Come sopravvivere al trasloco

Come sopravvivere al trasloco

“Chi mi segue sul mio profilo Fb lo sa che di recente la famiglia Lago si è trasferita.

Siamo nella casa dei nostri sogni, finalmente i gemelli hanno un giardino in cui scorrazzare: si sporcano in continuazione dalla testa ai piedi, e io anziché disperarmi per gli innumerevoli cicli di lavatrice, godo nel vederli così liberi e “ruspanti”.

Ma non è della nostra nuova vita che voglio parlarvi, bensì del fatidico trasloco a cui nemmeno i mille milioni di integratori che ho preso hanno avuto la meglio.

Da questa esperienza ho imparato che:

  • il trasloco possibilmente NON VA FATTO IN ESTATE QUANDO C’è UN CALDO INFERNALE: optate per le mezze stagioni. Ma se proprio le tempistiche prevedono, come nel mio caso, di dover far tutto nei giorni in cui a Studio Aperto parlano dell’allarme temperature elevate, il mio consiglio è quello di credere che il sudore è grasso che piange, così farete tutto molto più volentieri. Sappiate però che non è vero.
  • Trasloco NON PUÒ ASSOLUTAMENTE FARE RIMA CON GEMELLI, NE’ CON BAMBINI PICCOLI: trovate una collocazione per i vostri cuccioli. Io li ho lasciati per due giorni dalla nonna paterna, e se non ci fosse stata lei avrei optato o per una babysitter, o per un servizio di igiene mentale, non per loro ma per me.
  • L’uomo nel trasloco ha un ruolo importante: fategli sentire che tutto procede al meglio grazie a lui. Incassate colpi bassi e critiche alla vostra organizzazione, ci saranno sicuramente occasioni per sdebitarsi ma VIETATO LITIGARE. La spiegazione di tale divieto segue al punto successivo.
  • FUORI GLI ALTARINI: è finita ragazze, durante il trasloco è finita la sceneggiata del NON HO NIENTE DA METTERE. Come le verità che vengono sempre a galla, anche vestiti, scarpe e borse sbucheranno fuori, tra un sogno nel cassetto e uno scheletro nell’armadio, e lì non ci saranno scuse. Quando lui realizzerà i quantitativi del vostro vestiario, occhi dolci e depistaggio: “GUARDA CHE MOLTE COSE LE HO PRESE PER ESSERE BELLA PER TE” oppure “GUARDA CHE PARECCHIE DELLE COSE CHE VEDI LE HO DAI TEMPI DELLE SUPERIORI” oppure carta Jolly: “BEH, QUESTE SONO DI QUANDO ERO INCINTA AMORE COSA PRETENDI, CHE ME LE METTO E POI PENSANO CHE SONO INCINTA DI NUOVO?”.
  • Tutto ciò che potete impacchettare nelle settimane precedenti, IMPACCHETTATELO: questo farà credere a lui che avete la situazione sotto controllo, quando invece state pensando a dove nascondere le cose che acquisterete con gli imminenti saldi.
  • Fate spazio: il trasloco è un’ottima occasione per non portarsi dietro le zavorre del passato. Gettate nel cestino i regali non graditi, i ricordi che fanno male, i vestiti che ci fanno sembrare grasse e tutto ciò che rappresenta un ricordo simile ad una palla al piede: state traslocando e dovrete essere leggere a spiccare il volo, via tutto ciò che di negativo o pesante viene fuori dai cassetti! Io ho buttato via talmente tanta roba che per la legge dei grandi numeri mi sento pure più magra, come nell’immediato post ceretta!
  • Pulite i vetri di casa prima di togliere le tende, perché poi quando le toglierete, l’effetto satinato causato dalle mani dei vostri figli (dentro) e dalla pioggia (fuori), sarà difficile da mandare via. Una tenda non è come i diamanti, una tenda non è per sempre.
  • Preparatevi un beauty d’emergenza per la prima notte nella nuova casa. Puzzerete un sacco, e vano sarà il tentativo di trovare il bagnoschiuma tra i cinquecentomila scatoloni che non hai giustamente catalogato.
  • A tale proposito, CATALOGARE TUTTO.
  • Munitevi di scatoloni delle banane Chiquita come se piovessero: sono indistruttibili, comodi e capienti. Il vostro fruttivendolo di fiducia non potrà dirvi di no.
  • Tutti gli aiuti che vi verranno offerti ACCETTATELI.
  • Non cercate di strafare! Noi la prima sera, dopo l’ennesimo viaggio in macchina ci siamo guardati e senza neanche parlare sapevamo già cosa fare: doccia, tirati a puntino e cena fuori. Sembravamo al primo appuntamento, e invece stavamo brinando alla prima notte nella nostra nuova casa. “Quanno ce vo, ce vo!”

Per quanto riguarda i bambini, il trasloco è un grande cambiamento.

La casa è il loro porto sicuro, e trovarsi in nuovi spazi, magari anche più ampi, può essere destabilizzante.

Tutto ciò che potete fare senza di loro fatelo, perché poi i primi giorni dovrete fargli sentire al massimo la vostra presenza, dedicargli più tempo possibile, anche se le cose da fare saranno tante.

Keep Calm & un passetto per volta!

Sistemate l’essenziale, e poi pensate a far ambientare i vostri cuccioli.

Ritrovare i loro giochi in alcuni ambienti della casa, li farà sentire meno spaesati, ma niente sarà come le braccia di mamma.

A distanza di un mese da questo grande cambiamento, Mattia e Tommaso adesso sono a proprio agio nella nostra nuova casa e, siccome qui da noi non ci si può annoiare mai, ci siamo addentrati nella fase “spannolinamento”: il trasloco può essere stato devastante, ma per ora togliere il pannolino a Mattia e Tommaso è pure peggio!

Magari se il tentativo andrà a buon fine, vi racconterò come è andata in uno dei prossimi post.

A presto!

Seguimi su Instagram @twinmothergram e @gioie_gemelli

 

FAQ ed info utili per lo shooting di domenica 2 luglio

FAQ ed info utili per lo shooting di domenica 2 luglio

Mancano pochi giorni alla sessione fotografica dei pancioni. Come lo scorso anno Casa del Bambino si trasforma in un set fotografico dedicato a voi future Mamme in dolce attesa.

Ecco qualche informazione utile per tutte le iscritte che parteciperanno all’evento.

♥ Come funziona?

Reduci dalla scorsa esperienza, abbiamo preferito suddividervi così da evitare lunghi momenti d’attesa in negozio. L’orario dell’appuntamento vi è già stato dato al momento dell’iscrizione così come la liberatoria da firmare che servirà a tutelare la vostra privacy: Casa del Bambino s’impegna a rispettare la vostra volontà riguardo alla pubblicazione delle foto.

♥ Come mi devo preparare?

Non riuscendo a creare un camerino dentro al locale, vi chiediamo di arrivare già pronti per lo scatto 😉
Il set avrà sfondo in carta nero, quindi sono indicati leggins, jeans o pantaloni neri abbinati ad una maglietta/canotta/top a fascia/reggiseno neutri (grigio/ bianco/ beige). Nel caso anche il papà volesse presenziare nello scatto, noi consigliamo una maglia maniche corte neutra senza scritte ed un paio di jeans. Lo stesso come sopra vale per fratellini  e sorelline, sono tutti i benvenuti. Se invece siete indecisi e cercate un’ispirazione, potete sfogliare le foto di Federica Menon

♥ Quanto costa?

Il servizio è gratuito, e comprende la posa e la stampa con carta fotografica che potrete ritirare in negozio. Ricordiamo che vi verrà chiesta un’offerta libera, che sarà devoluta in beneficenza a Casa Sichem, un centro di pronta accoglienza per donne in difficoltà. Ci teniamo particolarmente perché Casa Sichem è una realtà unica nel nostro territorio, ed ospita molte mamme e bambini in cerca del sorriso dopo aver vissuto situazioni familiari molto gravi. Anche un piccolo gesto può fare molto.

♥ Quando riceverò la foto?

Le foto saranno pronte dopo circa 10/15 gg dalla data dell’evento, vi avviseremo quando poter venire a ritirare la stampa.

♥ E se voglio i file originali?

E’ possibile acquistare il cd con i file originali del serizio al prezzo di 8 Euro. Basterà indicarlo nell’apposito spazio al momento della liberatoria, e venire poi a ritirarlo insieme alla stampa nelle date che indicheremo.

Portare in fascia: effetti indesiderati

Il cosiddetto Attachment Parenting (AP) è un vero e proprio metodo educativo che i genitori mettono in atto con il neonato, fatto di gesti affettuosi come il massaggio, i baci, le carezze e stare a stretto contatto fisico. Questo metodo annovera tra le sue pratiche il portare i bambini in fascia, detto anche babywearing, l’allattamento a richiesta in ogni luogo e condividere il sonno nel lettone, conosciuto come co-sleeping. Tutto questo crea un legame positivo con l’adulto che si prende cura del neonato e al contempo permette al piccolo di crescere sano, sicuro di sé e aperto al mondo che lo circonda.
L’antica pratica di “indossare i bambini” è tornata a diffondersi anche in Italia e non è difficile incontrare mamme o papà a passeggio coi loro piccoli legati addosso. A meno che non si viva in un minuscolo paesino dell’entroterra veneto, come nel mio caso.

Non descriverò gli innumerevoli benefici del portare in fascia, né farò una carrellata dei vari tipi di supporti esistenti in commercio. Per coloro che desiderano avvicinarsi al mondo del babywearing, consiglio di rivolgersi a un consulente certificato che può aiutare nella scelta del supporto più adatto, nonché insegnare alcune legature per portare in sicurezza.
Quello che vorrei invece condividere sono le impressioni/reazioni, a tratti esilaranti, che hanno avuto le persone vedendomi passeggiare con mio figlio avviluppato in cinque metri di stoffa.

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Tratto da una storia vera. La mia.

 Situazione n. 1

Mattinata soleggiata di marzo, ore dieci. Sistemo Federico nella fascia rigida e partiamo in passeggiata. Per strada incontriamo una signora sulla sessantina, occhiali da sole e passo veloce in direzione opposta alla nostra.
Io: Buongiorno!
Signora: Buongiorno!

Giorno seguente. Stessa ora. Stavolta la signora non ha messo gli occhiali da sole.
Io: Buongiorno!
S: Buongiorno…
La signora mi guarda in modo strano. Non riesce a capire come ho fatto ad incastrare un essere umano sotto il giubbotto. Ho la sensazione che si sia fermata a guardarmi. Mi volto e lei, colta in flagrante, accelera il passo nella direzione opposta.

Terzo giorno. Stessa storia, stessa signora.
Io: Buongiorno!
S: Salve!
La signora stavolta si ferma davanti a me, ma non ha il coraggio di dire nulla. Abbozza un sorriso e mi augura buona giornata.

Quarto giorno. Riconosco la signora da lontano. Pure lei mi riconosce. Affretta il passo verso la mia direzione. Mi guardo intorno e non vedo nessun altro. Questa cerca proprio me.
Io: Buongiorno!
S: Sì, buongiorno. Mi scusi, sa è da un po’ di giorni che la osservo camminare – Ma va? Mia figlia ha lasciato a casa mia un passeggino che non usa più perché il bambino ora va all’asilo. Se le fa piacere glielo lascio.
Io: Un passeggino?
S: Sì così le è più comodo spostarsi, senza dover mettere il suo bambino nella sciarpa.
Io: Ah no guardi, lei è gentile ma questa è una fascia, è fatta apposta per portare i bambini. In effetti lo trovo molto più comodo del passeggino perché non devo fare su e giù dai marciapiedi.
S: No, davvero non si deve sentire in imbarazzo, anzi. Se non ci si aiuta tra di noi…
Io: Grazie ma stiamo bene così. Magari il passeggino potrebbe servire a qualche altra mamma.
La signora se ne va, stizzita. Io continuo la mia passeggiata; nel frattempo Federico, noncurante dell’accaduto, si è addormentato con la testa appoggiata sul mio petto.

Situazione n.2

L’itinerario delle nostre passeggiate passa davanti alla scuola elementare del paese. Ora della ricreazione. I bambini stanno giocando a rincorrersi. Uno di loro si ferma attirato dalla strana protuberanza che sporge da sotto il giubbotto.

Bambino: Ciao…
Io: Ciao
B: Che hai lì? –col dito indica la fascia.
Io: Un bambino.
B: UN BAMBINO??? – nel frattempo avevo già attirato l’attenzione di decine di altri suoi coetanei che stavano raggiungendo l’amico aggrappato alla rete metallica.
B: MA L’HAI RUBATO??
Io: Rubato?! No è mio! È mio figlio.
B: E allora se non l’hai rubato perché lo nascondi?
Io: Non lo nascondo. Lo tengo vicino a me, legato.
B: E non sta male legato?
Io: No, adesso sta dormendo per esempio.
Interviene un altro bambino coi capelli neri: Beato lui. – Avrei voluto abbracciarlo.
Ricreazione finita. Mi salutano e corrono in classe. Avranno qualcosa in più da raccontare a casa oggi.

Situazione n. 3

Solita passeggiata mattutina per il paesello. Fine marzo. Per strada incontriamo una signora, amica di famiglia del mio compagno.

Signora L: Ciao! Mamma mia che bella sei! Ormai manca poco eh… Sono andata a fare visita ai tuoi suoceri la settimana scorsa, ma non mi hanno detto nulla di te. Come stai?
Io: Ciao, stiamo tutti bene, grazie. – Manca poco a cosa…boh.
S. L.: Quando hai il termine?
Io: Che termine?! –Risata. Ho partorito ancora a Novembre. Ormai Federico ha 5 mesi. – Accarezzo la fascia dentro la quale stava sonnecchiando il piccolo.
La signora sembra sconvolta dalla notizia.
S.L.: Mamma mia scusa! Da lontano credevo fossi ancora incinta…ma quindi il bambino è…là dentro…?
Io: Sì, sì adesso sta dormendo. Di solito quando esco con lui in f… –Frase interrotta. La signora inizia ad urlare verso un tizio (che scopro essere il marito) dall’altra parte della strada.
S.L.: OOOOOH! VIEN QUA R.! VIENI A VEDERE IL NIPOTINO DI G.! GUARDA DOVE L’HA MESSO SUA MAMMA!

Il signor R. attraversa frettolosamente la strada, mi saluta, cerca inutilmente di scorgere il piccolo coperto dalla fascia.
Signor R.: Ciò ma qua non se vede niente. Tutto chiuso così. Ma respira?? – Abbozzo un sorriso. Sarei così sadica da privare volutamente mio figlio dell’aria?
S.L.: Ma secondo me non tanto sai… poi non mi sembra una posizione comoda per un neonato. Quante ne inventano al giorno d’oggi! – il tono di voce della signora si fa sempre più alto, eppure sto a meno di un metro da lei.
S.L.: MA COSÍ NESSUNO PUÓ VEDERLO, POVERINO!

Federico disturbato dalle urla della signora L. si mette a piangere.

S.L.: Ecco vedi mi sa che non gli piace mica stare là dentro sai? Senti come piange, povera stellina.
Io: Meglio continuare la passeggiata così si calma.

La signora non è d’accordo con me (naturalmente). Vorrebbe prendere il piccolo in braccio, ma ce l’ho legato addosso, quindi non può (questo è un altro vantaggio del portare i piccoli in fascia, nessuno te li può strappare dalle braccia). Lascio i due coniugi polemizzare sul mio metodo di cura, a loro avviso poco ortodosso.

Potrei andare avanti a scrivere di queste e altre situazioni simili che mi sono capitate con la fascia.
Ormai in paese mi conoscono tutti; alcune signore mi hanno soprannominato simpaticamente “mamma-koala”. A me sta bene. L’importante è che non interrompano più le nostre “fasceggiate” coi loro consigli.

Io e Federico accettiamo solo complimenti!

 


Se avete suggerimenti, curiosità o volete semplicemente farmi un saluto, fate un giretto sul mio instagram mancinasonoio_anita

 

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Quel mostro di passeggino

Ebbene, che il mio pupo fosse un po’ autoritario si era capito, e già dai primi giorni si è dimostrato sufficientemente allergico ad ogni mezzo di trasporto che non fossi io. WoWooow!
E quindi… che fare? La soluzione c’è e si chiama “Fascia porta bebé”. Io, credo che sarei morta senza.
Di supporti ce ne sono tanti, e spesso scegliere non è così facile come si crede.
Vedo di fare un po’ di chiarezza in base al percorso che ho fatto io. Chiaramente da prendere come un consiglio e non come veritá assoluta.

Da 0 a 6 mesi: Fascia elastica o rigida

Questo supporto può sembrare ostico all’inizio, ma poi con un po’ di pratica si va come un treno.
La fascia elastica è un telo di cotone elastico della lunghezza di 5 metri circa, con la quale però è possibile fare solo un tipo di legatura (chiamata triplo sostegno) quindi un po’ limitata e quando il bambino va su troppo di peso bisogna cambiarla, altrimenti… Ciao ciao schiena!
Con la fascia rigida si può giocare con più legature, e sorregge anche pesi più elevati. Attenzione alla taglia però. A differenza della fascia elastica, infatti, ci sono più misure in base alla stazza della portatrice e del tipo di legatura che si vuol fare. Nel mio caso per Marco ho scelto un’ elastica, proprio per un fattore di comodità,  e devo dire che mi sono trovata molto bene, e Marco pure.

 

Da 6 a 12 mesi: Fascia rigida (una costante), Mei Tai, Marsupio ergonomico

Sulla prima, nulla da dichiarare :)
Il Mei Tai invece è un supporto simile alla fascia rigida, solo che è strutturato, ovvero è composto da un pannello che va passato dietro la schiena del bambino e due lembi di tessuto uno da porre in vita, e l’altro da incrociare dietro la schiena per formare la legatura. COMODISSIMO! Soprattutto per gli spostamenti brevi dalla macchina.

Il marsupio ergonomico è simile al mei tai, con la differenza che è un pochino più rigido (immagina proprio la consistenza di uno zainetto), e che una volta regolate tutte le misure non lo tocchi più. Da questa età, inoltre, si possono provare anche la posizione laterale sul fianco, oppure sulla schiena. Ricorda MAI fronte mondo!! Non è una posizione ergonomica e a mio avviso neppure comoda!
Dai 12 mesi l’ avventura continua con il Marsupio ergonomico Toddler e Preschooler, supporti ergonomici studiati appositamente per i più grandi, con seduta e spallacci più comodi.

 

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Insomma, il mondo del babywearing è vasto e tutto da provare ed io ho solo abbozzato un po’ di teoria, ma per trovare la propria strada consiglio di rivolgersi ad una consulente di zona.
Io devo dire che mi sono divertita a coccolare il marmocchio (soprattutto con la febbre o dopo un vaccino), anche se non volevo essere una “mamma ad alto contatto”, alla fine per esigenza ho ceduto.

Sempre con un tocco fashion però. Siamo pur sempre donne…no canguri!

Perché ho smesso?

Ovvio.. Marco, sul più bello, ha voluto il passeggino! 😉

 

 

 


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“A” come Allattamento

Ebbene sì, parte tutto da qui. Neanche il tempo di poter vedere la tua bestiola per la prima volta che in sala parto già risuona la parola magica: allattamento.

Una gran bella cosa eh, non fraintendermi, ma che fatica!
Io mi sono resa conto che avevo un’ immagine del tutto distorta di ciò che poteva essere allattare.

Innanzi tutto non è detto che il pupo si attacchi subito al seno. Per me infatti è stato così, Marco non ne voleva sapere. Per 3 mesi ho dovuto utilizzare un ausilio che lo aiutasse a farlo (per gli amici il paracapezzolo maledetto) e per questo motivo mi sono sentita inadatta al ruolo che stavo assumendo. Niente di più sbagliato!

Ma come ogni cosa, me ne sono resa conto solo più tardi. Credo ciò dipenda anche dal fatto che in ospedale ero la mucca viola del reparto. Così, puntualmente per i tre giorni di degenza, ho avuto fior fiore di ostetriche che cercavano di far “accettare” sto benedetto seno al mio bambino… neanche fosse stato l’unico caso al mondo! Devo ammettere che psicologicamente è stata una situazione abbastanza devastante, ma grazie al cielo, ci vuole ben altro per buttarmi giù (#freganientefinchèilmiobimbostabene).

Schermata 2017-03-09 alle 14.21.20Nelle settimane a venire arrivarono i consigli non rischiesti: pediatra, infermiere, amiche, pescivendola, fornaia…tutti a dire la loro! Che ansiaaaaaa! Fortuna che avevo al mio fianco le persone giuste, che MAI mi hanno fatto dubitare del mio essere mamma (e vuol dire tanto!) e che soprattutto MAI mi hanno fatto sentire sola. Eccoti un consiglio… circondati di questo!

Ricorda poi… non è detto che il pupo si sfami in poco tempo e con pause lunghe. Per me, ovviamente, è stato così. Marco era attaccato una media di un’ora a seno con intervalli di mezz’ora. Ora, io non sono una cima in matematica, però mi rendo conto che è un sacco di tempo! Quindi questo bambino sarà stato un toretto penserete voi. Ed invece NO! Marco metteva su peso a fatica.

Ed ecco che parte il circo delle paturnie mentali: non ho latte? Non sta bene il piccolo? Non mangia? Non scarica? Dare l’artificiale? …e soprattutto…è normale?

Cara mamma, una cosa mi è ben chiara: la normalità è solo un punto di vista…
Fai sempre ciò che credi giusto e vedrai che SARÀ GIUSTO!
Fai sempre ciò che ti fa’ stare bene e STARETE bene.
Le mamme hanno il super potere. Le mamme sanno.

In ultimo luogo, ma non di certo per importanza, parliamo di ragadi, ingorghi, mastiti e compagnia bella. Non sto qui a soffermarmi troppo scientificamente a spiegare… sappi solo che fa male, ma poi tutto passa! Ricorda sempre perché e soprattutto PER CHI lo fai.

Concludo col felice epilogo della mia storia. Quando tutto sembrava perduto, quando a detta di ostetrica e pediatra, la mia bestia non riconosceva più il seno come cibo perché ormai erano passati ben 3 mesi di paracapezzolo maledetto (3 mesi… no anni!), Marco l’ha stappato via e si è attaccato come nulla fosse. Il mio ometto ribelle!

Ora vivo quel periodo come un ricordo lontano, anche se è passato solo qualche mese, ma ricordo MOLTO bene che è stata un esperienza stressante per me, tanto che ero decisa di smettere a svezzamento avviato.
Marco ha quasi 1 anno. Marco è tetta dipendente.

Allattamento 1, Denise 0.

Ed è la sconfitta più meravigliosa che abbia mai subìto.

 


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I 5 prodotti Bamboom indispensabili per l’arrivo di un neonato

I primi giorni di vita il nostro piccolo deve essere delicatamente protetto. Per questo il tessuto che su tutti vince per le sue impareggiabili qualità è la fibra organica del bamboo. Morbidissimo come il cachemire e la seta, una vera coccola sul corpo del bambino. Termoregolatore ed antibatterico naturale, garantisce inoltre la respirazione della pelle mantenendola fresca ed asciutta.

Tra gli articoli Bamboom abbiamo individuato i cinque indispensabili, quelli di cui il vostro bambino non può fare a meno (se avrete occasione di usarli, capirete al primo tocco perché si trovano in questa lista!). I prodotti in bamboo sono indicati dai primissimi giorni del neonato, e quindi perfetti da infilare nella valigia per l’ospedale.

 

Body bimbo con o senza maniche: per tutti i giorni

Immancabile nel guardaroba del nostro bebè, il body Bamboom è estremamente elasticizzato in lunghezza e larghezza, garantendo un’ ottima vestibilità. Dal design minimale ma elegante, in unico colore bianco, è disponibile nella versione con o senza maniche (con manica lunga per i mesi più freddi). Morbidissimo e delicato, protegge la pelle del neonato dal vento, dai raggi del sole e fornisce una barriera naturale contro i batteri.

Vedi i dettagli e le caratteristiche del Body bimbo Bamboom >>
Prezzo: 12,90 Euro

 

Set Bagno Duo: per il bagnetto

Il Set Bagno Duo è composto da un asciugamano neonato 75 x 75 cm e una manopola/guanto spugna. Avvolgete il vostro piccolo in questo morbido telo non appena esce dall’acqua… asciugherà delicatamente la pelle del piccolo coccolandolo con la sua morbida spugna. Tutti i materiali utilizzati sono certificati (Oekotex/GOTS/ECOCERT) e sottostanno ad un rigido e continuo controllo qualità.

Vedi i dettagli e le caratteristiche del Set duo Bagno Bamboom >>
Prezzo: 26,95 Euro

Cuscino allattamento Cosy Square: per la mamma

Il cuscino allattamento Cosy è il regalo che ogni neomamma vorrebbe ricevere. Disponibili in diversi colori, rimane pieno anche dove si appoggia di più il peso, fornendo un recupero lento e maggior spessore nella parte centrale.
E’ interamente lavabile e sfoderabile, con imbottitura in Micromax e fodera in velluto spugna.

Vedi i dettagli e le caratteristiche del Cuscino allattamento Cosy Bamboom >>
Prezzo: 69,90 Euro

Copertina La Ninna Muslin Baby Stripe: per la nanna

104-002-033_8056732335387_muslinstripe_laninna_green_babyLa Ninna è la copertina ideale per la culla del bambino. Realizzata in 25% cotone, 67% bamboo, 8% poliestere, garantisce un calore naturale ed evita la sudorazione del neonato. Può essere utilizzata anche sul passeggino, per proteggere il corpo del bambino dall’aria. Realizzata in quattro tenue colorazione, la ninna accompagnerà dolcemente i sonni del vostro bebè.

Vedi i dettagli e le caratteristiche del Copertina La Ninna Bamboom >>
Prezzo: 56,90 Euro

 

Berrettino per neonato: all’aria aperta

Nulla protegge la testolina dei bambini meglio del bamboo! Al contrario dei tradizionali berrettini troppo pesanti, la fibra organica permette alla pelle di respirare ed allo stesso tempo difende la pelle dai raggi UV e dall’aria. Con vestibilità fino a 6 mesi, diverrà presto immancabile in tutte le passeggiate all’aria aperta.

Vedi i dettagli e le caratteristiche del Berrettino Bamboom >>
Prezzo: 12,90 Euro

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Infografica: Le 10 funzioni del bambù

Il bambù è una delle fibre tessili più morbide e resistenti, per questo è riuscito a guadagnarsi in breve tempo l’adorazione delle giovani mamme. Grazie alle sue eccezionali proprietà ha conquistato anche i genitori più esigenti, confermandosi un valido alleato dei bambini e delle pelli più delicate.
Ma cosa rende la sua fibra vegetale così speciale? Le ragioni sono molte.

Vestire il proprio piccolo in bambù significa aver scelto un materiale naturale, leggero e termoregolatore. Ciò lo rende adatto in estate come in inverno, con un doppio effetto anti-microbico e traspirante. Diciamo addio all’eccessiva sudorazione ed ai cattivi odori, assicurando una pelle asciutta e naturalmente protetta dai raggi UV. Vediamo più da vicino 10 validi motivi per cui la fibra di bambù è la scelta migliore per la salute dell’ambiente e dei bambini

 

Le_10_funzioni_del_bambù

Infografica: Cosa mettere nella valigia in vista del parto

La data del parto si sta avvicinando, quindi è giunto il momento di mettersi all’opera! Molto dipende da ospedale ad ospedale, e solitamente la lista con il necessario nel dettaglio viene consegnata durante i corsi pre-parto. Anche se ogni struttura ha regole diverse, possiamo in ogni caso fare un elenco di tutto ciò che servirà al neonato, ricercando i prodotti più adatti ai suoi primi giorni di vita. Evitate di portare un intero armadio, piuttosto mettete in valigia lo stretto indispensabile, preparando in un cassetto tutto ciò che vi potrebbe tornare utile come bavaglini da spalla od un pacco di pannolini scorta. Ci penserà il vostro compagno od un familiare a portarvelo in ospedale; con la nascita del bambino si creerà un vero e proprio via vai di parenti ed amici curiosi, i “postini” non vi mancheranno di certo 😉

Valigia per il parto

Per aiutarvi a comporre la vostra valigia per il parto, qui potete trovare una lista completa con gli articoli migliori. Per l’abbigliamento del bambino, molto dipende dalla stagione della nascita. Noi consigliamo il bamboo organico, che permette alla pelle di respirare e funge da antibatterico, anallergico e termoregolatore. Per le tutine prediligiamo quelle a due pezzi (pantaloncini e magliettina separati), così da rendere più semplice il cambio pannolino!  Solo prodotti naturali per l’igiene del bambino. In valigia avremo bisogno di sapone, crema al pantenolo e salviettine. Controllate attentamente i componenti delle creme e detergenti in commercio, evitando parabeni,  laureth ed additivi o profumi sintetici.

Siete pronte? Buona valigia a tutte!

 

A Prova di Mamma 2016 calendario completo

Casa del Bambino presenta anche quest’anno “a prova di mamma”, un ciclo d’incontri gratuito che ha come obbiettivo informare ed educare i genitori lungo il duro percorso che va dalla nascita alla crescita del bebè.

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I prossimi appuntamenti…

 

1-02 Venerdì 1 Aprile     dalle 18:30 alle 20:30
Alimentazione e Svezzamento naturale

Gloria Zanotto (Naturopata)

.


bimbi-assaggi Venerdì 22 Aprile    dalle 10:00 alle 12:00
Disostruzione – Tecniche di Primo Soccorso Pediatrico

S.lla Argia Lombardi (i.v, Croce Rossa Italiana)

.


_MG_7170 Domenica 15 Maggio   dalle 15:30 alle 19:30
Set Fotografico per pancioni

Federica Menon (Fotografa di gravidanza e prima infanzia)

.


osteopatia-neonatale Venerdì 23 Settembre     dalle 18:30 alle 20:30
L’Osteopatia della vita

Emiliano Zanier (Osteopata)

.


bambino-sicurezza Venerdì 21 Ottobre     dalle 18:30 alle 20:30
Disostruzione – Tecniche di Primo Soccorso Pediatrico

S.lla Argia Lombardi (i.v, Croce Rossa Italiana)

.


9491_1578985619000411_2579019494447610137_n Domenica 4 Dicembre     dalle 15:00 alle 19:30
Set fotografico natalizio per mamme, papà e piccini

Federica Menon (Fotografa di gravidanza e prima infanzia)

 

 

Entrata ad offerta libera // Il ricavato sarà devoluto a
Logo Casa Sichem

Associazione Casa di pronta accoglienza Sichem Onlus

Casa Sichem si trova a Bassano del Grappa. Da più di vent’anni lavora nel territorio per aiutare le donne in difficoltà, dando alle mamme ed ai loro bambini rifugio e sostegno.

 

 

Gli incontri si svolgeranno presso:

Casa del Bambino

Via Capitan Alessio 128 Rosà (VI)
Tel. +39 0424 581443

Desideri partecipare? Compila il Modulo d’iscrizione o Contattaci!
info@casadelbambino.com     333 6066783

Le migliori culle fianco letto per il Co-sleeping

Dormire nel letto con mamma e papà: giusto o sbagliato? Come in molti altri argomenti legati alla maternità, grandi teorici e studiosi hanno voluto dare la propria opinione a riguardo. La verità è che non esiste una scelta giusta, perchè ogni neonato ha esigenze e bisogni differenti, e questo solo una mamma lo può capire. Non si può comunque negare che dormire con il proprio bambino crea dei benefici per tutta la famiglia. Ed ora che il co-sleeping è diventata una parola comune nel vocabolario dei genitori, crescono a vista d’occhio le esperienze positive ed i sostenitori di questa pratica. Vanno presi i dovuti accorgimenti e precauzioni, ma condividere il letto con il neonato fà bene a mamma e papà, attenuando lo stress, migliorando l’allattamento ed il sonno. Se state prendendo in considerazione il co-sleeping, tutto ciò di cui avrete bisogno è di una Bedside Cots o Culla Sidecar, che vi permetterà di mantenere le “giuste distanze” ma con il vostro bimbo vicino. Qui vi presentiamo i due modelli migliori, che hanno vinto la sfida in rapporto qualità/prezzo e renderanno migliore la vostra esperienza!

 

Culla bedside Baby Side di Jané

schermata_2016-05-25_alle_09.27.40La culla Babyside di Jané grazie ai piedi telescopici e le 6 posizioni di altezza, può essere facilmente adattata a qualsiasi letto. Il fantastico materasso reclinabile in dotazione, segue la posizione del neonato per donargli maggiore comfort. Una volta che il bimbo sarà cresciuto, Baby Side si trasforma in una culla indipendente aggiungendo la spondina laterale. Le sue sue 4 ruote con freno, facilitano gli spostamenti in casa da stanza a stanza, nonchè il trasporto durante i viaggi.  Ma non è tutto! La culla Janè per il co-sleeping include il completo tessile (piumone, fodera del piumone, coprimaterasso, cuscino e federa) in tre differenti fantasie a scelta.

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Culla bedside Nanna Oh di Brevi

culla bedside brevi nanna ohDalle linee eleganti ed in 3 tonalità colore, la culla Nanna Oh di Brevi si sposa in ogni tipo di arredamento e design. Estremamente pratica, grazie alle aperture con spondina removibile ed i piedini basculanti, che permettono il dolce cullamento del neonato restando comodamente distesi. Il sistema di fissaggio è molto facile e sicuro grazie a 2 morbide cinghie tessili in dotazione che vengono agganciate saldamente al letto dei genitori.

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Culla bedside Lella di Picci

0sbx5029Completo di materasso e set tessile, Lella non è solo una culla, ma si può facilmente trasformare in un piano bedside, un lettino o divanetto. Tutte le spondine sono removibili, e conferiscono una solida barriera una volta fissate alla base. In un classico laccato bianco e predisposto per la doppia altezza, diventerà un ottimo complemento d’arredo nella futura cameretta del bambino.

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