aiuta nella scelta dei libri. Lei è Noemi, ed ha aperto una libreria per bambini e ragazzi proprio speciale e soprattutto fuori dal comune.

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Per farvela conoscere meglio, ho pensato di farle una piccola intervista. Ora lascio a lei la parola, buona lettura!

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-Chi è Noemi?

Noemi è una donna – mamma – amica – fidanzata – compagna di avventure per grandi e piccini. Noemi è esattamente come tutti quanti, chi più chi meno.

-Perché hai aperto una libreria per bambini?

I motivi sono tanti. I principali? Da mamma mi sono accorta che mancavano spazi per quei bambini che sono troppo piccoli per una ludoteca – vengono schiacciati – e troppo attivi per una libreria/biblioteca perché hanno poca capacità di attenzione. Così ho unito questo bisogno che avevo come mamma alla mia grandissima passione per gli albi illustrati per bambini e ragazzi (nonché alla mia utopia di cambiare il mondo partendo dai bambini). Nasce così Campanellino, una libreria interattiva, pensata per adulto e bambino dove possono trascorrere del tempo di qualità con tutti i mezzi per conoscersi e allo stesso tempo divertirsi.

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-Qual è la filosofia della Libreria Campanellino?

Impara a conoscere tuo figlio. Fermati un secondo e dedicagli il tempo che gli spetta. Lui/lei viene da te, ma NON è te. Capisci questo e sarà tutto più semplice e colorato.

-Quanto può essere d’aiuto la lettura di un libro nella vita dei bambini?

Nella fascia dei pre-lettori (0-5 anni) la magia risiede nella loro incapacità di scindere la realtà dall’immaginazione. Quindi il Gruffalò, lo Gnammete Alato, la Strega Rossella, Babbo Natale, Il Drago sputafuoco, la Fatina dei denti e chi più ne ha più ne metta esistono davvero. Il libro è il mezzo grazie al quale il bambino impara, attraverso 4 dei suoi 5 sensi: vista (illustrazioni) – tatto (pagine) – udito (lettura ad alta voce) – olfatto (carta). Essere in grado di capire e trasmettere un libro ad un bambino/ragazzo significa dotarlo di un’arma per lui fondamentale nella sua ricerca di identità e sopravvivenza nel mondo.

-Qual è secondo te il momento migliore da dedicare alla lettura?

Sicuramente nei bambini dotati di iperattività la lettura è utile a calmare il bambino prima di un momento di sedentarietà come il pasto, i compiti o la nanna. Un metodo efficace per trasmettere tranquillità e serenità. Invece se ci focalizziamo su bambini normodotati, la lettura è un momento di forte intimità tra adulto e bambino, dove si instaura un legame di fiducia e di stima tra il bambino che “sogna” e l’adulto che lo accompagna. Quindi il momento migliore è quando l’adulto è predisposto a trasmettere questa magia e godersela attraverso gli occhi di suo figlio.

-Hai qualche progetto che ci vuoi svelare?

Sicuramente ho delle grandi collaborazioni che stanno per partire in questo nuovo anno.

-Come funzionano le tue animazioni alle feste? Perché sono diverse dalle altre?

Le feste di compleanno che propongo sono diverse perché per la prima volta vengono animate attraverso il libro. Far divertire i bambini con i libri è una cosa a cui i grandi non sono abituati ma ai bambini piace tantissimo. Anche quelli più scalmanati e che odiano la lettura si fanno trasportare dalla magia del libro, in quanto viene utilizzato come strumento ludico e non di insegnamento (per quanto tutti i libri contengano sempre una morale). Quindi le feste si sviluppano con diverse letture animate e laboratori manipolativi-espressivi. Il tutto distinto da un ritmo regolare scandito da momenti di sfogo e momenti di calma, da non agitare i bambini e renderli fuori controllo ma nemmeno annoiarli!

Riguardo le feste sono la prima esperienza diretta. Ho invitato infatti Noemi ad animare entrambi i compleanni delle mie bimbe! É stata pazzesca! Tutti noi genitori eravamo incantati nel vedere i bambini così felici e coinvolti. Eccovi alcune foto :)

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Ringrazio Noemi e spero vivamente di avervi fatto incuriosire su tutto il suo magico mondo.

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Vi assicuro che appena andrete a trovarla, rimarrete incantati e diventerà un vera e propria dipendenza.

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Per tutte le informazioni, cercatela sui social :

“Libreria Campanellino per bambini da 0 a 14 anni”

Fatemi sapere com’è andata la vostra prima volta in questa magica libreria!

Un abbraccio

Valentina

Come godersi le feste senza la paura di prendere peso

Come godersi le feste senza la paura di prendere peso
Eccomi qui, tornata giusto in tempo per affrontare tutte insieme questo periodo di festività che io sinceramente aspettavo da tanto.
Quest’anno abbiamo lavorato sodo, cominciando con le camminate all’aria aperta, facendo poi i circuiti di Kayla Itsines, per finire in bellezza (e con maggiore consapevolezza) in sala pesi. Insomma siamo state bravissime!
Ma come fare quindi per non rovinare tutti i nostri sacrifici proprio adesso?!
Bene oggi vi voglio svelare un piccolo segreto: NON SI INGRASSA CON UNA GIORNATA DI SGARRO, così come non si dimagrisce con una giornata di cibo pulito.
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Mettetevi in testa queste parole: Non è decisivo quello che fate da Natale a Capodanno ma lo è quello che fate da Capodanno a Natale 😉
Capito il concetto?
Se pensate che condividere una giornata di spensieratezza insieme alle persone a voi più care, tra dolcetti e brindisi, possa vanificare tutti i vostri sacrifici, potete stare tranquille perchè non è così.
Attenzione però, non sto dicendo via alle abbuffate, semplicemente godetevi ogni portata senza sensi di colpa. E, se ne avete bisogno, prendetevi anche qualche giorno di pausa dagli allenamenti, consapevoli che ve lo meritate e che state facendo un carico di energie per poi ripartire più forti di prima.
Questo è esattamente quello che farò io.
Credo sia giusto fare tutto con passione ma senza ossessione, o meglio con una ossessione SANA.
Mi raccomando niente abbuffate, ma mangiate consapevolmente, e godetevi queste feste senza ansie inutili.
Se volete un consiglio per evitare di strafare, mangiate quello che desiderate ma quando sarete piene FERMATEVI.
Se poi il giorno dopo vi sveglierete senza fame non sentitevi obbligate a fare colazione, ascoltate il vostro corpo e in caso ripartite dal pasto successivo con la vostra SANA routine.
Spero dal profondo del cuore di avervi rasserenato un pochino.
Ricordatevi sempre che il Fitness è nato per farci stare meglio, per avere una vita migliore e felice e NON piena di ansie e paranoie.
E se ad ogni modo finirete per strafare, perché può succedere, NON allarmatevi!
Avrete da Gennaio a Giugno per recuperare e darci dentro più di prima. Giusto in tempo per un’estate 2018 con i fiocchi.
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Un bacio enorme a tutte!
E soprattutto BUONE FESTE a voi e ai vostri cuccioli dal profondo del  cuore <3

BenessereMamma

BenessereMamma
Buongiorno mamme!
Oggi sono qui per parlarvi di una bellissima SORPRESA dedicata proprio a voi.
Come sapete, io ho cominciato la mia esperienza da “MammaFit” allenandomi per lo più a casa perché per me è stato più comodo così; in molte però mi avete scritto facendomi notare che il lavorare da casa non è per tutti.. Se io riesco a trovare la giusta motivazione tra le mura domestiche, tante di voi invece hanno bisogno di un ambiente diverso, che vi sproni a dare il MASSIMO.
Proprio per questo motivo, credo di aver trovato qualcosa che possa fare al caso vostro! Si tratta di un percorso che ha come obiettivo quello di avvicinare le donne all’attività fisica anche in un momento delicato come la gravidanza, per poi continuare il percorso rispettando le esigenze delle Neomamme.
Questo vuol dire che se avete da poco partorito, e avete il desiderio di ritrovare la vostra forma fisica nel modo più fisiologico possibile, o siete in dolce attesa ma volete mantenervi attive in modo sicuro, allora avete decisamente trovato ciò che fa per voi.
Il progetto si chiama BENESSEREMAMMA. Si tratta di lezioni personalizzate, atte a riportare il fisico nel modo più veloce e fisiologico possibile a com’era prima della gravidanza, anche per quanto riguarda le funzionalità.
Con la Dottoressa Emma Agugiaro affronterete infatti anche argomenti quali la Diastasi Addominale e il Pavimento Pelvico.
Insomma qui non si trascura nessun aspetto.
E’ un percorso graduale e su misura, che vi aiuterà a ritrovare il piacere per l’attività fisica, per poi poterlo trasmettere anche ai vostri bimbi.
Durante le lezioni infatti sarà possibile portare con voi il vostro piccolo, il quale aspetterà in uno spazio tutto per lui e sopratutto adatto ad un neonato così potrete allenarvi con serenità e senza sensi di colpa 😉
L’equipe che troverete sarà composta non solo dalla vostra Personal Trainer ma anche da un Nutrizionista e un Osteopata, il servizio quindi sarà COMPLETO. Ci sarà inoltre la possibilità di fare lezioni in coppia, in questo modo potrete affrontare questo nuovo percorso in compagnia!
Questo è tutto care mamme! Spero davvero di esservi stata d’aiuto e di aver trovato un’alternativa valida per voi
Vi lascio qui sotto tutte le referenze per chi desidera avere ulteriori informazioni.
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Ovviamente se avete domande o curiosità sono sempre disponibile sulla mia pagina Facebook e Instagram
Al prossimo articolo #aprovadimamma.

Nuovi inizi, nuove routine

Nuovi inizi, nuove routine

Come promesso, oggi vi parlo di qualche metodo che ho usato per salvarmi da questo inizio stagione pieno di novità e cambiamenti.

Faccio una premessa: in questi anni non abbiamo mai avuto una routine, ogni giorno era diverso, l’unica certezza era, ed è, che dalle 16 alle 22 papà va in pizzeria.

Con l’arrivo di Nicole, la più piccola, e il trasloco, abbiamo cominciato a vivere di più la casa e anche Sofia ha cominciato ad apprezzare piccole cose, che sono ora delle vere e proprie abitudini. Cosi per rendere l’inizio della scuola meno traumatico per tutti, ho creato delle routine.

Il primo passo è stato creare questi due quadretti ,per aiutarla ad assimilare alcune azioni che deve fare ogni giorno. Ovviamente, tutto in maniera giocosa e senza farla diventare un’ossessione.

Il sistema consiste nel far spostare la calamita con l’azione da fare nello spazio del “fatto”, e se tutte le azioni del giorno vengono compiute, la bambina o il bambino colorano il cerchietto che indica quel giorno. Colorati tutti i giorni della settimana il bambino riceverà la “ricompensa” scelta a inizio settimana. Il premio non è materiale, ma si potrà scegliere tra momenti di gioco con i genitori, o qualcosa di speciale come la creazione di una torta o una bella serata al cinema.

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Ci sono molte varianti di questo sistema, per i più piccoli esiste l’orologio della giornata, dove vengono descritte tutte le attività che un bambino fa e dovrebbe fare in vari momenti. Quando il metodo viene assimilato dal bambino, sarà quasi quest’ultimo a cercare “l’orologio della giornata” per vedere le azioni da compiere.

Proprio perché, prendendolo come un “gioco”, non ne sarà stressato, e proverà piacere nell’essere autonomo.

La cosa fondamentale è spostare assieme la lancetta della giornata nell’azione corrispondente, proprio per imparare il meccanismo.

L’aiuto che possono dare questi metodi è incredibile, sia per noi genitori, che una volta assimilata la routine non dobbiamo più sgolarci, sia per i bambini stessi che si sentono indipendenti.

Il secondo trucchetto, che è fondamentale per noi mamme, è il MENÙ SETTIMANALE!

Pianificare i pranzi e le cene settimana per settimana ha una serie di vantaggi non da poco:

1- non ho più l’ansia di inventarmi qualcosa all’ultimo minuto

2- si può creare un’alimentazione molto più bilanciata e sana

3- non si spreca il cibo

4- SI RISPARMIA

Anche per il momento tv e il momento nanna, ho cercato di trovare alcune soluzioni per evitare capricci e grida inutili, ovviamente all’inizio è un po’ dura, ma poi una volta che Sofia ha capito che funzionava così, non ho più avuto problemi. La televisione viene accesa solo mezzora prima di cena e mezzora dopo cena, salvo ovviamente, malattie varie o necessità di ossigenazione per la sottoscritta!

La routine della nanna comincia alle 21

-biberon di latte

-pigiama

-si lava i denti

-si va a letto

-la mamma legge il solito libro della buonanotte (che cambio quando vedo che non è più attenta come prima) arrivano le 21.20 ed è già nel mondo dei sogni!

Ovviamente ci sono le giornate dove la routine non viene seguita, come quando è malata o anche semplicemente ha una brutta giornata. Si cerca di fare quello che si può 😉

Spero di avervi dato qualche spunto per aiutarvi in queste giornate frenetiche.

A presto!

Gemelli e scuola materna: insieme o divisi?

Gemelli e scuola materna: insieme o divisi?

Eccomi un po’ in ritardo, pronta a raccontarvi del nostro inizio alla scuola materna.
“Nostro” perché con loro ho vissuto mille emozioni anche io, sono una mamma chioccia super emotiva che si commuove guardando Masha e Orso, come potevo non farlo per un cambiamento così importante?

La sera prima del grande giorno, ho pianto, ho proprio pianto come una disperata! Me li rivedevo nella culla dell’ospedale appena nati e tra me e me pensavo “non può essere passato già così tanto tempo”.

Non sapevo più dove nascondermi per non farmi vedere dai bambini, che non avrebbero capito quei lacrimoni, e da Daniele che in quanto uomo di acciaio… Figuriamoci! Quando mi ha colta sul fatto, le sue uniche parole di conforto sono state “VANNO ALL’ASILO, NON VANNO MICA IN GUERRA”.

In effetti queste semplici parole da genitore MASCHIO mi hanno fatto capire che le mie emozioni avevano preso il sopravvento, e mi sono data una calmata.

Il mattino seguente, il fermento in casa era tale da rendere quel 7 settembre indimenticabile.

Mattia e Tommaso, ignari di ciò che li aspettava, erano felicissimi e bellissimi dentro ai loro grembiulini a quadretti bianchi e blu, e tenevano stretto il loro sacchettino. Si sono prestati anche a fare le foto ricordo, e questo nuovo inizio è andato davvero bene, direi al di sopra delle aspettative.

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Mi ero immaginata scene tragicomiche, scenette con le maestre che mi allontanavano dai miei figli, pianti strappalacrime, dichiarazioni d’amore e appostamenti fuori dal cancello della scuola: niente di tutto ciò.

I miei figli sono una squadra, esattamente come me e il loro papà, si danno forza a vicenda e l’inserimento è stato semplice e indolore (tranne quella mattina in cui Tommaso ha pianto e io sono partita in macchina e ho pianto per due ore a casa mandando messaggi vocali a Daniele che era in riunione e non li poteva ascoltare). Tagliare la cipolla quel giorno è stata una passeggiata.

Mi sembrano così lontane quelle lacrime! Adesso piango il sabato e la domenica, quando l’asilo è chiuso (scherzo dai!)

Volevo in realtà soffermarmi sulla scelta, sofferta, del non dividerli: dividere, che brutta parola, non mi è mai piaciuta. Da mamma di gemelli poi, io non riesco ancora ad immaginarmeli divisi perché il loro rapporto è davvero speciale.

Quasi tutti mi hanno consigliato l’iscrizione in due classi separate per favorire l’individualità, la socializzazione e il rapporto con il mondo esterno.

Tutte considerazioni che ci hanno fatto riflettere, tanto che io mi ero quasi convinta a farlo ma la praticità di Daniele, ancora una volta, ha avuto la meglio: quando vado in crisi perché valuto ogni cosa da mille angolazioni, arriva lui, che vede sempre tutto in modo estremamente chiaro, e così, il loro debutto in società lo stanno facendo nella stessa classe.

Ancora oggi mi chiedo se ho fatto la scelta giusta, complici i commenti delle persone che mi dicono di aver sbagliato, ma sapete cos’è che non sbaglia mai? L’ ISTINTO MATERNO. Eh si, è quella cosa che tu sai che è giusta, ma poi leggi una pagina Facebook, parli con l’amica che sa tutto lei, ti compri libri su libri e vai su Wikipedia e in un attimo il tuo istinto prende un calcio in culo da tutto questo sapere altrui.

Parlando di gemelli, come per ogni altro ambito, non credo esista una regola assoluta, ma esiste il “so cosa è meglio per noi”.

Ogni famiglia ha le proprie dinamiche, ogni genitore in cuor suo sa cosa è giusto fare, o al contrario quale strada è meglio evitare.

Certo, mi resterà il maledetto tarlo tipico del mio essere: “avrò fatto bene?”, poi però torno alla realtà e realizzo che i miei bambini hanno solo 3 anni e hanno davvero tutta la vita davanti per scegliere le loro strade personali.

Io li ascolterò e accompagnerò in tutto, e per ora sapere che possono contare l’uno sull’altro quando io non sono con loro, mi rende a mia volta più sicura!

E poi hanno delle maestre super, il lavoro di squadra non è più solo fra le mura domestiche!

Nella speranza di essere stata d’ispirazione per qualche genitore di gemelli in vista di future iscrizioni, attendo i vostri commenti.

Al prossimo articolo!