Estate, pronti, partenza, via con Linea MammaBaby

Estate, pronti, partenza, via con Linea MammaBaby

Eccomi tornata!

Questo mese vi voglio parlare di una linea di prodotti per la cura del corpo dei bambini che ho provato; si tratta di Linea MammaBaby, una gamma di prodotti realizzati interamente in Italia, con lo scopo di garantire altissima qualità per la pelle dei nostri bambini.

Sono prodotti dermatologicamente testati, no peg, testati su nichel cromo e cobalto, privi di coloranti, parabeni, laurilsolfato di sodio (sodium laureth sulfate), sodio laurietere solfato (sodium lauryl sulfate), garantiti presso il Centro di Cosmetologia dell’Università di Ferrara.

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Ho acquistato la Crema al Pantenolo Baby, il Sapone Baby, le Salviettine Baby, la Protezione Solare +50 e il Dopo Sole Baby. Un beauty nuovo di zecca!

 

Devo dire che nel complesso mi sono trovata davvero bene con tutti i prodotti! La crema era della giusta consistenza, facile da spalmare anche in velocità e nelle posizioni più assurde visto che la mia più piccola diventa un serpente quando è l’ora di cambiarla.

Il sapone l’ho usato per lavare manine e visetto durante la giornata, non fa troppa schiuma, ha un profumo delicato e soprattutto si sciacqua bene e velocemente, così anche se Sofia si lava le mani da sola e frettolosamente, non rischio che rimanga con le manine insaponate.

Le salviettine sono un must have e le ho tenute in borsa sempre per mani e viso pronte per essere utilizzate quando eravamo fuori casa. Al tatto sono morbidissime e non lasciano la pelle unta, anzi fresca e profumata. Sono facili da estrarre dalla confezione, ma l’unica pecca è la chiusura adesiva che si è staccata e, oltre a bagnarmi l’interno della borsa, ho dovuto finirle velocemente per non farle seccare.

Con i solari mi sono trovata molto bene, la protezione a spray è comodissima e sono riuscita a mettergliela anche rincorrendole per la spiaggia 😉 inoltre non appiccica troppo e si asciuga in fretta. Ho la fortuna che le mie bambine hanno una pelle non delicata e di suo già un pò scura, ma ho comunque usato la +50 e non ho mai avuto problemi di scottature e nemmeno arrossamenti. Anche qui le profumazioni sono fantastiche, unico punto dolente è la quantità, in un mese e mezzo tra parco giochi, piscina e mare l’ho già finita.

Ovviamente non posso finire senza parlare del packaging, disegni semplici e colorati con lo scopo di aiutare il bambino a riconoscerli! Ogni disegno e quindi ogni prodotto, ha il suo nome. Noi avevamo Margherita Sapone, Albertino Gelato la protezione, Giovannino Ghiacciolo il dopo sole, Mariuccina la Crema e Momina Luna le salviettine.. Che dire, troppo simpatica come idea!

Sicuramente acquisterò altri prodotti perché oltre ad essere sicura della qualità degli ingredienti hanno anche un buon prezzo.

E voi, li avete provati? Fatemi sapere se avete altri prodotti da consigliarmi!

Un bacio,

a presto!

 

Seguitemi su instagram @valentina4cuori e su facebook @Valentina Jennifer Peruzzo 

Come sopravvivere al trasloco

Come sopravvivere al trasloco

“Chi mi segue sul mio profilo Fb lo sa che di recente la famiglia Lago si è trasferita.

Siamo nella casa dei nostri sogni, finalmente i gemelli hanno un giardino in cui scorrazzare: si sporcano in continuazione dalla testa ai piedi, e io anziché disperarmi per gli innumerevoli cicli di lavatrice, godo nel vederli così liberi e “ruspanti”.

Ma non è della nostra nuova vita che voglio parlarvi, bensì del fatidico trasloco a cui nemmeno i mille milioni di integratori che ho preso hanno avuto la meglio.

Da questa esperienza ho imparato che:

  • il trasloco possibilmente NON VA FATTO IN ESTATE QUANDO C’è UN CALDO INFERNALE: optate per le mezze stagioni. Ma se proprio le tempistiche prevedono, come nel mio caso, di dover far tutto nei giorni in cui a Studio Aperto parlano dell’allarme temperature elevate, il mio consiglio è quello di credere che il sudore è grasso che piange, così farete tutto molto più volentieri. Sappiate però che non è vero.
  • Trasloco NON PUÒ ASSOLUTAMENTE FARE RIMA CON GEMELLI, NE’ CON BAMBINI PICCOLI: trovate una collocazione per i vostri cuccioli. Io li ho lasciati per due giorni dalla nonna paterna, e se non ci fosse stata lei avrei optato o per una babysitter, o per un servizio di igiene mentale, non per loro ma per me.
  • L’uomo nel trasloco ha un ruolo importante: fategli sentire che tutto procede al meglio grazie a lui. Incassate colpi bassi e critiche alla vostra organizzazione, ci saranno sicuramente occasioni per sdebitarsi ma VIETATO LITIGARE. La spiegazione di tale divieto segue al punto successivo.
  • FUORI GLI ALTARINI: è finita ragazze, durante il trasloco è finita la sceneggiata del NON HO NIENTE DA METTERE. Come le verità che vengono sempre a galla, anche vestiti, scarpe e borse sbucheranno fuori, tra un sogno nel cassetto e uno scheletro nell’armadio, e lì non ci saranno scuse. Quando lui realizzerà i quantitativi del vostro vestiario, occhi dolci e depistaggio: “GUARDA CHE MOLTE COSE LE HO PRESE PER ESSERE BELLA PER TE” oppure “GUARDA CHE PARECCHIE DELLE COSE CHE VEDI LE HO DAI TEMPI DELLE SUPERIORI” oppure carta Jolly: “BEH, QUESTE SONO DI QUANDO ERO INCINTA AMORE COSA PRETENDI, CHE ME LE METTO E POI PENSANO CHE SONO INCINTA DI NUOVO?”.
  • Tutto ciò che potete impacchettare nelle settimane precedenti, IMPACCHETTATELO: questo farà credere a lui che avete la situazione sotto controllo, quando invece state pensando a dove nascondere le cose che acquisterete con gli imminenti saldi.
  • Fate spazio: il trasloco è un’ottima occasione per non portarsi dietro le zavorre del passato. Gettate nel cestino i regali non graditi, i ricordi che fanno male, i vestiti che ci fanno sembrare grasse e tutto ciò che rappresenta un ricordo simile ad una palla al piede: state traslocando e dovrete essere leggere a spiccare il volo, via tutto ciò che di negativo o pesante viene fuori dai cassetti! Io ho buttato via talmente tanta roba che per la legge dei grandi numeri mi sento pure più magra, come nell’immediato post ceretta!
  • Pulite i vetri di casa prima di togliere le tende, perché poi quando le toglierete, l’effetto satinato causato dalle mani dei vostri figli (dentro) e dalla pioggia (fuori), sarà difficile da mandare via. Una tenda non è come i diamanti, una tenda non è per sempre.
  • Preparatevi un beauty d’emergenza per la prima notte nella nuova casa. Puzzerete un sacco, e vano sarà il tentativo di trovare il bagnoschiuma tra i cinquecentomila scatoloni che non hai giustamente catalogato.
  • A tale proposito, CATALOGARE TUTTO.
  • Munitevi di scatoloni delle banane Chiquita come se piovessero: sono indistruttibili, comodi e capienti. Il vostro fruttivendolo di fiducia non potrà dirvi di no.
  • Tutti gli aiuti che vi verranno offerti ACCETTATELI.
  • Non cercate di strafare! Noi la prima sera, dopo l’ennesimo viaggio in macchina ci siamo guardati e senza neanche parlare sapevamo già cosa fare: doccia, tirati a puntino e cena fuori. Sembravamo al primo appuntamento, e invece stavamo brinando alla prima notte nella nostra nuova casa. “Quanno ce vo, ce vo!”

Per quanto riguarda i bambini, il trasloco è un grande cambiamento.

La casa è il loro porto sicuro, e trovarsi in nuovi spazi, magari anche più ampi, può essere destabilizzante.

Tutto ciò che potete fare senza di loro fatelo, perché poi i primi giorni dovrete fargli sentire al massimo la vostra presenza, dedicargli più tempo possibile, anche se le cose da fare saranno tante.

Keep Calm & un passetto per volta!

Sistemate l’essenziale, e poi pensate a far ambientare i vostri cuccioli.

Ritrovare i loro giochi in alcuni ambienti della casa, li farà sentire meno spaesati, ma niente sarà come le braccia di mamma.

A distanza di un mese da questo grande cambiamento, Mattia e Tommaso adesso sono a proprio agio nella nostra nuova casa e, siccome qui da noi non ci si può annoiare mai, ci siamo addentrati nella fase “spannolinamento”: il trasloco può essere stato devastante, ma per ora togliere il pannolino a Mattia e Tommaso è pure peggio!

Magari se il tentativo andrà a buon fine, vi racconterò come è andata in uno dei prossimi post.

A presto!

Seguimi su Instagram @twinmothergram e @gioie_gemelli

 

Pannolini lavabili: istruzioni per l’uso

Pannolini lavabili: istruzioni per l’uso

L’arrivo del bebè ha stravolto (e stravolge) talmente tanto la routine familiare che all’inizio non mi sfiorava minimaente l’idea dei pannolini di stoffa, assorbita com’ero da poppate e notti insonni. Considerando poi che il momento del cambio avveniva regolarmente dopo ogni poppata (in pratica passavo le mie giornate chiusa in bagno con il piccolo) il solo pensiero di dovermi mettere a strofinare i pannolini sporchi e ad azionare lavatrici continuamente mi metteva i brividi.

Dopo 6 mesi di cambi ininterrotti io e il mio compagno ci siamo resi conto che la situazione ci stava sfuggendo di mano: i sacchi dell’indifferenziata venivano riempiti ad un ritmo incredibile e il bidone era sempre parcheggiato fuori casa per essere ritirato dagli operatori ecologici, facendo lievitare paurosamente la bolletta dei rifiuti.

Come se ciò non bastasse a Federico era comparsa una fastidiosa dermatite da pannolino che nemmeno alternando diverse marche di usa e getta eravamo riusciti a risolvere.

Che fare dunque? Per un breve periodo abbiamo cercato di cambiargli più spesso il pannolino cercando di tenere il sederino all’aria per alcuni minuti; così come spalmare generosamente di pasta protettiva la parte arrossata. Il problema però si ripresentava ad ogni pit-stop.

Cercando rimedi su internet (lo so, non andrebbe fatto ma ero disperata) alcuni genitori scrivevano di aver risolto il problema dermatite utilizzando pannolini lavabili in maniera più o meno esclusiva.

“E daje co sti lavabili”.

Ebbene sì, anch’io ho creduto che i lavabili fossero sinonimo di regresso anziché progresso, o tuttalpiù il tentativo di improvvisati ecologisti di far credere che consumare litri di sapone e chili di energia elettrica in lavatrici, in qualche caso anche di asciugatrici, faccia meno male all’ambiente che non usare pannolini di plastica e gettarli nell’indifferenziata quando sono sporchi.

In effetti non è tanto il loro uso quello che più mi spaventava, piuttosto la cura e il lavaggio di questi ultimi che fino a quel momento mi hanno fatta desistere dal provarli. Non da ultimo il prezzo che a seconda del modello oscilla dai 15 ai 30 euro l’uno.

La scelta di usare i pannolini di stoffa è arrivata dopo aver frequentato due incontri informativi, aver ascoltato testimonianze di genitori che li hanno usati, o li stanno usando ancora e averli sperimentati per due settimane per capire se potevano fare al caso nostro. Insomma, prima di optare per la fatidica scelta ci sono volute settimane di riflessione e confronto (soprattutto col papà, rivelatosi più scettico della sottoscritta).

Sto usando PL solamente da due mesi in maniera praticamente esclusiva, ma sicuramente ci sono persone che ne sanno molto più di me in materia. Per ora ce la stiamo cavando entrambi piuttosto bene e Federico non ha avuto “incidenti” di percorso.

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Qui di seguito cercherò di dare una panoramica veloce sul mondo dei PL, naturalmente non essendo un’esperta posso solo riportarvi la mia piccola esperienza.

Quali scegliere?

Devo ammettere che gli incontri informativi sui lavabili mi avevano creato ancora più confusione di quanta non ne avessi prima. Esistono modelli, taglie, tessuti diversi che, abituata al comune pannolino usa e getta, dove lo sforzo più grande era guardare la taglia corrispondente al peso del bimbo e beccare l’offerta al market, ho pensato che fosse troppo complicato per noi (soprattutto per il papà 😉 ). Avendo avuto la possibilità di testarli su Effe, ho scoperto che in realtà sono sostanzialmente 4 le tipologie di pannolino, ognuna con le sue caratteristiche, pregi e difetti.

Pannolino Tutto in Uno (più comunemente detto AIO, all in one )

Si tratta di un pannolino molto simile all’usa e getta, formato da uno strato esterno di tessuto impermeabile cucito assieme a uno interno di cotone, bambù o in microfibra assorbente. In sostanza è un pezzo unico e quando è sporco si mette in una sacca dentro a un bidone in attesa di essere lavato.

Pregi: – è molto pratico perché si indossa come un usa e getta; – se si acquista in taglia unica è economico perché lo si può utilizzare per lunghi periodi fino allo “spannolinamento”; – è uno dei preferiti di papà, nonni e baby-sitter proprio perché è facile da far indossare.

Difetti: – quelli in cotone o bambù ci impiegano un sacco ad asciugare; – essendo l’asciugatura piuttosto lenta se si fa la scelta di acquistare solo AIO dovrete averne una bella scorta per riuscire a tenere il ritmo con i cambi; – non è possibile aumentare l’assorbenza aggiungendo inserti o booster (quest’ultimo si tratta di un’aggiunta assorbente) perché risulterebbe troppo voluminoso e si rischierebbe l’effetto contrario; – non è adatto per la notte, soprattutto per quei bimbi che fanno molta pipì; – la parte esterna impermeabile tende ad usurarsi più in fretta perché finisce ogni volta in lavatrice.

Pannolino Tutto in Due (AI2, all in two)

È una via di mezzo tra il pannolino AIO e il sistema “a due pezzi”. La parte assorbente interna non è cucita a quella esterna come nell’AIO ma è posizionata all’interno o abbottonata. Quando il pannolino è da cambiare è sufficiente rimuovere la parte interna e metterla a lavare mentre la mutandina esterna, se non è sporca, si può riutilizzare con altri inserti.

Pregi: abbastanza pratico da usare (bisogna fare attenzione a posizionare bene gli inserti per evitare perdite); – possibilità di separare la parte esterna da quella interna e quindi riutilizzare la prima con altri cambi; – asciugatura veloce sia per la mutandina esterna che per gli inserti.

Difetti: – se gli inserti non si abbottonano alla mutandina è importante posizionarli bene distesi per evitare perdite; – gli AI2 sono venduti solitamente completi di mutandina e inserto assorbente ma è possibile acquistare solo inserti o solo la parte esterna: in questo caso dovrete “perdere” un po’ di tempo per capire quali inserti abbinare, se è il caso di aggiungere dei boosters per aumentare l’assorbenza e che tipo di tessuti usare.

Personalmente mi trovo molto bene con questa tipologia di lavabile perché è molto versatile e posso modificare l’assorbenza aggiungendo o togliendo boosters.

Pannolino Pocket

Il pannolino a tasca, detto pocket è un pezzo unico come i precedenti, facile da far indossare e togliere. È composto da una parte esterna impermeabile cucita ad uno strato interno, di solito pile, in modo da formare una tasca all’interno della quale si inserisce la parte assorbente. Questo sistema permette di inserire gli inserti in funzione delle proprie esigenze.

Pregi: – è molto pratico perché si indossa come un usa e getta quando è assemblato (a prova di nido, nonni e papà); – non hanno bisogno di mutandina esterna; – asciuga rapidamente in quanto la parte interna si sfila da quella esterna e quest’ultima non appena è asciutta la si può riutilizzare con altri inserti.

Difetti: – il pannolino deve essere assemblato prima dell’uso e, cosa un po’ più schifosa, quando è sporco si deve sfilare la parte assorbente dalla tasca prima di gettare tutto in lavatrice; – se usato con costanza potrebbe non durare per un eventuale altro figlio in quanto la parte esterna si usura più rapidamente perché messa sempre a lavare.

Questo pannolino è il preferito dal mio compagno in quanto è facile da indossare e asciuga rapidamente.

Sistema a Due pezzi

Da non confondere con il pannolino AI2, questo prevede l’uso di un pannolino assorbente e sopra di una mutandina impermeabile. Durante il cambio i pezzi da far indossare sono quindi 2. I pannolini fitted fanno parte di questo sistema e si tratta di un pannolino sagomato come un usa e getta, di tessuti e chiusure diverse. Si fa indossare questo pannolino di tessuto (quelli in cotone e bambù sembrano degli asciugamani) e sopra la cover impermeabile, che può essere in tessuto sintetico, pile o lana.

Fanno parte del sistema a Due pezzi anche i pannolini pieghevoli, ovvero strati di tessuto da piegare e sagomare che si indossano sempre sotto una mutandina impermeabile. Tra questi rientrano i famosi Ciripà (chiedete alle vostre nonne se si ricordano), i muslin, i prefold e i teli. In pratica qualunque rettangolo di stoffa potrebbe potenzialmente diventare un pannolino pieghevole. Basterà solo sagomarlo attorno al bimbo e chiuderlo con un gancetto (una volta c’erano gli spilloni da balia). Questi ultimi possono essere rinforzati aggiungendo boosters o inserti assorbenti.

Pregi: – contrariamente a quello che si crede i pannolini pieghevoli sono il sistema più affidabile in termini di contenimento perché offrono una doppia barriera (soprattutto i fitted); – asciugano molto velocemente e si adattano a tutte le conformazioni fisiche dei bimbi; – garantiscono un’ottima traspirazione e in estate si possono far indossare anche senza cover; – sono molto versatili e possono essere utilizzati come inserti, bavaglini, teli per pulire;  per quanto riguarda il pannolino fitted, questo è l’ideale per la notte perché è molto assorbente.

Difetti: – fitted: è lento ad asciugare e piuttosto voluminoso; è meno pratico da indossare rispetto ad un AIO; –pannolini pieghevoli: richiedono un po’ di pratica per imparare la piega e un po’ più di tempo per farli indossare.

Da parte mia ho scelto di acquistarne solo un paio come scorta quando ho gli altri pannolini momentaneamente fuori uso, ma non ho trovato pratico usare il Ciripà, per quanto fosse esteticamente il mio preferito, proprio perché Federico non riesce a stare fermo durante il cambio e ogni volta sembra di assistere a un torneo di lotta greco-romana. Tuttavia utilizzo il fitted per la notte in quanto molto assorbente anche se voluminoso.

 

Qual è il pannolino migliore tra queste tipologie? Non c’è una risposta che possa andare bene per tutti. Se il pannolino si rivela adatto al bambino e alla sua famiglia allora sarà quello giusto. È importante dunque poter provare modelli e materiali diversi prima di acquistarli.

Cura e lavaggio dei pannolini lavabili

Eccoci all’annosa questione: come comportarsi quando ci ritroviamo col pannolino sporco (e che non possiamo gettare nella pattumiera)? Io faccio così: tolgo il pannolino sporco, separo gli inserti dalla mutandina impermeabile (lo so fa schifo) e se sono entrambi sporchi li getto in un bidone chiuso, munito di sacca impermeabile o retinata (poi finiranno anche loro in lavatrice assieme ai pannolini) in attesa del lavaggio. Se la cover è bagnata la sciacquo a mano direttamente con una goccia di sapone neutro e la metto ad asciugare. Di solito prima di infilare i pannolini nel bidone preferisco sciacquarli sotto l’acqua tiepida e strizzarli. Questa azione è indispensabile nel caso i PL fossero sporchi di feci, per cui è necessario agire sulla macchia il più velocemente possibile per evitare aloni, mentre la pupù finisce nel wc. I pannolini andrebbero lavati tra i 40° e i 60° con centrifuga a 800 giri al massimo per non rovinarli. Io li lavo assieme al resto del bucato quando non ne ho molti e di solito programmo la lavatrice per la notte e al mattino li stendo o li metto in asciugatrice quando è inverno o è brutto tempo. Il timore di dover fare lavatrici ad oltranza e quindi di consumare un botto di energia elettrica non si è verificato, per il momento.

Una raccomandazione dei produttori è l’utilizzo del detersivo: trattandosi di indumenti che vanno a contatto diretto con la pelle del bambino è sconsigliabile utilizzare detersivi che contengono agenti chimici perché possono rilasciare residui nocivi. E basta un quarto della dose raccomandata, non servono sbiancanti né disinfettanti. Se dopo il lavaggio notate che sono rimasti degli aloni, basterà stendere i pannolini al sole, che poi è la soluzione migliore per asciugare i lavabili, e torneranno come nuovi.

Istruzioni per il primo lavaggio: pannolini e inserti devono essere sempre lavati prima di essere utilizzati. È capitato che alcune famiglie si lamentassero del fatto che i pannolini nuovi non assorbissero abbastanza e sono ritornate ad utilizzare gli usa e getta. In realtà per raggiungere una buona assorbenza i PL andrebbero lavati almeno 3 volte prima di essere utilizzati. In pratica più lavaggi = più assorbenza.

Considerazioni personali

Per quanto possa sembrare orrido, e in effetti lo è, maneggiare dei pezzi di stoffa impregnati di escrementi umani, i pannolini lavabili di oggi non sono come quelli che si usavano una volta. Basta un risciacquo veloce con acqua tiepida e seguire le istruzioni che ho indicato sopra. In termini di impegno sicuramente richiedono un maggiore sforzo da parte delle famiglie rispetto agli usa e getta, soprattutto all’inizio. Dal punto di vista ecologico convengono sicuramente rispetto agli usa e getta: l’impatto legato alla gestione dei lavabili risulta trascurabile rispetto al vantaggio dei mancati rifiuti prodotti e del mancato inquinamento legato al ciclo di vita degli usa e getta. Tuttavia per il loro acquisto è necessario preventivare un piccolo budget dato che non sono proprio economici, ma anche qui consiglio di informarvi presso il vostro gestore della raccolta dei rifiuti e presso il comune di residenza per conoscere se sono in attivo, o nel caso provate voi a fare richiesta, incentivi per l’acquisto di PL (nel mio comune per esempio restituiscono metà della spesa effettuata per ogni bambino).

Sicuramente la scelta dei lavabili è stata frutto di una riflessione che ha portato noi come genitori su una strada diversa rispetto a quella convenzionale. Non è stato facile reperire informazioni e siti dove acquistarli in maniera consapevole. La diversità di questa scelta la rende impopolare e ci siamo trovati a dover sostenere critiche e disapprovazioni da parte di altri genitori.

Ci siamo resi conto che questo cambiamento di rotta, ci ha permesso di entrare maggiormente in relazione con il nostro bambino, ci ha costretto a fermarci ad osservare i tempi, i ritmi e le esigenze di Federico e di adattare le nostre di conseguenza, per individuare i pannolini più idonei, per prendersene cura e conservarli al meglio.

Quando Federico sarà “spannolinato” quei pannolini potranno essere usati da altri bambini (o magari dal suo fratellino/sorellina, chi lo sa 😉 ) o tenuti nella scatola dei ricordi.  Per quanto mi riguarda la scelta dei lavabili lo considero un atto di amore e attenzione in primis per mio figlio e di conseguenza per l’ambiente in cui viviamo.

In definitiva oggi noi ci stiamo trovando bene con i lavabili, sebbene questo richieda uno sforzo fisico e mentale diverso rispetto agli usa e getta. L’effetto più immediato nell’utilizzare i lavabili è stato una notevole diminuzione del rifiuto secco e il netto miglioramento della pelle di Effe dopo appena cinque giorni di uso full-time.  Questo per dire che a volte ricercare soluzioni apparentemente più facili può non essere la strada giusta. Avevamo bisogno che gli sforzi (fisici e mentali) messi in campo come genitori valessero la pena di essere fatti. E così è stato.

Per chi fosse interessato e vorrebbe conoscere di più sul coloratissimo mondo dei PL consiglio di informarsi se nella propria città esistono pannolinoteche o associazioni (ad esempio www.nonsolociripa.it) che possono fornire informazioni e riferimenti utili, nonché dare la possibilità di provare i vari modelli di pannolini disponibili. Se siete amanti della lettura (mi rendo conto che fa un po’ sorridere il pensiero di annoverarla tra le letture estive, ma è utile per chiarirsi le idee a riguardo) posso suggerire una guida interessante corredata di testimonianze scritta da Giorgia Cozza, “Pannolini lavabili. Guida all’uso dei pannolini di tessuto dalla nascita al vasino” edito dalla casa editrice Il Leone Verde.   Seppur nella mia modestissima esperienza, sconsiglio di acquistare pannolini in maniera compulsiva cedendo alle super offerte, per non ritrovarsi ad avere pannolini inutilizzati perché mal si adattavano ai bisogni del proprio bambino e non conformi alle esigenze organizzative della famiglia; inoltre acquistarne in più rispetto alle necessità effettive andrebbe a cozzare contro l’idea stessa di ecologia e di risparmio di oggetti che dovrebbero invece servire ad evitare gli sprechi e ad impattare meno sull’ambiente.

 

(foto di Anita Liviero, foto copertina via web)

7 consigli per mantenere alta la motivazione

7 consigli per mantenere alta la motivazione
Quante volte vi è capitato di cominciare un percorso carichissime, piene di energia e voglia di spaccare il mondo, per poi lasciare tutto a metà?
Beh se questa volta volete davvero imparare a prendervi cura di voi, ma soprattutto a farlo diventare uno stile di vita e non tornare più indietro, seguite questi preziosi consigli testati direttamente sulla sottoscritta.
Ormai è un anno, praticamente da quando ho messo al mondo la mia Principessa, che ho stravolto il mio modo di essere.
Non che prima non facessi esercizio o non stessi attenta all’alimentazione, ma ora seguo tutto con più disciplina. Inoltre alcol e fumo sono spariti dalla mia quotidianità, così come sale e zucchero il che, non è da poco.
Gli alti e bassi sono stati diversi, ma in un modo o nell’altro sono sempre riuscita a ritrovare la motivazione giusta per rimettermi in carreggiata.
Avendo inoltre appena passato uno dei periodi più demoralizzanti di sempre, ho pensato fosse una buona idea condividere anche con voi i miei segreti per non mollare mai! E quindi eccoli qui:
1. SUPPORTO:
Una delle cose più importanti per non mollare è avere il giusto supporto. Trovare una persona che intraprenda con noi questo percorso ci farà sentire meno sole, e lo farà sembrare un impegno più importante.
Io ad esempio su questo sono davvero fortunata, perché tra me ed il mio compagno tra le tante cose che ci uniscono c’è anche la passione per il Fitness, a dire il vero è stato lui a farmi scoprire questo mondo meraviglioso.
Questo rende decisamente il tutto più semplice, in quanto ci veniamo incontro quando ci dobbiamo allenare, e ci sosteniamo a vicenda facendo anche scelte consapevoli in cucina e lunghe passeggiate di famiglia dopo cena.
È davvero importante avere vicino qualcuno che ti capisca e condivida con te questo importante impegno. Tienilo a mente.
2. GRANDE OBIETTIVO E PICCOLI TRAGUARDI:
Sara più facile per voi arrivare al  vostro obiettivo se strada facendo vi porrete dei piccoli traguardi. In questo modo acquisterete fiducia in voi, vi divertirete di più e la strada verso il vostro vero obiettivo non vi sembrerà più così lunga.
Ricordatevi di premiarvi ad ogni piccolo traguardo raggiunto, senza però perdere il FOCUS mi raccomando!
3. MUSA ISPIRATRICE:
IMPORTANTISSIMO!  Scegliete qualcuno che rispecchi ciò che vorreste diventare, qualcuno che coltivi la passione per il FITNESS e che riesca a trasmettervi il proprio entusiasmo!
Meglio se condivide anche qualcosa della vostra quotidianità, qualcuno insomma in cui vi possiate rispecchiare e prendere d’esempio.
Io ho scelto infatti di seguire le orme di altre Fitnessmom, in modo da non trovare più scuse, ma ben sì la giusta motivazione ogni giorno.
Giuro che funziona! Seguitela sui social, iscrivetevi a qualche gruppo su Facebook o a qualche Newsletter, mettete la sua foto sul frigo! Insomma fatela diventare la vostra musa.
Per me è stato importantissimo trovare qualcuno da cui prendere ispirazione. Anzi la maggior parte delle volte è grazie a loro che non mollo. Mi ripeto sempre che se loro ce la fanno, allora posso farcela anche io.
4. DOCUMENTARE I PROGRESSI:
Segnate i vostri progressi almeno una volta al mese! (Io vi suggerisco di farlo tramite le foto).
Rendere visibili i vostri progressi, dal giorno in cui siete partite con questo percorso sarà ciò che vi permetterà di non mollare mai.
Insomma VOI DOVETE ESSERE LA VOSTRA MAGGIORE MOTIVAZIONE!
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5. NO ALLA BILANCIA:
Niente più fissazioni con il peso!
Buttate via la bilancia, regalatela, fate quello che volete ma fatela sparire. Così come per la doppia pesata dei bimbi la bilancia è ASSOLUTAMENTE inutile, e anzi potrebbe soltanto creare falsi allarmismi.
Il peso di una persona varia quotidianamente e non ha nulla a che vedere con i progressi fatti. Anzi, potreste addirittura prendere peso durante questo percorso visto che il muscolo pesa più del grasso, ma al contrario occupa meno volume.
Il peso quindi potrebbe aumentare o restare invariato, ma voi potreste indossare una taglia in meno.
Quindi mi raccomando, ciò che conta è come vi vedete, come vi sentite i vestiti addosso, quanto è migliorato il vostro umore ma sopratutto la vostra energia.
6. NON PARAGONARSI CON GLI ALTRI.
Ognuno ha i suoi tempi. Non fate mai l’errore di paragonare il vostro percorso a quello di qualcun’altro.
Il mondo è bello perché è vario, ognuno risponde in modo diverso agli allenamenti. I risultati arrivano sempre per chi si impegna davvero, bisogna soltanto essere pazienti e costanti.
L’unica persona con la quale ti devi sentire sempre in competizione è con TE STESSA!
Questo è importantissimo.
Molte persone vogliono tutto e subito, mollano perché vedono che finché gli altri hanno raggiunto già il loro obiettivo loro sono soltanto a metà strada. Ma ognuno ha il proprio percorso e la propria storia.
Percorri la tua strada, resta sulla tua corsia, focus sul traguardo e dritta verso il TUO di OBIETTIVO. 
E se ti vuoi voltare indietro, fallo solo per vedere quanta strada hai fatto in modo da motivarti a continuare così. 
7. CONDIVIDI LA TUA ESPERIENZA:
Ultimo ma non meno importante è quello di condividere la propria esperienza, che sia tramite i social, o semplicemente raccontando alle persone a te più care il percorso che hai deciso di intraprendere, con tanto di scadenza per raggiungere i tuoi obiettivi, renderà il tutto più CONCRETO.
L’impegno diventerà reale e non potrai più tirarti indietro. Può sembrare una sorta di auto goal, ma in realtà è la cosa più bella che puoi fare a te stessa. Insomma non vorrai mica passare per quella che racconta bugie no? Ormai l’hai detto e lo devi fare.
Bene ragazze questi sono i miei personalissimi consigli. Con me tutt’ora funzionano e spero possano essere utili anche a voi.
E se dovete ancora cominciare, mi raccomando fatelo ora! Meglio tardi che mai.
Insomma basta rimandare.
Il momento giusto non arriverà mai, lo dovete creare voi. Quindi forza!
Ci risentiamo nel mio prossimo articolo per svelarvi tanti altri piccoli e utili consigli. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di interessante da condividere con voi.
Come al solito se avete domande, curiosità o qualche argomento in particolare di cui volete che vi parli non esitate a contattarmi:
Instagram: @myfitmommylife

Lo svezzamento secondo Federico

Lo svezzamento secondo Federico

Charles Darwin teorizzava che la specie destinata a sopravvivere non è quella più forte o intelligente, ma quella che meglio si adatta al cambiamento. Dubito che il noto scienziato britannico abbia mai vissuto la tappa dello SVEZZAMENTO dei propri figli, altrimenti avrebbe riformulato completamente le sue teorie o avrebbe cambiato mestiere.

Questa importante tappa pedagogica, il passaggio dalla tetta alla forchetta, mi sta facendo capire che la mia persona mal si presta al cambiamento in questo senso; oppure è Effe che fa fatica ad adattarsi. Di questo passo ci estingueremo come i dodo.

Eppure ero partita con tutte le migliori intenzioni: mi sono documentata su questa tappa già in gravidanza, ho letto libri sull’auto-svezzamento, ho seguito un corso di svezzamento naturale, ho modificato le mie abitudini alimentari per poter condividere col mio bimbo il momento del pasto, ma soprattutto mi ero promessa di non comprare nessun vasetto di omogeneizzato e di preparare tutte le pappe usando solo ingredienti biologici.

foto by http://hellocreativefamily.com/

foto by www.hellocreativefamily.com

Ti dicono di portare pazienza all’inizio perché alcuni bambini non accettano di buon grado questa “novità”. I cambiamenti sono tanti: gusti nuovi, consistenze diverse, temperature variabili, colori, l’uso di stoviglie, postura eretta.

Ti dicono di cominciare con gradualità perché i pasti non sostituiranno la tetta, almeno all’inizio.

Ti dicono di iniziare con la frutta frullata, la mela solitamente e quindi con la merenda per abituarli al cibo solido.

Al compimento dei 6 mesi, in un pomeriggio assolato di maggio piazzo il seggiolone nella sala da pranzo, tovaglietta colorata sul vassoio, posatine di bio-plastica verdi e bianche, piattino infrangibile con gli animali della savana, pentolino con pezzetti di mela biologica sul fuoco, aspetto che il nano si svegli dal sonnellino. La mela è cotta. La passo col passaverdura (non sia mai che gli possa venire la colite per aver usato il frullatore, vade retro modernità). La consistenza assomiglia a quella di una vellutata. Tutto è pronto. Effe (a.k.a. Federico) sembra di buon umore seduto nel suo piccolo trono in soggiorno. Mi siedo di fronte a lui sfoderando un sorriso che manco Julia Roberts… Cucchiaio pieno di composta di mela, miro alla bocca e… BLEAH! Il nano sgrana gli occhi, storce la bocca e sputa la mela. Il secondo cucchiaino non ha nemmeno fatto in tempo ad avvicinarsi al cavo orale che il marmocchio lo aveva già agguantato e con un rapido movimento del polso lo ha scaraventato in mezzo alla stanza seminando mela ovunque.

Il primo tentativo non era andato bene, ma è normale dopotutto, già lo sapevo avendo letto decine di manuali e ascoltato altrettanti pareri. Da allora è passato un mese e non ho mai mangiato così tante mele in così poco tempo. Effe deve aver preso la somministrazione della mela come un affronto perché ho provato a dargliela frullata, schiacciata, pestata, grattugiata, lessata, tritata, cotta, stracotta, cruda, golden, fuji, pink lady, lady oscar…

Alla fine sono andata al supermercato. Reparto alimenti per neonati. Ho preso un omogeneizzato alla mela.

Ebbene sì, mi sono arresa al vasetto. Biologico però 😉

Ora Fede sembra quasi apprezzare il cibo che gli viene offerto, soprattutto quello proveniente dal mio piatto (e dalle mie tette). La mela ancora fa fatica a mangiarla; non ho contemplato la possibilità che potesse non piacergli il gusto della mela in quanto tale, eppure esistono individui a cui le mele non piacciono, mi ci devo abituare.

Voi invece come avete affrontato la vostra (e la loro soprattutto) prima volta con il cibo solido? Se vi va di raccontarmelo, vi aspetto alla mia pagina Instagram @mancinasonoio_anita

A presto!

E poi arriva Nicole. La nostra nuova vita a 4

E poi arriva Nicole. La nostra nuova vita a 4

È passato un anno dall’arrivo di Nicole, la piccola di casa, e devo dire che avere due figlie così vicine è un’avventura non da poco, ricca di tante emozioni contrastanti.

La prima domanda in assoluto che ti fai quando nasce è: “ ti amerò tanto quanto amo..”? Ma poi piano piano passano i giorni, i mesi e ti rendi conto che davvero nel tuo cuore c’è tanto tanto spazio.

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La vita a 4 va gestita con molta più concentrazione di prima perché ad esempio capita di cambiare il pannolino a entrambe e rischiare di lasciare per terra la piccola, così d’istinto perché ormai sei abituata che la più grande cammina, non è una probabilità proprio remota 😉 Oppure nelle belle giornate ti ritrovi appoggiata alla porta di casa perché una gattona in giro per il salotto mentre l’altra gioca con la terra in giardino. Tutte le abitudini che avevi creato vengono stravolte e bisogna impegnarsi a fondo per non far sentire troppo questo cambiamento.

Mi chiedo spesso se sarei in grado di accettare di dividere il mio più grande amore con un’altra personaE questo è un po’ quello che deve accettare il primogenito.. la sua Mamma divisa a metà. Proprio per questo motivo ho cercato in tutti i modi di dedicare più tempo possibile a Sofia finché Nicole (fortunatamente) mangiava e dormiva. Poi con il passare dei mesi ho fatto in modo di creare una routine che mi permette tuttora di dare spazio ad ognuna di loro singolarmente. Sofia ha la favola e le chiacchiere della buonanotte, Nicole il biberon e le coccole della mattina.

Nella nostra mente da mamme la paura di non dare abbastanza a una o all’altra non andrà mai via.

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Ora che cominciano a giocare tra loro le soddisfazioni e le risate non mancano e mi auguro solo che vadano d’accordo il più possibile. Una cara amica mi ripete sempre che ho fatto ad entrambe il regalo più grande, mettendole al mondo vicine e devo dire che si, ne vale proprio la pena!

E a voi come è andato il primo periodo a quattro? Raccontatemi la vostra esperienza o svelatemi qualche trucchetto che state utilizzando per far sentire al meglio il nuovo arrivato.

Al prossimo articolo!

Un bacio,

Valentina

 

 

 

I papà vengono da Marte, le mamme da Venere

Mezzanotte passata.
Ormai non ricordo più com’è svegliarsi la mattina e andare a dormire la sera dello stesso giorno. I gemelli hanno una forte resistenza al sonno, e quando Morfeo se li prende fra le braccia … io conto le pecore. O i giri della lavatrice, dipende.
Daniele lo perdo generalmente verso metà serata; talvolta lo recupero nel divano, mi assicuro che raggiunga il letto e poi penso un po’ a me.

Da poco ho ripreso con la lettura; l’ultimo libro appena concluso è scritto a quattro mani da Alberto Pellai e Barbara Tamborini “I papà vengono da Marte, le mamme da Venere”.

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Il libro racconta la visione delle diverse tappe dell’essere genitori, dal test di gravidanza ai 3 anni del pargolo. In effetti, avrei dovuto leggerlo prima poiché per la maggior parte dei capitoli ho pensato “Ah, storia vecchia questa”. Lo dico sempre, il tempo vola quando si è intenti a crescere una o più creature, però ripensare a certi periodi (svezzamento, nanna nel lettone, primi capricci ecc) mi ha fatto sorridere e mi sono riconosciuta molto nella figura materna descritta.

Lo consiglio alle neo mamme (sempre che riusciate a trovare il tempo di leggere), perché vi darà la leggerezza di cui avrete bisogno quando vi sembrerà impossibile entrare nella testa del padre di vostro figlio. Io, ad esempio, l’ho acquistato dopo l’ennesima discussione sui capricci, per dire! Vale la pena leggerlo anche solo per fare tesoro del “decalogo per la convivenza pacifica”, che andrebbe stampato e appiccicato sul frigorifero, anche se siamo a ridosso della prova costume e sul frigorifero sarebbe meglio mettere un bel divieto!

Vi lascio con questa frase che un pochino mi ha fatto luccicare gli occhi: “Le mamme regalano radici, i papà un paio di ali”.
Io aggiungo che essere genitori è un magnifico lavoro di squadra, ci si scontra e ci si incontra, ci si arrabbia e si ride assieme, ci si commuove con le prime vittorie.
A chi deciderà di leggerlo, fatemi poi sapere se vi è piaciuto e consigliatemi le vostre letture preferite che ho due anni e mezzo di arretrati 😉

 

 

Il mondo di Bubble&Co: eco-coccole per tutta la famiglia

Sono sempre piuttosto scrupolosa quando si trattava di acquistare prodotti per la cura del corpo e cosmetici in generale. Da quando sono diventata mamma il mio livello di attenzione per gli ingredienti cosmetici utilizzati è aumentato, tanto da rendere la ricerca del detergente giusto una vera impresa.

Faccio parte di quella schiera di persone per cui “less is more”, ovvero meno cose contiene un prodotto meglio è, soprattutto quando si parla di pelle. Proprio questa filosofia di pensiero ha condotto le mie ricerche verso un’azienda italiana che utilizza in maniera responsabile ingredienti per la detersione di origine naturale provenienti da agricoltura biologica, atossici e biodegradabili per l’ambiente. I prodotti sono pensati per tutta la famiglia, dermatologicamente testati, cruelty free, non contengono alcool né profumi sintetici, non sono presenti PEG, parabeni né siliconi.  Se a tutto questo ci aggiungiamo pure il divertente packaging a forma di casetta con illustrazioni retrò, allora posso finalmente esclamare EUREKA!

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Sto parlando di Bubble&Co, un brand giovane ma con una lunga esperienza nel campo della ricerca scientifica e medica, specializzato nella realizzazione di detergenti e cosmetici biologici ed ecosostenibili.
La linea Bubblefamily si compone di prodotti per tutta la famiglia come bagnodoccia, crema latte, detergente intimo, sapone liquido, igienizzante mani (linea Family), ma anche olio per massaggi e balsamo per coccolare il corpo sotto la doccia (linea Night); all’interno della stessa famiglia si trova anche la linea Baby, con detergenti specifici per bambini 0-36 mesi.

Ho sperimentato il Bagnetto Bimbo e la Crema latte della linea Baby su Federico, e confesso di averli provati pure su di me dopo aver sentito il delicato profumo di talco sulla pelle del mio bimbo. Il flacone del Bagnetto è da 500 ml ed è dotato di un pratico erogatore. Può essere utilizzato anche per detergere il cuoio capelluto dei piccoli, avendo così a disposizione un unico prodotto per la detersione completa.  È sufficiente una piccola quantità di sapone nell’acqua o su una spugna poiché tende a fare parecchia schiuma.
La Crema Latte lascia la pelle morbida e idratata dopo il bagnetto, ha un’azione lenitiva e protettiva e la si può usare anche come dopo sole grazie alla presenza di oryza sativa bran oil estratto dalla pellicola interna del riso, noto per le sue proprietà emollienti e restitutive e dal gel di aloe (aloe barbadensis leaf juice), calmante e disarrossante. Il flacone è da 250 ml, anche questo dotato di erogatore per non sprecarne neanche una goccia.

18699017_10213177992874009_1356362619_oUna delle cose più difficili dopo la nascita del Baby è quella di riuscire a fare una doccia che duri anche solo 5 minuti. Il rituale della crema dopo il bagno è diventato ormai un trattamento di bellezza riservato ai centri estetici. Ma quando ho provato il Balsamindoccia della linea Night di Bubble sono riuscita nell’ardua impresa di farmi una doccia ed idratare la mia pelle in un unico gesto, senza più bisogno di mettere creme. Basta vaporizzare il prodotto sulla pelle bagnata, risciacquare e tamponarla con l’asciugamano. Per me, che sono sempre di corsa, si è rivelato un prezioso alleato. Grazie alla presenza dell’olio di mandorla e di riso nero da agricoltura biologica, la pelle risulta elastica ed idratata già dalla prima applicazione. Il flacone è da 150 ml con vaporizzatore. Può essere utilizzato anche nella prevenzione delle ragadi al seno, delle smagliature in gravidanza e per le piaghe da decubito. Gli ingredienti che caratterizzano il prodotto non contengono sostanze nocive per la pelle (fidatevi, ho verificato personalmente ogni voce sul Biodizionario!).
Un altro prodotto della linea Night che ho apprezzato è il Balsamolio (flacone con vaporizzatore da 150 ml). Le proprietà e gli usi sono molto simili a quelli del Balsamindoccia, tranne per il fatto che si tratta di un olio da usare dopo il bagno o la doccia sulla pelle asciutta. L’ho trovato molto utile come olio da massaggio per il mio piccolo perché assorbe in fretta e non rimangono tracce di unto sulla pelle dopo l’applicazione.

Ogni prodotto Bubble & Co viene confezionato con la propria scatola. La particolarità del brand non sta solo nel contenuto, ma anche nel contenitore: il packaging a forma di casette in stile liberty con immagini dal sapore retrò possono essere utilizzate per creare la propria “Bubble-city”: un ottimo modo per giocare assieme e prolungare la vita alle scatole di cartone.

Se vi ho incuriosito andate a dare un’occhiata sul sito dell’azienda; oltre alla linea Bubblefamily pensata per le persone, l’azienda ha creato anche una linea dedicata alla cura dei nostri amici a 4 zampe (in fondo anche loro fanno parte della famiglia, no?!). Non so voi ma a me è venuta voglia di provare tutti gli altri prodotti Bubble!
A presto con un nuovo bio-articolo 😉

 


Se avete suggerimenti, curiosità o volete semplicemente farmi un saluto, fate un giretto sul mio instagram mancinasonoio_anita

 

Mamme, questo è dedicato a noi

In occasione della Festa della Mamma, ho pensato a qualche parola da dedicare a tutte noi, così diverse nel nostro modo di crescere i nostri cuccioli, ma tutte accomunate dal voler dare solo il meglio ai nostri bambini. Queste parole le ho scritte qualche mese fa, per poi tenerle nella memoria del telefono tra le note, ed ora voglio condividerle con voi, sperando possiate riconoscervi.

18447720_1351125194979590_1384437903_nEssere madre è quella cosa che quando li hai sempre tra i piedi, vorresti che ti stessero un po’ più distante, ma quando poi sei distante … ti mancano da matti.
Quando non riesci ad addormentarli, e sei stanca, e non ne puoi più, vuoi solo vederli crollare nel sonno, ma poi loro dormono e tu gli illumini il viso con la luce del telefono per vederli sognare nei loro lettini (nel migliore dei casi) o nel tuo lettone.
Essere madre è voler dormire in un letto fatto per 2, ma poi al primo risveglio quelle gambe morbide avvinghiate a te sono la cosa più bella. Quel respiro cosi cadenzato sa di purezza.

E’ guardare al passato con nostalgia, ma con la certezza che il futuro con loro sarà un’avventura meravigliosa, la più bella di tutte!
E’ aprire il frigorifero e sapere già cosa dovrai prendere, perché loro sono in agguato per afferrare la bottiglia di birra e farla cadere a terra.

18470911_1351125191646257_946760799_nEssere madre è mangiare la nutella di nascosto, perché a loro fa male, ma alla tua anima fa bene! Oh si, fa bene!
E’ dover alzare la voce, per poi perdersi in quegli occhioni e capire che non sono loro a sbagliare, siamo noi mamme un po’ troppo cresciute. E non serve urlare per farsi capire, perché nel momento in cui urli hai già perso.
Essere mamma è interrogarsi sui NO.
E’ chiedersi in continuazione se si sta facendo la cosa giusta, è lavoro di squadra con chi divide quel letto matrimoniale con te, anche se spesso di notte viene sfrattato.

Essere madre è non temere che venga meno l’intimità della coppia nel lasciar dormire i tuoi bambini nel lettone, perché l’intimità di una coppia non si vede di notte nel sonno.
Essere mamma è stupirsi del tempo che passa, chiudere gli occhi e sentire il profumo di neonato … e di rigurgito.
E’ guardarsi le smagliature sulla pancia e rimpiangere il fisico di un tempo, però poi ti senti un po’ Dio per aver messo al mondo qualcosa di così meraviglioso.
E’ paura di sbagliare, è crescita continua, con loro e per loro.

Diventi mamma e ti ritrovi a mediare quando bisticciano fra loro, a vestire i panni dell’arbitro senza fischietto.
E’ raccontare storie, è giocare con il pongo, costruire capanne al riparo dal lupo, comprare dinosauri e draghi o macchinine.
E’ cambiare tanti pannolini, tanti, tantissimi (io doppi), e mentre li cambi sai che in mano hai una possibile arma di distruzione di massa, pronta per essere lanciata addosso a chi ti vorrebbe una madre diversa.
E’ sognare l’asilo, temendo il distacco.

Quando sei mamma, ogni risveglio è il più bello, anche quando non ti hanno fatto dormire. E mentre scrivo mi chiedo: di cosa era fatta la mia vita prima di questo?
Buona festa a tutte le mamme, alla mia in modo particolare!

 


Vieni a trovarmi su gioie_gemelli

Camerette che passione

Eccomi qui, pronta per il mio primo post da contributor per “A prova di Mamma”.

Sono Alessia 34enne mamma a tempo pieno di Olivia, una teppista di un anno e mezzo che racchiude nei suoi neanche 90 cm la forza e l’energia di un esercito intero!

Amo tutto ciò che riguarda i bimbi ma per la moda e l’home decor (kids ovviamente) ho una passione sfegatata. Pinterest è un vortice che ti trascina in una miriade di foto stupende e lì puoi sempre trovare l’ispirazione per qualunque cosa.

Quando aspettavo Olivia eravamo ancora nel nostro mini mini appartamento e la sua nursery è stata ricavata nella seconda camera in cui già troneggiava un mega armadio, per cui lo spazio disponibile non era molto e ci siamo adattati  a quel che rimaneva. Indovinate dove ho trovato l ‘ispirazione? Sempre e solo Pinterest! Ho scelto la palette di colori che preferivo e da lì sono partita.

Rosa, bianco e oro e incinta di sette mesi ho dipinto la parete con i pois e arredato quel mini angolo pieno di amore.

In questi post vi mostrerò i trend del momento in fatto di nursery e camerette e, se avete richieste, posso anche scrivere in base ai vostri suggerimenti: un tema, una palette o un dettaglio in particolare, mi farebbe davvero piacere!

Oggi per i maschietti vi porto tra le montagne mentre per le bambine ci sarà un letto degno di una principessa.

All’inizio della gravidanza pensavo di aspettare un bambino, ne ero convintissima e già mi immaginavo orsi tra montagne color carta da zucchero e dettagli senape per la sua stanza; poi quando alla morfologica ci hanno detto che era femmina siamo rimasti a bocca aperta! Credo sia per la convinzione di quei cinque mesi passati a credere di avere Antonio in grembo che Olivia è così un maschiaccio, la femminilità non sa neanche dove sia 😉 ed è proprio scatenata.

Così invece di queste camerette meravigliose con montagne sullo sfondo (facilissime da fare oltretutto, un pò di scotch di carta e via con i colori) tende Tepee e macchinine a spinta stupende, piano piano si è insinuato il rosa pallido accompagnato dall’oro. Non ci ho messo molto ad abituarmi heeheh!

Sotto sotto però io desideravo una bimba e il nome era già scelto da tanti anni. Da ragazza mi chiamavano Olivia per via della somiglianza con l’Olivia di Braccio di ferro, per fortuna l’ ho sempre amato e sapevo che un giorno la mia bambina si sarebbe chiamata proprio così.

E allora per una piccola principessa quale letto migliore di quello a forma di casetta? Visto che noi traslocheremo per l’ultima volta a fine anno, aspetto di essere in casa nuova per farlo fare anche a lei. Bastano una tenda di tulle e dei cuscini particolari e il gioco è fatto. Con le lucine poi diventerà ancora più bello. I fili di luce led non servono più solo a natale, posizionati sul baldacchino o lungo una mensola creeranno un’atmosfera magica, e non solo nella camera dei bimbi.

 

Provare per credere!

Sono fortunati questi bimbi, quanto avrei voluto una cameretta così anch’io!!

Nel prossimo post ci saranno altalene (eh si, altalene in casa) e camerette scelte in base a due palette. Se invece avete piacere voi di scegliere l’argomento, commentate il post con le vostre richieste.

A presto,

Alessia

 


Vuoi saperne di più? Ti aspetto sul mio blog Olivia’s Tales >>