Come godersi le feste senza la paura di prendere peso

Come godersi le feste senza la paura di prendere peso
Eccomi qui, tornata giusto in tempo per affrontare tutte insieme questo periodo di festività che io sinceramente aspettavo da tanto.
Quest’anno abbiamo lavorato sodo, cominciando con le camminate all’aria aperta, facendo poi i circuiti di Kayla Itsines, per finire in bellezza (e con maggiore consapevolezza) in sala pesi. Insomma siamo state bravissime!
Ma come fare quindi per non rovinare tutti i nostri sacrifici proprio adesso?!
Bene oggi vi voglio svelare un piccolo segreto: NON SI INGRASSA CON UNA GIORNATA DI SGARRO, così come non si dimagrisce con una giornata di cibo pulito.
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Mettetevi in testa queste parole: Non è decisivo quello che fate da Natale a Capodanno ma lo è quello che fate da Capodanno a Natale 😉
Capito il concetto?
Se pensate che condividere una giornata di spensieratezza insieme alle persone a voi più care, tra dolcetti e brindisi, possa vanificare tutti i vostri sacrifici, potete stare tranquille perchè non è così.
Attenzione però, non sto dicendo via alle abbuffate, semplicemente godetevi ogni portata senza sensi di colpa. E, se ne avete bisogno, prendetevi anche qualche giorno di pausa dagli allenamenti, consapevoli che ve lo meritate e che state facendo un carico di energie per poi ripartire più forti di prima.
Questo è esattamente quello che farò io.
Credo sia giusto fare tutto con passione ma senza ossessione, o meglio con una ossessione SANA.
Mi raccomando niente abbuffate, ma mangiate consapevolmente, e godetevi queste feste senza ansie inutili.
Se volete un consiglio per evitare di strafare, mangiate quello che desiderate ma quando sarete piene FERMATEVI.
Se poi il giorno dopo vi sveglierete senza fame non sentitevi obbligate a fare colazione, ascoltate il vostro corpo e in caso ripartite dal pasto successivo con la vostra SANA routine.
Spero dal profondo del cuore di avervi rasserenato un pochino.
Ricordatevi sempre che il Fitness è nato per farci stare meglio, per avere una vita migliore e felice e NON piena di ansie e paranoie.
E se ad ogni modo finirete per strafare, perché può succedere, NON allarmatevi!
Avrete da Gennaio a Giugno per recuperare e darci dentro più di prima. Giusto in tempo per un’estate 2018 con i fiocchi.
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Un bacio enorme a tutte!
E soprattutto BUONE FESTE a voi e ai vostri cuccioli dal profondo del  cuore <3

BenessereMamma

BenessereMamma
Buongiorno mamme!
Oggi sono qui per parlarvi di una bellissima SORPRESA dedicata proprio a voi.
Come sapete, io ho cominciato la mia esperienza da “MammaFit” allenandomi per lo più a casa perché per me è stato più comodo così; in molte però mi avete scritto facendomi notare che il lavorare da casa non è per tutti.. Se io riesco a trovare la giusta motivazione tra le mura domestiche, tante di voi invece hanno bisogno di un ambiente diverso, che vi sproni a dare il MASSIMO.
Proprio per questo motivo, credo di aver trovato qualcosa che possa fare al caso vostro! Si tratta di un percorso che ha come obiettivo quello di avvicinare le donne all’attività fisica anche in un momento delicato come la gravidanza, per poi continuare il percorso rispettando le esigenze delle Neomamme.
Questo vuol dire che se avete da poco partorito, e avete il desiderio di ritrovare la vostra forma fisica nel modo più fisiologico possibile, o siete in dolce attesa ma volete mantenervi attive in modo sicuro, allora avete decisamente trovato ciò che fa per voi.
Il progetto si chiama BENESSEREMAMMA. Si tratta di lezioni personalizzate, atte a riportare il fisico nel modo più veloce e fisiologico possibile a com’era prima della gravidanza, anche per quanto riguarda le funzionalità.
Con la Dottoressa Emma Agugiaro affronterete infatti anche argomenti quali la Diastasi Addominale e il Pavimento Pelvico.
Insomma qui non si trascura nessun aspetto.
E’ un percorso graduale e su misura, che vi aiuterà a ritrovare il piacere per l’attività fisica, per poi poterlo trasmettere anche ai vostri bimbi.
Durante le lezioni infatti sarà possibile portare con voi il vostro piccolo, il quale aspetterà in uno spazio tutto per lui e sopratutto adatto ad un neonato così potrete allenarvi con serenità e senza sensi di colpa 😉
L’equipe che troverete sarà composta non solo dalla vostra Personal Trainer ma anche da un Nutrizionista e un Osteopata, il servizio quindi sarà COMPLETO. Ci sarà inoltre la possibilità di fare lezioni in coppia, in questo modo potrete affrontare questo nuovo percorso in compagnia!
Questo è tutto care mamme! Spero davvero di esservi stata d’aiuto e di aver trovato un’alternativa valida per voi
Vi lascio qui sotto tutte le referenze per chi desidera avere ulteriori informazioni.
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Ovviamente se avete domande o curiosità sono sempre disponibile sulla mia pagina Facebook e Instagram
Al prossimo articolo #aprovadimamma.

Nuovi inizi, nuove routine

Nuovi inizi, nuove routine

Come promesso, oggi vi parlo di qualche metodo che ho usato per salvarmi da questo inizio stagione pieno di novità e cambiamenti.

Faccio una premessa: in questi anni non abbiamo mai avuto una routine, ogni giorno era diverso, l’unica certezza era, ed è, che dalle 16 alle 22 papà va in pizzeria.

Con l’arrivo di Nicole, la più piccola, e il trasloco, abbiamo cominciato a vivere di più la casa e anche Sofia ha cominciato ad apprezzare piccole cose, che sono ora delle vere e proprie abitudini. Cosi per rendere l’inizio della scuola meno traumatico per tutti, ho creato delle routine.

Il primo passo è stato creare questi due quadretti ,per aiutarla ad assimilare alcune azioni che deve fare ogni giorno. Ovviamente, tutto in maniera giocosa e senza farla diventare un’ossessione.

Il sistema consiste nel far spostare la calamita con l’azione da fare nello spazio del “fatto”, e se tutte le azioni del giorno vengono compiute, la bambina o il bambino colorano il cerchietto che indica quel giorno. Colorati tutti i giorni della settimana il bambino riceverà la “ricompensa” scelta a inizio settimana. Il premio non è materiale, ma si potrà scegliere tra momenti di gioco con i genitori, o qualcosa di speciale come la creazione di una torta o una bella serata al cinema.

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Ci sono molte varianti di questo sistema, per i più piccoli esiste l’orologio della giornata, dove vengono descritte tutte le attività che un bambino fa e dovrebbe fare in vari momenti. Quando il metodo viene assimilato dal bambino, sarà quasi quest’ultimo a cercare “l’orologio della giornata” per vedere le azioni da compiere.

Proprio perché, prendendolo come un “gioco”, non ne sarà stressato, e proverà piacere nell’essere autonomo.

La cosa fondamentale è spostare assieme la lancetta della giornata nell’azione corrispondente, proprio per imparare il meccanismo.

L’aiuto che possono dare questi metodi è incredibile, sia per noi genitori, che una volta assimilata la routine non dobbiamo più sgolarci, sia per i bambini stessi che si sentono indipendenti.

Il secondo trucchetto, che è fondamentale per noi mamme, è il MENÙ SETTIMANALE!

Pianificare i pranzi e le cene settimana per settimana ha una serie di vantaggi non da poco:

1- non ho più l’ansia di inventarmi qualcosa all’ultimo minuto

2- si può creare un’alimentazione molto più bilanciata e sana

3- non si spreca il cibo

4- SI RISPARMIA

Anche per il momento tv e il momento nanna, ho cercato di trovare alcune soluzioni per evitare capricci e grida inutili, ovviamente all’inizio è un po’ dura, ma poi una volta che Sofia ha capito che funzionava così, non ho più avuto problemi. La televisione viene accesa solo mezzora prima di cena e mezzora dopo cena, salvo ovviamente, malattie varie o necessità di ossigenazione per la sottoscritta!

La routine della nanna comincia alle 21

-biberon di latte

-pigiama

-si lava i denti

-si va a letto

-la mamma legge il solito libro della buonanotte (che cambio quando vedo che non è più attenta come prima) arrivano le 21.20 ed è già nel mondo dei sogni!

Ovviamente ci sono le giornate dove la routine non viene seguita, come quando è malata o anche semplicemente ha una brutta giornata. Si cerca di fare quello che si può 😉

Spero di avervi dato qualche spunto per aiutarvi in queste giornate frenetiche.

A presto!

Gemelli e scuola materna: insieme o divisi?

Gemelli e scuola materna: insieme o divisi?

Eccomi un po’ in ritardo, pronta a raccontarvi del nostro inizio alla scuola materna.
“Nostro” perché con loro ho vissuto mille emozioni anche io, sono una mamma chioccia super emotiva che si commuove guardando Masha e Orso, come potevo non farlo per un cambiamento così importante?

La sera prima del grande giorno, ho pianto, ho proprio pianto come una disperata! Me li rivedevo nella culla dell’ospedale appena nati e tra me e me pensavo “non può essere passato già così tanto tempo”.

Non sapevo più dove nascondermi per non farmi vedere dai bambini, che non avrebbero capito quei lacrimoni, e da Daniele che in quanto uomo di acciaio… Figuriamoci! Quando mi ha colta sul fatto, le sue uniche parole di conforto sono state “VANNO ALL’ASILO, NON VANNO MICA IN GUERRA”.

In effetti queste semplici parole da genitore MASCHIO mi hanno fatto capire che le mie emozioni avevano preso il sopravvento, e mi sono data una calmata.

Il mattino seguente, il fermento in casa era tale da rendere quel 7 settembre indimenticabile.

Mattia e Tommaso, ignari di ciò che li aspettava, erano felicissimi e bellissimi dentro ai loro grembiulini a quadretti bianchi e blu, e tenevano stretto il loro sacchettino. Si sono prestati anche a fare le foto ricordo, e questo nuovo inizio è andato davvero bene, direi al di sopra delle aspettative.

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Mi ero immaginata scene tragicomiche, scenette con le maestre che mi allontanavano dai miei figli, pianti strappalacrime, dichiarazioni d’amore e appostamenti fuori dal cancello della scuola: niente di tutto ciò.

I miei figli sono una squadra, esattamente come me e il loro papà, si danno forza a vicenda e l’inserimento è stato semplice e indolore (tranne quella mattina in cui Tommaso ha pianto e io sono partita in macchina e ho pianto per due ore a casa mandando messaggi vocali a Daniele che era in riunione e non li poteva ascoltare). Tagliare la cipolla quel giorno è stata una passeggiata.

Mi sembrano così lontane quelle lacrime! Adesso piango il sabato e la domenica, quando l’asilo è chiuso (scherzo dai!)

Volevo in realtà soffermarmi sulla scelta, sofferta, del non dividerli: dividere, che brutta parola, non mi è mai piaciuta. Da mamma di gemelli poi, io non riesco ancora ad immaginarmeli divisi perché il loro rapporto è davvero speciale.

Quasi tutti mi hanno consigliato l’iscrizione in due classi separate per favorire l’individualità, la socializzazione e il rapporto con il mondo esterno.

Tutte considerazioni che ci hanno fatto riflettere, tanto che io mi ero quasi convinta a farlo ma la praticità di Daniele, ancora una volta, ha avuto la meglio: quando vado in crisi perché valuto ogni cosa da mille angolazioni, arriva lui, che vede sempre tutto in modo estremamente chiaro, e così, il loro debutto in società lo stanno facendo nella stessa classe.

Ancora oggi mi chiedo se ho fatto la scelta giusta, complici i commenti delle persone che mi dicono di aver sbagliato, ma sapete cos’è che non sbaglia mai? L’ ISTINTO MATERNO. Eh si, è quella cosa che tu sai che è giusta, ma poi leggi una pagina Facebook, parli con l’amica che sa tutto lei, ti compri libri su libri e vai su Wikipedia e in un attimo il tuo istinto prende un calcio in culo da tutto questo sapere altrui.

Parlando di gemelli, come per ogni altro ambito, non credo esista una regola assoluta, ma esiste il “so cosa è meglio per noi”.

Ogni famiglia ha le proprie dinamiche, ogni genitore in cuor suo sa cosa è giusto fare, o al contrario quale strada è meglio evitare.

Certo, mi resterà il maledetto tarlo tipico del mio essere: “avrò fatto bene?”, poi però torno alla realtà e realizzo che i miei bambini hanno solo 3 anni e hanno davvero tutta la vita davanti per scegliere le loro strade personali.

Io li ascolterò e accompagnerò in tutto, e per ora sapere che possono contare l’uno sull’altro quando io non sono con loro, mi rende a mia volta più sicura!

E poi hanno delle maestre super, il lavoro di squadra non è più solo fra le mura domestiche!

Nella speranza di essere stata d’ispirazione per qualche genitore di gemelli in vista di future iscrizioni, attendo i vostri commenti.

Al prossimo articolo!

Educazione ad alto contatto. Quando ad insegnare è l’esempio

Educazione ad alto contatto. Quando ad insegnare è l’esempio

Quante volte ci siamo sentiti dire: “se continui a tenere sempre in braccio tuo figlio poi prenderà il vizio”, oppure “stai coccolando troppo quel bambino, poi non lamentarti se ti viene su mammone”?

A me è capitato. Di solito frasi come queste fanno parte di un retaggio culturale diffuso nella nostra società, dove ancora oggi si confondono i bisogni dei neonati definendoli “vizi”. In un precedente articolo avevo già parlato di come il contatto, le coccole e la risposta tempestiva ai bisogni del bambino abbiano effetti positivi sulla psiche e sul fisico dei piccoli, anche a lungo termine. Proprio sulla base di queste “tecniche” di accudimento, si è fatto strada un metodo educativo basato sull’accoglienza e sull’ascolto empatico dei bisogni dei figli da parte dei genitori.

La cosiddetta Disciplina Dolce infatti, non è altro che assecondare i bisogni del neonato prima, e negli anni del suo sviluppo saperlo ascoltare ed accoglierlo, trattandolo con rispetto ed empatia. Semplicemente.

O forse no. Se da una parte viene riconosciuta un’altra strada rispetto agli strumenti tradizionali educativi utilizzati finora come le lodi e le punizioni, questi ultimi dimostratesi inefficaci al fine di poter crescere una persona serena e sicura di sé in futuro, dall’altra per poter attuare questo metodo “innovativo” apparentemente semplice, basato sull’ascolto e l’accoglienza dell’Altro, è necessario innanzitutto fare su di noi un lavoro di analisi e di presa di coscienza di quelli che sono i nostri comportamenti, le nostre abitudini e i  valori che noi riteniamo fondamentali e che vorremmo trasmettere a nostra volta ai figli. Questo ci costringe il più delle volte a stravolgere completamente alcune nostre azioni e pensieri che ci sono sembrati insignificanti nella quotidianità, ma che hanno un peso importante nell’educazione dei bambini; se in una famiglia i membri parlano tra di loro in maniera pacata e gentile, in un clima di rispetto e aiuto reciproco, per il bambino sarà naturale crescere facendo propri questi comportamenti. Sono le nostre azioni, i nostri comportamenti, le nostre parole a dare l’esempio di vita per i nostri figli.

I nostri bambini ci osservano. Sempre. Anche quando pensiamo che non lo stiano facendo. Per cui bimbo vede, bimbo fa.  

La difficoltà più grande nell’applicazione della “disciplina dolce” sta proprio in questo: mantenere un comportamento coerente, cercando di spiegare le motivazioni di un gesto o di una parola ai figli senza perdere la pazienza, dando delle regole ma facendole sembrare divertenti e quindi più semplici da accettare, ma soprattutto dando un esempio positivo di vita ai piccoli.

Ora, per quanto tutto ciò possa essere più o meno attuabile (non possiamo pretendere una rivoluzione educativa in pochi giorni) è pur sempre un lavoro piuttosto impegnativo che richiede costanza e pazienza nel tempo. Io mi sto impegnando su questo fronte e non nascondo l’enorme fatica nel riuscire a mantenere la calma e a trasmettergli l’esempio positivo quotidiano, soprattutto quando vengo sopraffatta dai troppi impegni lavorativi e non. Mi consolo pensando che neppure Gandhi è stato un genitore esemplare per i suoi figli, almeno nei loro primi anni di vita. I frutti di questo tipo di educazione si vedranno nel lungo periodo.

Voi invece come state messi quando si parla di educazione? Avete adottato strategie per non soccombere alla quotidianità con i vostri figli?

Se siete interessati ad approfondire questo metodo, vi posso consigliare una piccola bibliografia:

 

  • C. Gonzales (2003), Bésame mucho. Come crescere i vostri figli con amore, Coleman edizioni.
  • A. Bortolotti (2010), E se poi prende il vizio? Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini, Il Leone Verde edizioni.
  • A. Kohn (2010), Amarli senza se e senza ma. Dalla logica dei premi e delle punizioni a quella dell’amore e della ragione, Il Leone Verde edizioni.

 

Alla prossima con un nuovo articolo 😉

Settembre tra mille emozioni

Settembre tra mille emozioni

È iniziato settembre e in un lampo è anche già finito..
Questo mese per me è stato importante, la mia bimba grande ha cominciato l’asilo!
Devo dire che le mie emozioni sono esattamente come tutte le mamme descrivono, nella mente girano frasi come “finalmente, meno una”; subito dopo invece dici “quanto mi mancherà la mia bambina” e giù a piangere. Ho passato le prime mattinate a sentirmi in colpa anche ad andare a fare la spesa perché so che lei adora il supermercato, o a guardare il telefono centomila volte pensando che sicuramente mi avrebbero chiamata perché piangeva.
Non è stato facile, dopo 3 anni assieme 24su24 è stata davvero dura dividersi, soprattutto perché lei è una bambina super abitudinaria e sensibile e ogni volta che c’è un cambiamento soffre molto.

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Il suo modo di soffrire è molto pesante, durante il giorno è allegra e spensierata. La notte diventa un incubo, purtroppo per tutti.
Sofia soffre di pavor notturni, abbiamo scoperto questo suo modo di sfogare le emozioni, appena cambiato casa a dicembre dell’anno scorso.

I pavor notturni sono delle crisi che il bambino ha durante la notte, si manifestano con grida forti, occhi sbarrati o serrati, si dimena e calcia. Sono molto impressionanti da vedere e vivere.
Fortunatamente non sono problemi patologici o neurologici, ma semplicemente è un modo in cui il bambino metabolizza emozioni ed esperienze che vive in quel periodo.
Le crisi durano poco e finiscono da sole; noi genitori non possiamo fare nulla, in quel momento non accettano abbracci e non recepiscono nulla di ciò che dici. Io personalmente le leggo il suo libro preferito, non so se può aiutarla ma almeno ci provo. Non riesco a stare li ferma a guardarla.
La mattina dopo non ricorda più nulla per fortuna e tutto riparte con la sua allegria.

Per rendere tutta questa nuova vita più semplice ho instaurato delle routine, per tutti!
Sono cose molto semplici ma che davvero efficaci anche per noi mamme! Ma ve ne parlerò nello specifico nel mio prossimo articolo!

Questo post per rincuorare le mamme e i papà che non sanno come affrontare questa situazione. Le crisi sono passeggere e, per quanto possiamo soffrire nel vederli così, come arrivano se ne vanno e  i nostri bimbi non ricordano niente di quel brutto incubo.

Se volete raccontarmi le vostre esperienze, vi aspetto nei commenti!

A presto,

Valentina4cuori

La mamma perfetta? E’ quella senza figli

La mamma perfetta? E’ quella senza figli

Accade questo: quando sei incinta ti riempi di buoni propositi. Si perché, diciamocelo, inizi a guardarti un po’ intorno, a sentire le amiche, a spiare i bambini degli altri per capire come potrà essere. Inizi a guardare gli altri genitori e a giudicare in gran segreto i loro atteggiamenti. E in quel momento inizi a pensare a cosa faresti tu al loro posto. Eh certo… perché tu in quel momento, in effetti , sei una mamma perfetta.

La “mamma perfetta” per definizione, è una mamma senza figli.

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Anche io lo sono stata eh! Quando aspettavo Marco ero una mamma perfetta con un bimbo perfetto piena di “questo non lo farò mai!” e “questo non lo dirò mai!”. Non mi importava nulla di quelle voci di amici e parenti che dicevano “vedrai che poi sarà diverso” “vedrai…vedrai…vedrai…”. Ma va… Andrà tutto come deciderò io.

Ok.

Poi arrivano loro…i figli! Quelli veri, in carne ed ossa, non quelli nella tua testa; e da mamma perfetta con un figlio perfetto quale eri, ti trasformi in una bestia umana. Come Hulk. E i tuoi buoni propositi diventano foglie al vento.

Ecco una classifica dei miei 10 migliori propositi che ho pian piano buttato giù per il water, siete pronte?

Numero 10 – “ Io allatterò giusto finché non si alimenterà da solo”

Marco ha un anno e mezzo e la sua prima parola è stata “Poppa”. Eh vabbè… Quando a 15 anni cercherà la poppa di qualcun’altra, glielo ricorderò in modo che questa immagine gli si proietti nella mente ogni volta che slaccia una camicetta. Tiè!!

Numero 9- “Una sberla??? MAI”

Mai più senza, vorrai dire!!! Lo so, non è il massimo del sistema educativo (e non passo così la mia giornata eh), ma al quarto morsicone che mi tiri perché ti ho portato via dallo scivolo, una bella sberla sul sedere te la tiro eccome! E ritieniti fortunato che hai il pannolino! 😉

Numero 8- “Ah… Lo lascio piangere”

Si, certo! Per 1 minuto! Poi intervengo prima che i miei vicini chiamino i servizi sociali.

Numero 7- “Non lo terrò tanto in braccio! Non voglio essere una mamma ad alto contatto”

Ed ecco a voi un nuovo programma su real time “100 cose che si possono fare con una mano e il bambino in fascia”

Numero 6- “Nel lettone… Mai! Ho un intimità da difendere”

E fu così che, dopo 4 mesi di maratona notturna lettone-lettino, lettino-lettone, l’intimità la cedo volentieri con qualche ora di sonno in più! Del resto mio marito sarà mio marito per sempre, mio figlio crescerà anche troppo in fretta ahimè. Portiamo pazienza e aspettiamo tempi migliori!

Numero 5- “Mio figlio non sarà un problema! Farò tutto quello che facevo prima, ma con lui”

Finché non cammina… Poi, a meno che tu non lo tenga legato al guinzaglio fuori dal supermercato o dalla palestra, meglio che ridimensioni un po’ gli impegni.

Numero 4- “…da mangiare? Solo cose sane e genuine”

In effetti le patate sono da considerarsi come verdura…anche se fritte!

Numero 3- “Il figlio è mio, l’ho voluto e non lo lascio dai nonni per farmi gli affari miei”

Poi ti ritrovi al punto 5…prendi tuo figlio di peso, lo carichi in macchina, e praticamente in marcia lo lanci dal finestrino direttamente nel giardino dei tuoi suoceri con appeso al collo un cartello con scritto “torno subito” e scappi dalla parrucchiera che quasi non ti riconosce sotto quel ciuffo che ti nasconde tre quarti di viso.

Numero 2- “Lo abituerò fin da subito a dormire ovunque”

Ok… Questa in parte l’ho mantenuta, nel senso che l’ho sempre portato ovunque, pure ai concerti. Il problema qui è un altro, mio figlio se c’è casino non dorme perché vuole partecipare. Vuole essere al centro della festa. Vabbè, qui almeno non mi posso rimproverare nulla, se non di aver dato al mondo un futuro animatore turistico.

E alla Numero 1…….. Rullo di tamburi…… “Il tablet? La tv? Ma siamo matti????”

Poi finalmente riesci a riordinare, cucinare, riesci perfino a mangiare seduta al ristorante il primo, il secondo, il dessert e pure il caffè! E capisci che i mali del mondo sono altri e che Topo Tip, in fondo, non è poi così fastidioso!

Ecco, è così che mi sono trasformata da mamma perfetta per il mondo… A mamma perfetta per mio figlio!

Si perché il segreto è questo! Per il tuo bambino resterai sempre e comunque la più bella, la più buona, la più divertente, la più meravigliosa mamma di tutto il mondo.

Fino all’adolescenza almeno!

 

#insensocontrariadimarcia

La nostra prima vacanza oltreoceano… In tre!

La nostra prima vacanza oltreoceano… In tre!
Buongiorno mamme, eccomi finalmente tornata dalle vacanze.
Ora bisogna rimettersi in carreggiata ma prima vorrei raccontarvi la nostra ultima avventura di famiglia.
Quest’estate io e il mio compagno abbiamo deciso di passare le nostre vacanze oltreoceano. All’inizio avevamo pensato di organizzare tutto da soli, ma visto che con noi avevamo la nostra piccina di un anno e mezzo alla fine ci siamo rivolti ad una agenzia che in mezza giornata ci ha organizzato tutto.
Se noi eravamo felicissimi di partire, i nonni lo erano un po meno. Potete immaginare, portavamo il loro gioiellino dall’altra parte del mondo, più precisamente in Messico.
Non vi dico il terrorismo psicologico sulle troppe ore di aereo, sul fuso orario, cibo, sanità ecc.. Ma noi non ci siamo fatti scoraggiare e alla fine siamo partiti!
Come siamo sopravvissuti quindi a 14h di aereo e a 7 h di fuso orario?? Ecco a voi!
Innanzitutto in aereo chi ha bimbi piccoli può richiedere i posti più comodi, ossia quelli senza sedili davanti con più spazio per le gambe ma soprattutto più spazio per i giochi 😉 Inoltre se prenotate per tempo vi possono dotare di una culla (aggiungerei “Santa Culla) che al momento del bisogno vi monteranno davanti ai vostri sedili in modo da farvi riposare più comodamente. Potete anche chiederla direttamente in aereo, correndo però il rischio che sia già stata assegnata. Il tutto dipende dal numero di bambini presenti sul volo, con la prenotazione invece vi assicurate il posto.
Problema 1 risolto, ma poi nelle ore in cui sta sveglio che si può fare? Eh niente, bisogna armarsi di taaaanta pazienza e fantasia.
Riempite lo zainetto del bambino di tutti i giochi che vi vengono in mente, di tanti snack sia dolci che salati e quindi via alle pitture, libri colorati, cose da sgranocchiare, album di adesivi, bambolotti da coccolare e chi più ne ha più ne metta. Anche se vedrete che poi finiranno a giocare con le riviste in dotazione durante il volo. Un altro modo per passare il tempo è renderli partecipi del viaggio, ad esempio spiegare loro come si allacciano le cinture, descrivere l’aereo, far vedere immagini del posto in cui si sta andando, guardare fuori dal finestrino.
I bimbi sono curiosi, qualsiasi cosa mai vista prima per loro sarà una buona distrazione.
C’è  da dire che Victoria è stata davvero molto collaborativa, tra spuntini, cambi pannolino, giochi, guardare fuori dal finestrino, pisolini e la sua “nanna” ( lei il seno lo chiama cosi ) le 14 h di volo sono state una “passeggiata”.
Ultima cosa importante: noi in aereo avevamo i pasti e gli snack compresi, non sapevamo però che non spettasse nulla ai più piccoli. Alla fine con Victoria non ho avuto problemi visto che mangia di tutto e ho diviso i pasti con lei, ma se avete dei bimbi pignoli non dimenticatevi le loro pappe, ve le scalderanno volentieri e se non allattate mi raccomando portatevi anche il latte, li non hanno nemmeno quello vaccino.
Non dimenticatevi di richiedere al personale il “battesimo di volo” appena salite in aereo, sarà un bellissimo ricordo da custodire.
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Superato il viaggio dovevamo fare i conti con il fuso orario, dopo le prime due notti però abbiamo preso subito il ritmo.
Abbiamo alloggiato al Catalonia Playa Maroma Resort, un luogo fantastico immerso nel verde della foresta che si affacciava su una delle spiagge più belle della Riviera Maya.
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Assolutamente babyfriendly, troverete a disposizione un mini parco giochi per i più piccini e un mini club con sala giochi interna dotata di tv, raccolta film, libretti e giochi per tutte le età . Alla sera invece minidisco con babydance.
Il miniclub parte dai 3 anni, e sempre da quell’età parte anche il servizio di babysitting per chi vuole concedersi qualche cena romantica o escursione avventurosa.
La cosa più bella era essere in costante contatto con la natura, ogni mattina potevi incontrare famiglie di procioni aggirarsi per i giardini del Resort in cerca di cibo. Un’esperienza meravigliosa, per non parlare dei vari tipi di volatili esotici che si facevano ammirare in tutta la loro bellezza.
Svegliarsi la mattina con i rumori della foresta è uno dei ricordi più belli che ho.
Per quanto riguarda i pasti, essendoci una grande varietà di scelta con Victoria non abbiamo avuto problemi, mentre per chi ha bimbi in età di svezzamento su richiesta si possono avere le pappe adatte ai più piccini. Insomma cordialità e disponibilità erano all’ordine del giorno.
Inutile dire che tra bagni, giochi e pisolini, le giornate con la piccola trascorrevano tranquille. Crollava con niente e noi ci rilassavamo un po.
Con lei siamo riusciti inoltre a fare anche 2 escursioni.
La prima a Playa del Carmen dove prima abbiamo visitato il famoso “Museo della Tequila” e poi trascorso del tempo libero nella Quinta Avenida, la più famosa via della città con negozi di tutti i tipi, centri commerciali, ristoranti ecc. Molto carina da vedere, una specie di Fifth Avenue ma molto Mexican style! :)
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Il giorno dopo invece abbiamo optato per Sian Ka’an, una meravigliosa riserva naturale circondata da acque cristalline dalle mille sfumature di azzurro e da una vastissima biosphera.
Qui infatti abbiamo potuto vedere delfini, leoni marini, tartarughe giganti e anche coccodrilli , per poi finire in bellezza con un bagno nelle piscine naturali.
Insommma un’esperienza indimenticabile!
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Questa gita era tosta ma noi, conoscendo la nostra bambina, abbiamo affrontato questa avventura con molta positività e alla fine lei si è divertita tantissimo.
Partiti alle 7 di mattina , siamo arrivati in Resort giusto all’ora di cena.
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Gli altri giorni invece li abbiamo passati in totale relax; qui famiglie non le mancavano, ovunque ti giravi c’erano bambini.
Questo è sicuramente un Resort che consiglierei a chiunque, sia ai giovani che vogliono divertirsi che alle coppie con bimbi.
Per chi invece cerca una vacanza un po più calma esiste un’alternativa a Tulum (a mezz’ora da dove alloggiavamo noi) un Hotel della stessa categoria dove possono entrare solo adulti. Magari se qualche coppia vuole passare una settimana di assoluto relax questo è il posto giusto.
Bene care mamme questa è stata la nostra prima vera vacanza di famiglia oltreoceano. Che dire, se all’inizio eravamo un po spaventati da questa nuova avventura, ora invece non vediamo l’ora di prendere il prossimo aereo!
Se anche voi come noi siete una coppia di genitori che ama viaggiare, ma che ha messo questa passione da parte dopo la nascita dei più piccini, io vi dico osate! I bambini ci sanno sempre stupire, ed hanno una capacità di adattamento pazzesca. Ovviamente ogni bimbo è diverso, solo voi potete sapere cosa è meglio per la vostra famiglia.
Spero in ogni caso di avervi tolto qualche dubbio e trasmesso qualche sicurezza in più.
Ci vediamo presto con il mio prossimo articolo sulla mia “Vita da mamma Fit”.
Le vacanze sono finite è ora di rimetterci al lavoro .
Per dubbi o curiosità mi potete trovare come sempre nelle mie pagine Facebook e Instagram

Gemelli, zenzero e tachipirina

Gemelli, zenzero e tachipirina

Me l’ avevano detto.

Me l’avevano detto in tanti: “Vedrai, quando inizieranno ad andare alla materna, il primo anno li avrai più a casa che a scuola”.

Io non volevo crederci: “Ma chi? I miei figli? Ammalarsi? Ma va!”

Sorridevo e schivavo commenti e pronostici odiosi quasi come schivare germi, e invece AVEVANO RAGIONE. I “gufatori seriali” come li chiamo io, ci vedono sempre lungo.

Sono assente da un po’ sulla rubrica, estate impegnativa devo dire, mi ero promessa di regalarvi un pezzo sull’inserimento alla materna, ma non abbiamo fatto in tempo a terminarlo che … dopo una sola settimana, Tommaso prima, e Mattia dopo, si sono ammalati.

Mi stavo abituando a questi sprazzi di libertà che c’ha pensato la nostra prima otite a riportarmi alla dura realtà.

Il bello della gemellanza poi, è la solidarietà anche nelle malattie: l’unica cosa che li divide è il tempo d’incubazione.

Abbiamo passato una luuuuunga settimana a casa, tra pediatra, divano, costruzioni e televisione. Avevo progettato cambio di stagione, pulizie selvagge, pranzi con amiche e sane dormite ma, LEZIONE DELLA SETTIMANA, mai fare programmi, MAI! Soprattutto quando sei una mamma!

Gli unici programmi che noi mamme possiamo scegliere sono quelli dei lavaggi di lavastoviglie e lavatrice, io in effetti mi ci sbizzarrisco proprio.

Comunque, sul più bello che Mattia e Tommaso mostravano netti segni di ripresa, sono crollata io! Sono qui a letto con coperta, tisana zenzero e miele, termometro e le loro urla giocose dal piano di sotto: mia madre è corsa in soccorso stamattina, quando è entrata le ho detto “benvenuta all’ospedale Fate Bene Gemelli” (l’ironia non mi abbandona quasi mai).

Come sempre, cerco di vedere i lati positivi di ogni cosa, infatti continuo a ripetermi che l’autunno è appena iniziato e con questa partenza in salita, il resto non può essere che in discesa! Si accettano eventualmente percorsi in pianura con dossi.

Mi guardo le stories su Instagram: a Milano c’è la Fashion Week e io vorrei tanto essere una mamma influencer, tuttavia sono semplicemente una mamma influenzata. Non posso consigliarvi prodotti per la beauty routine, ma se volete vi apro la dispensa di casa mia e vi mostro i quantitativi di integratori naturali che sto assumendo per aumentare le difese immunitarie (a quanto pare devono ancora fare effetto)

Sperando nella totale guarigione dei gemelli, lunedì inizieranno il tempo pieno all’asilo e finalmente potrò aggiornarvi su questa nuova avventura.

Nel frattempo zenzero e Tachipirina per me e… Buon weekend a voi!

Una cicogna senza navigatore

Una cicogna senza navigatore

Ovvero la storia di una cicogna che non trovava la strada per casa mia!

Si perché avere un bambino è una cosa semplice, nella teoria, ma se nella pratica non dovesse essere così facile?

Quando Marco è entrato teoricamente nelle nostre teste, era Natale. Volevamo farci proprio un bel regalo quell’anno, allargare la famiglia!

Ma purtroppo poco dopo ecco il ciclo che arriva a ricordarmi che nella vita non si può sempre avere tutto e subito. Pazienza, aspetteremo il mese prossimo. Nel frattempo decido di fare una vita un pochino più regolare: basta fumo, basta alcool, basta carne cruda e basta pesce crudo. Tanto, cosa sarà mai rinunciare a queste piccole cose per un pò ?!

Dunque, dove eravamo? A dicembre giusto? Bene… Passano così pure gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e pure giugno. Tiè!

Ok… Qui la cicogna si è persa, non sapevo a cosa pensare!

Anche perché ovviamente, mentre tu segretamente sei presa con questa battaglia personale con cicogna e cavoli, sei circondata da pance! Pance che c’hanno messo poco, più precisamente.

Per cercare di capire i motivi per cui mi trovavo in questa situazione ho cercato delle informazioni; quindi vediamo di capire un attimo insieme quali possono essere alcune delle più probabili cause di un mancato concepimento:

1 – I tempi sbagliati

Io non ho un ciclo regolare…quindi ho detto tutto! Trovare i giorni giusti dell’ovulazione è più difficile che trovare il tanga che tanto ti piaceva nei cestoni dei saldi da intimissimi.

2- Lo stress

Eh si care, il fattore psicologico è una brutta bestia! Più ci pensi, meno accade, meno ci pensi e più accade. Chiaro no?

3- Scompensi ormonali

Il che in parte richiamano il punto uno mentre in parte può riguardare riguardare altro. Ad esempio una mia carissima amica (alla quale auguro di darmi un “nipotino” moooolto presto!) aveva dei valori sballati alla tiroide, con un esame del sangue nella maggior parte dei casi può aiutare ad individuare tali scompensi.

4- La sindrome dell’ovaio policistico (PCO)

Ovvero le donne con questa sindrome possono avere un ingrossamento delle ovaie che contengono piccoli accumuli di cisti liquide – i follicoli – situati in ciascuna ovaia.

Solitamente questo disturbo viene rilevato dal ginecologo con un ecografia.

5- Problemi di natura genetica

Qui non entro troppo nel merito perché non voglio dilungarmi e soprattutto non sono un medico ma possono esserci purtroppo, ed essendo genetici probabilmente sai già di averli o comunque sai che delle difficoltà ci sono state in entrambe le famiglie. Anche qui, valutate da uno specialista quale sia la strada da intraprendere, e avanti tutta!

6-  E se fosse lui il problema?

Se hai già escluso la maggior parte dei punti, forse il problema riguarda il partner.

Una visita specialistica è la miglior cosa per escludere anche questo punto. Bada bene però, il tuo lui potrebbe essere restio nel farla. È bene comportarsi come se avessi già un bambino. Lo accompagni dal dottore facendogli credere che andate allo stadio, tienigli la mano e soprattutto finita la visita… Compragli un bel gelato!

Ora, io ho elencato a grandi linee, solo alcune delle cause più lievi, comuni e curabili che possono ritardare il concepimento.

Teniamo sempre presente che solo dopo almeno 6 mesi di tentativi, senza che la donna sia rimasta incinta, si può cominciare a parlare di “difficoltà di concepimento”; ma non ancora di sterilità, che può venire diagnosticata da uno specialista dopo almeno 12 mesi di tentativi mancati.

Quindi, per tornare alla mia esperienza, agli sgoccioli dei 6 mesi di tentativi, e al netto di ben 3 test negativi, sono arrivate loro… No, non le mestruazioni questa volta, ma due meravigliose linee blu!

Siate serene donne, e non preoccupatevi, la cicogna, a volte, ha solo bisogno di aggiornare le mappe del navigatore.

A presto!

@insensocontrariodimarcia