Donne e allenamento con i pesi

Donne e allenamento con i pesi

Eccomi qui ! Tornata dopo un periodo FULL per darvi informazioni sul mio ultimo programma di allenamento.

Ma quanta paura abbiamo noi donne dei pesi??

Sono anni che la nostra società ci costringe ad un prototipo di bellezza malato. Dove l’eccessiva magrezza è il canone preferito da tutti!

Questo ha portato poi con il tempo ad autoconvincerci che il magro è bello! E che tutti gli altri tipi fisici non lo sono. Quindi se non sei nata alta 1.80 e magrissima finisci per sentirti inadeguata. E cosa fai? Lotti ogni giorno per cercare di sfuggire a come sei e di assomigliare sempre di più alle ragazze in copertina nelle riviste.

Questo personalmente lo trovo ASSURDO!

Dobbiamo imparare a rispettarci e ad amarci così come siamo e cercare di migliorarci sempre, senza però stravolgere il nostro corpo solo per accontentare i canoni estetici della nostra società. Questo dobbiamo essere NOI le prime a capirlo per poter poi un domani trasmettere la stessa sicurezza e amore per sé stessi ai nostri figli.

Detto ciò, uno degli strumenti che maggiormente vi permeteranno di migliorarvi e sopratutto di scolpire il vostro corpo come più desiderate è proprio il BODYBUILDING. Ossia l’allenamento con i pesi.

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Ma come? Vi starete chiedendo voi. Non dobbiamo fare zumba, pilates, jogging ecc???

Allora le cose stanno così, tutte quelle attività vanno bene se si ha come scopo principale quello di divertirsi mantenendoci sani e in movimento. E fin qui nessun problema.

Ma se il tuo scopo principale è quello di avere un fisico tonico, con delle gambe senza cellutite, un lato B alto e sodo, delle braccia toniche e non molli e un addome piatto senza i rotolini di troppo, allora non hai alternativa. Devi assolutamente vincere la tua paura ed entrare in SALA PESI!

I pesi non ti faranno diventare “un uomo”, anzi, ti aiuteranno ad accentuare le tue forme come più preferisci. Avendo la possibilità di allenare i diversi distretti muscolari in modo specifico, potrai decidere tu stessa di focalizzarti sui tuoi punti carenti ( e quindi sui distretti che desideri migliorare maggiormente), piuttosto che allenare tutto il corpo in modo mediocre senza ottenere i risultati desiderati.

Lo scopo del BODYBUILDING infatti, è quello di ottenere un corpo con più massa muscolare (massa magra), e meno massa grassa (grasso). Ne consegue quindi un fisico tonico e atletico anziché un fisico magro ma molle.

Se volete cominciare a sentirvi a vostro agio anche in costume e non solo con i vestiti addosso, allora questa è decisamente la strada da prendere.

Se sei una di quelle persone che frequenta una palestra da almeno 6 mesi e ancora non ha visto risultati vuol dire che hai assolutamente bisogno di cambiare strategia di allenamento.
Se puoi ti consiglio di trovare un bravo Personal Trainer nella tua zona e di farti aiutare. Io sto studiando per diventarlo, quindi un giorno sarò felice di poterti dare una mano. Al momento però non mi resta che donarti i miei consigli.

Se non puoi permetterti un Personal Trainer dai un’occhiata al LINK qui sotto. Questo è il programma che sto seguendo io al momento e ti assicuro che a me sta aiutando davvero molto! Però sbrigati le iscrizioni finiscono tra pochi giorni!

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http://www.xwomangold.eu/
Ps: tutto ciò che vi ho consigliato fino ad ora l’ho sempre prima provato sulla mia pelle! Quindi tranquille ❤.

Se hai domande o curiosità sul mio percorso non esitare a contattarmi 😘.

Instagram: @myfitmommylife
Facebook: @lamiavitadamammafit

Una libreria fuori dal comune

Una libreria fuori dal comune

Eccomi tornata dopo un paio di mesi intensi, tra festività e lavori in casa.

In questi giorni si parla tanto di buoni propositi e uno in particolare l’ho letto spesso nelle varie liste (oltre alla solita DIETA); ovvero quello di leggere più libri. Ammetto che nemmeno io riesco a leggere molto, ma mi tengo sempre un libro sul comodino, pronto per quando riesco a trovare 10 minuti prima di dormire.

Una cosa che però faccio quotidianamente è leggere alle mie bimbe, voglio che imparino ad amare la lettura e soprattutto che vengano per un pò immerse nella fantasia.

Oggi infatti vi voglio parlare di una persona speciale, che grazie alla sua passione mi aiuta nella scelta dei libri. Lei è Noemi, ed ha aperto una libreria per bambini e ragazzi proprio speciale e soprattutto fuori dal comune.

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Per farvela conoscere meglio, ho pensato di farle una piccola intervista. Ora lascio a lei la parola, buona lettura!

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-Chi è Noemi?

Noemi è una donna – mamma – amica – fidanzata – compagna di avventure per grandi e piccini. Noemi è esattamente come tutti quanti, chi più chi meno.

-Perché hai aperto una libreria per bambini?

I motivi sono tanti. I principali? Da mamma mi sono accorta che mancavano spazi per quei bambini che sono troppo piccoli per una ludoteca – vengono schiacciati – e troppo attivi per una libreria/biblioteca perché hanno poca capacità di attenzione. Così ho unito questo bisogno che avevo come mamma alla mia grandissima passione per gli albi illustrati per bambini e ragazzi (nonché alla mia utopia di cambiare il mondo partendo dai bambini). Nasce così Campanellino, una libreria interattiva, pensata per adulto e bambino dove possono trascorrere del tempo di qualità con tutti i mezzi per conoscersi e allo stesso tempo divertirsi.

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-Qual è la filosofia della Libreria Campanellino?

Impara a conoscere tuo figlio. Fermati un secondo e dedicagli il tempo che gli spetta. Lui/lei viene da te, ma NON è te. Capisci questo e sarà tutto più semplice e colorato.

-Quanto può essere d’aiuto la lettura di un libro nella vita dei bambini?

Nella fascia dei pre-lettori (0-5 anni) la magia risiede nella loro incapacità di scindere la realtà dall’immaginazione. Quindi il Gruffalò, lo Gnammete Alato, la Strega Rossella, Babbo Natale, Il Drago sputafuoco, la Fatina dei denti e chi più ne ha più ne metta esistono davvero. Il libro è il mezzo grazie al quale il bambino impara, attraverso 4 dei suoi 5 sensi: vista (illustrazioni) – tatto (pagine) – udito (lettura ad alta voce) – olfatto (carta). Essere in grado di capire e trasmettere un libro ad un bambino/ragazzo significa dotarlo di un’arma per lui fondamentale nella sua ricerca di identità e sopravvivenza nel mondo.

-Qual è secondo te il momento migliore da dedicare alla lettura?

Sicuramente nei bambini dotati di iperattività la lettura è utile a calmare il bambino prima di un momento di sedentarietà come il pasto, i compiti o la nanna. Un metodo efficace per trasmettere tranquillità e serenità. Invece se ci focalizziamo su bambini normodotati, la lettura è un momento di forte intimità tra adulto e bambino, dove si instaura un legame di fiducia e di stima tra il bambino che “sogna” e l’adulto che lo accompagna. Quindi il momento migliore è quando l’adulto è predisposto a trasmettere questa magia e godersela attraverso gli occhi di suo figlio.

-Hai qualche progetto che ci vuoi svelare?

Sicuramente ho delle grandi collaborazioni che stanno per partire in questo nuovo anno.

-Come funzionano le tue animazioni alle feste? Perché sono diverse dalle altre?

Le feste di compleanno che propongo sono diverse perché per la prima volta vengono animate attraverso il libro. Far divertire i bambini con i libri è una cosa a cui i grandi non sono abituati ma ai bambini piace tantissimo. Anche quelli più scalmanati e che odiano la lettura si fanno trasportare dalla magia del libro, in quanto viene utilizzato come strumento ludico e non di insegnamento (per quanto tutti i libri contengano sempre una morale). Quindi le feste si sviluppano con diverse letture animate e laboratori manipolativi-espressivi. Il tutto distinto da un ritmo regolare scandito da momenti di sfogo e momenti di calma, da non agitare i bambini e renderli fuori controllo ma nemmeno annoiarli!

Riguardo le feste sono la prima esperienza diretta. Ho invitato infatti Noemi ad animare entrambi i compleanni delle mie bimbe! É stata pazzesca! Tutti noi genitori eravamo incantati nel vedere i bambini così felici e coinvolti. Eccovi alcune foto :)

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Ringrazio Noemi e spero vivamente di avervi fatto incuriosire su tutto il suo magico mondo.

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Vi assicuro che appena andrete a trovarla, rimarrete incantati e diventerà un vera e propria dipendenza.

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Per tutte le informazioni, cercatela sui social :

“Libreria Campanellino per bambini da 0 a 14 anni”

Fatemi sapere com’è andata la vostra prima volta in questa magica libreria!

Un abbraccio

Valentina

BenessereMamma

BenessereMamma
Buongiorno mamme!
Oggi sono qui per parlarvi di una bellissima SORPRESA dedicata proprio a voi.
Come sapete, io ho cominciato la mia esperienza da “MammaFit” allenandomi per lo più a casa perché per me è stato più comodo così; in molte però mi avete scritto facendomi notare che il lavorare da casa non è per tutti.. Se io riesco a trovare la giusta motivazione tra le mura domestiche, tante di voi invece hanno bisogno di un ambiente diverso, che vi sproni a dare il MASSIMO.
Proprio per questo motivo, credo di aver trovato qualcosa che possa fare al caso vostro! Si tratta di un percorso che ha come obiettivo quello di avvicinare le donne all’attività fisica anche in un momento delicato come la gravidanza, per poi continuare il percorso rispettando le esigenze delle Neomamme.
Questo vuol dire che se avete da poco partorito, e avete il desiderio di ritrovare la vostra forma fisica nel modo più fisiologico possibile, o siete in dolce attesa ma volete mantenervi attive in modo sicuro, allora avete decisamente trovato ciò che fa per voi.
Il progetto si chiama BENESSEREMAMMA. Si tratta di lezioni personalizzate, atte a riportare il fisico nel modo più veloce e fisiologico possibile a com’era prima della gravidanza, anche per quanto riguarda le funzionalità.
Con la Dottoressa Emma Agugiaro affronterete infatti anche argomenti quali la Diastasi Addominale e il Pavimento Pelvico.
Insomma qui non si trascura nessun aspetto.
E’ un percorso graduale e su misura, che vi aiuterà a ritrovare il piacere per l’attività fisica, per poi poterlo trasmettere anche ai vostri bimbi.
Durante le lezioni infatti sarà possibile portare con voi il vostro piccolo, il quale aspetterà in uno spazio tutto per lui e sopratutto adatto ad un neonato così potrete allenarvi con serenità e senza sensi di colpa 😉
L’equipe che troverete sarà composta non solo dalla vostra Personal Trainer ma anche da un Nutrizionista e un Osteopata, il servizio quindi sarà COMPLETO. Ci sarà inoltre la possibilità di fare lezioni in coppia, in questo modo potrete affrontare questo nuovo percorso in compagnia!
Questo è tutto care mamme! Spero davvero di esservi stata d’aiuto e di aver trovato un’alternativa valida per voi
Vi lascio qui sotto tutte le referenze per chi desidera avere ulteriori informazioni.
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Ovviamente se avete domande o curiosità sono sempre disponibile sulla mia pagina Facebook e Instagram
Al prossimo articolo #aprovadimamma.

Nuovi inizi, nuove routine

Nuovi inizi, nuove routine

Come promesso, oggi vi parlo di qualche metodo che ho usato per salvarmi da questo inizio stagione pieno di novità e cambiamenti.

Faccio una premessa: in questi anni non abbiamo mai avuto una routine, ogni giorno era diverso, l’unica certezza era, ed è, che dalle 16 alle 22 papà va in pizzeria.

Con l’arrivo di Nicole, la più piccola, e il trasloco, abbiamo cominciato a vivere di più la casa e anche Sofia ha cominciato ad apprezzare piccole cose, che sono ora delle vere e proprie abitudini. Cosi per rendere l’inizio della scuola meno traumatico per tutti, ho creato delle routine.

Il primo passo è stato creare questi due quadretti ,per aiutarla ad assimilare alcune azioni che deve fare ogni giorno. Ovviamente, tutto in maniera giocosa e senza farla diventare un’ossessione.

Il sistema consiste nel far spostare la calamita con l’azione da fare nello spazio del “fatto”, e se tutte le azioni del giorno vengono compiute, la bambina o il bambino colorano il cerchietto che indica quel giorno. Colorati tutti i giorni della settimana il bambino riceverà la “ricompensa” scelta a inizio settimana. Il premio non è materiale, ma si potrà scegliere tra momenti di gioco con i genitori, o qualcosa di speciale come la creazione di una torta o una bella serata al cinema.

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Ci sono molte varianti di questo sistema, per i più piccoli esiste l’orologio della giornata, dove vengono descritte tutte le attività che un bambino fa e dovrebbe fare in vari momenti. Quando il metodo viene assimilato dal bambino, sarà quasi quest’ultimo a cercare “l’orologio della giornata” per vedere le azioni da compiere.

Proprio perché, prendendolo come un “gioco”, non ne sarà stressato, e proverà piacere nell’essere autonomo.

La cosa fondamentale è spostare assieme la lancetta della giornata nell’azione corrispondente, proprio per imparare il meccanismo.

L’aiuto che possono dare questi metodi è incredibile, sia per noi genitori, che una volta assimilata la routine non dobbiamo più sgolarci, sia per i bambini stessi che si sentono indipendenti.

Il secondo trucchetto, che è fondamentale per noi mamme, è il MENÙ SETTIMANALE!

Pianificare i pranzi e le cene settimana per settimana ha una serie di vantaggi non da poco:

1- non ho più l’ansia di inventarmi qualcosa all’ultimo minuto

2- si può creare un’alimentazione molto più bilanciata e sana

3- non si spreca il cibo

4- SI RISPARMIA

Anche per il momento tv e il momento nanna, ho cercato di trovare alcune soluzioni per evitare capricci e grida inutili, ovviamente all’inizio è un po’ dura, ma poi una volta che Sofia ha capito che funzionava così, non ho più avuto problemi. La televisione viene accesa solo mezzora prima di cena e mezzora dopo cena, salvo ovviamente, malattie varie o necessità di ossigenazione per la sottoscritta!

La routine della nanna comincia alle 21

-biberon di latte

-pigiama

-si lava i denti

-si va a letto

-la mamma legge il solito libro della buonanotte (che cambio quando vedo che non è più attenta come prima) arrivano le 21.20 ed è già nel mondo dei sogni!

Ovviamente ci sono le giornate dove la routine non viene seguita, come quando è malata o anche semplicemente ha una brutta giornata. Si cerca di fare quello che si può 😉

Spero di avervi dato qualche spunto per aiutarvi in queste giornate frenetiche.

A presto!

Educazione ad alto contatto. Quando ad insegnare è l’esempio

Educazione ad alto contatto. Quando ad insegnare è l’esempio

Quante volte ci siamo sentiti dire: “se continui a tenere sempre in braccio tuo figlio poi prenderà il vizio”, oppure “stai coccolando troppo quel bambino, poi non lamentarti se ti viene su mammone”?

A me è capitato. Di solito frasi come queste fanno parte di un retaggio culturale diffuso nella nostra società, dove ancora oggi si confondono i bisogni dei neonati definendoli “vizi”. In un precedente articolo avevo già parlato di come il contatto, le coccole e la risposta tempestiva ai bisogni del bambino abbiano effetti positivi sulla psiche e sul fisico dei piccoli, anche a lungo termine. Proprio sulla base di queste “tecniche” di accudimento, si è fatto strada un metodo educativo basato sull’accoglienza e sull’ascolto empatico dei bisogni dei figli da parte dei genitori.

La cosiddetta Disciplina Dolce infatti, non è altro che assecondare i bisogni del neonato prima, e negli anni del suo sviluppo saperlo ascoltare ed accoglierlo, trattandolo con rispetto ed empatia. Semplicemente.

O forse no. Se da una parte viene riconosciuta un’altra strada rispetto agli strumenti tradizionali educativi utilizzati finora come le lodi e le punizioni, questi ultimi dimostratesi inefficaci al fine di poter crescere una persona serena e sicura di sé in futuro, dall’altra per poter attuare questo metodo “innovativo” apparentemente semplice, basato sull’ascolto e l’accoglienza dell’Altro, è necessario innanzitutto fare su di noi un lavoro di analisi e di presa di coscienza di quelli che sono i nostri comportamenti, le nostre abitudini e i  valori che noi riteniamo fondamentali e che vorremmo trasmettere a nostra volta ai figli. Questo ci costringe il più delle volte a stravolgere completamente alcune nostre azioni e pensieri che ci sono sembrati insignificanti nella quotidianità, ma che hanno un peso importante nell’educazione dei bambini; se in una famiglia i membri parlano tra di loro in maniera pacata e gentile, in un clima di rispetto e aiuto reciproco, per il bambino sarà naturale crescere facendo propri questi comportamenti. Sono le nostre azioni, i nostri comportamenti, le nostre parole a dare l’esempio di vita per i nostri figli.

I nostri bambini ci osservano. Sempre. Anche quando pensiamo che non lo stiano facendo. Per cui bimbo vede, bimbo fa.  

La difficoltà più grande nell’applicazione della “disciplina dolce” sta proprio in questo: mantenere un comportamento coerente, cercando di spiegare le motivazioni di un gesto o di una parola ai figli senza perdere la pazienza, dando delle regole ma facendole sembrare divertenti e quindi più semplici da accettare, ma soprattutto dando un esempio positivo di vita ai piccoli.

Ora, per quanto tutto ciò possa essere più o meno attuabile (non possiamo pretendere una rivoluzione educativa in pochi giorni) è pur sempre un lavoro piuttosto impegnativo che richiede costanza e pazienza nel tempo. Io mi sto impegnando su questo fronte e non nascondo l’enorme fatica nel riuscire a mantenere la calma e a trasmettergli l’esempio positivo quotidiano, soprattutto quando vengo sopraffatta dai troppi impegni lavorativi e non. Mi consolo pensando che neppure Gandhi è stato un genitore esemplare per i suoi figli, almeno nei loro primi anni di vita. I frutti di questo tipo di educazione si vedranno nel lungo periodo.

Voi invece come state messi quando si parla di educazione? Avete adottato strategie per non soccombere alla quotidianità con i vostri figli?

Se siete interessati ad approfondire questo metodo, vi posso consigliare una piccola bibliografia:

 

  • C. Gonzales (2003), Bésame mucho. Come crescere i vostri figli con amore, Coleman edizioni.
  • A. Bortolotti (2010), E se poi prende il vizio? Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini, Il Leone Verde edizioni.
  • A. Kohn (2010), Amarli senza se e senza ma. Dalla logica dei premi e delle punizioni a quella dell’amore e della ragione, Il Leone Verde edizioni.

 

Alla prossima con un nuovo articolo 😉

La nostra prima vacanza oltreoceano… In tre!

La nostra prima vacanza oltreoceano… In tre!
Buongiorno mamme, eccomi finalmente tornata dalle vacanze.
Ora bisogna rimettersi in carreggiata ma prima vorrei raccontarvi la nostra ultima avventura di famiglia.
Quest’estate io e il mio compagno abbiamo deciso di passare le nostre vacanze oltreoceano. All’inizio avevamo pensato di organizzare tutto da soli, ma visto che con noi avevamo la nostra piccina di un anno e mezzo alla fine ci siamo rivolti ad una agenzia che in mezza giornata ci ha organizzato tutto.
Se noi eravamo felicissimi di partire, i nonni lo erano un po meno. Potete immaginare, portavamo il loro gioiellino dall’altra parte del mondo, più precisamente in Messico.
Non vi dico il terrorismo psicologico sulle troppe ore di aereo, sul fuso orario, cibo, sanità ecc.. Ma noi non ci siamo fatti scoraggiare e alla fine siamo partiti!
Come siamo sopravvissuti quindi a 14h di aereo e a 7 h di fuso orario?? Ecco a voi!
Innanzitutto in aereo chi ha bimbi piccoli può richiedere i posti più comodi, ossia quelli senza sedili davanti con più spazio per le gambe ma soprattutto più spazio per i giochi 😉 Inoltre se prenotate per tempo vi possono dotare di una culla (aggiungerei “Santa Culla) che al momento del bisogno vi monteranno davanti ai vostri sedili in modo da farvi riposare più comodamente. Potete anche chiederla direttamente in aereo, correndo però il rischio che sia già stata assegnata. Il tutto dipende dal numero di bambini presenti sul volo, con la prenotazione invece vi assicurate il posto.
Problema 1 risolto, ma poi nelle ore in cui sta sveglio che si può fare? Eh niente, bisogna armarsi di taaaanta pazienza e fantasia.
Riempite lo zainetto del bambino di tutti i giochi che vi vengono in mente, di tanti snack sia dolci che salati e quindi via alle pitture, libri colorati, cose da sgranocchiare, album di adesivi, bambolotti da coccolare e chi più ne ha più ne metta. Anche se vedrete che poi finiranno a giocare con le riviste in dotazione durante il volo. Un altro modo per passare il tempo è renderli partecipi del viaggio, ad esempio spiegare loro come si allacciano le cinture, descrivere l’aereo, far vedere immagini del posto in cui si sta andando, guardare fuori dal finestrino.
I bimbi sono curiosi, qualsiasi cosa mai vista prima per loro sarà una buona distrazione.
C’è  da dire che Victoria è stata davvero molto collaborativa, tra spuntini, cambi pannolino, giochi, guardare fuori dal finestrino, pisolini e la sua “nanna” ( lei il seno lo chiama cosi ) le 14 h di volo sono state una “passeggiata”.
Ultima cosa importante: noi in aereo avevamo i pasti e gli snack compresi, non sapevamo però che non spettasse nulla ai più piccoli. Alla fine con Victoria non ho avuto problemi visto che mangia di tutto e ho diviso i pasti con lei, ma se avete dei bimbi pignoli non dimenticatevi le loro pappe, ve le scalderanno volentieri e se non allattate mi raccomando portatevi anche il latte, li non hanno nemmeno quello vaccino.
Non dimenticatevi di richiedere al personale il “battesimo di volo” appena salite in aereo, sarà un bellissimo ricordo da custodire.
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Superato il viaggio dovevamo fare i conti con il fuso orario, dopo le prime due notti però abbiamo preso subito il ritmo.
Abbiamo alloggiato al Catalonia Playa Maroma Resort, un luogo fantastico immerso nel verde della foresta che si affacciava su una delle spiagge più belle della Riviera Maya.
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Assolutamente babyfriendly, troverete a disposizione un mini parco giochi per i più piccini e un mini club con sala giochi interna dotata di tv, raccolta film, libretti e giochi per tutte le età . Alla sera invece minidisco con babydance.
Il miniclub parte dai 3 anni, e sempre da quell’età parte anche il servizio di babysitting per chi vuole concedersi qualche cena romantica o escursione avventurosa.
La cosa più bella era essere in costante contatto con la natura, ogni mattina potevi incontrare famiglie di procioni aggirarsi per i giardini del Resort in cerca di cibo. Un’esperienza meravigliosa, per non parlare dei vari tipi di volatili esotici che si facevano ammirare in tutta la loro bellezza.
Svegliarsi la mattina con i rumori della foresta è uno dei ricordi più belli che ho.
Per quanto riguarda i pasti, essendoci una grande varietà di scelta con Victoria non abbiamo avuto problemi, mentre per chi ha bimbi in età di svezzamento su richiesta si possono avere le pappe adatte ai più piccini. Insomma cordialità e disponibilità erano all’ordine del giorno.
Inutile dire che tra bagni, giochi e pisolini, le giornate con la piccola trascorrevano tranquille. Crollava con niente e noi ci rilassavamo un po.
Con lei siamo riusciti inoltre a fare anche 2 escursioni.
La prima a Playa del Carmen dove prima abbiamo visitato il famoso “Museo della Tequila” e poi trascorso del tempo libero nella Quinta Avenida, la più famosa via della città con negozi di tutti i tipi, centri commerciali, ristoranti ecc. Molto carina da vedere, una specie di Fifth Avenue ma molto Mexican style! :)
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Il giorno dopo invece abbiamo optato per Sian Ka’an, una meravigliosa riserva naturale circondata da acque cristalline dalle mille sfumature di azzurro e da una vastissima biosphera.
Qui infatti abbiamo potuto vedere delfini, leoni marini, tartarughe giganti e anche coccodrilli , per poi finire in bellezza con un bagno nelle piscine naturali.
Insommma un’esperienza indimenticabile!
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Questa gita era tosta ma noi, conoscendo la nostra bambina, abbiamo affrontato questa avventura con molta positività e alla fine lei si è divertita tantissimo.
Partiti alle 7 di mattina , siamo arrivati in Resort giusto all’ora di cena.
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Gli altri giorni invece li abbiamo passati in totale relax; qui famiglie non le mancavano, ovunque ti giravi c’erano bambini.
Questo è sicuramente un Resort che consiglierei a chiunque, sia ai giovani che vogliono divertirsi che alle coppie con bimbi.
Per chi invece cerca una vacanza un po più calma esiste un’alternativa a Tulum (a mezz’ora da dove alloggiavamo noi) un Hotel della stessa categoria dove possono entrare solo adulti. Magari se qualche coppia vuole passare una settimana di assoluto relax questo è il posto giusto.
Bene care mamme questa è stata la nostra prima vera vacanza di famiglia oltreoceano. Che dire, se all’inizio eravamo un po spaventati da questa nuova avventura, ora invece non vediamo l’ora di prendere il prossimo aereo!
Se anche voi come noi siete una coppia di genitori che ama viaggiare, ma che ha messo questa passione da parte dopo la nascita dei più piccini, io vi dico osate! I bambini ci sanno sempre stupire, ed hanno una capacità di adattamento pazzesca. Ovviamente ogni bimbo è diverso, solo voi potete sapere cosa è meglio per la vostra famiglia.
Spero in ogni caso di avervi tolto qualche dubbio e trasmesso qualche sicurezza in più.
Ci vediamo presto con il mio prossimo articolo sulla mia “Vita da mamma Fit”.
Le vacanze sono finite è ora di rimetterci al lavoro .
Per dubbi o curiosità mi potete trovare come sempre nelle mie pagine Facebook e Instagram

Come sopravvivere al trasloco

Come sopravvivere al trasloco

“Chi mi segue sul mio profilo Fb lo sa che di recente la famiglia Lago si è trasferita.

Siamo nella casa dei nostri sogni, finalmente i gemelli hanno un giardino in cui scorrazzare: si sporcano in continuazione dalla testa ai piedi, e io anziché disperarmi per gli innumerevoli cicli di lavatrice, godo nel vederli così liberi e “ruspanti”.

Ma non è della nostra nuova vita che voglio parlarvi, bensì del fatidico trasloco a cui nemmeno i mille milioni di integratori che ho preso hanno avuto la meglio.

Da questa esperienza ho imparato che:

  • il trasloco possibilmente NON VA FATTO IN ESTATE QUANDO C’è UN CALDO INFERNALE: optate per le mezze stagioni. Ma se proprio le tempistiche prevedono, come nel mio caso, di dover far tutto nei giorni in cui a Studio Aperto parlano dell’allarme temperature elevate, il mio consiglio è quello di credere che il sudore è grasso che piange, così farete tutto molto più volentieri. Sappiate però che non è vero.
  • Trasloco NON PUÒ ASSOLUTAMENTE FARE RIMA CON GEMELLI, NE’ CON BAMBINI PICCOLI: trovate una collocazione per i vostri cuccioli. Io li ho lasciati per due giorni dalla nonna paterna, e se non ci fosse stata lei avrei optato o per una babysitter, o per un servizio di igiene mentale, non per loro ma per me.
  • L’uomo nel trasloco ha un ruolo importante: fategli sentire che tutto procede al meglio grazie a lui. Incassate colpi bassi e critiche alla vostra organizzazione, ci saranno sicuramente occasioni per sdebitarsi ma VIETATO LITIGARE. La spiegazione di tale divieto segue al punto successivo.
  • FUORI GLI ALTARINI: è finita ragazze, durante il trasloco è finita la sceneggiata del NON HO NIENTE DA METTERE. Come le verità che vengono sempre a galla, anche vestiti, scarpe e borse sbucheranno fuori, tra un sogno nel cassetto e uno scheletro nell’armadio, e lì non ci saranno scuse. Quando lui realizzerà i quantitativi del vostro vestiario, occhi dolci e depistaggio: “GUARDA CHE MOLTE COSE LE HO PRESE PER ESSERE BELLA PER TE” oppure “GUARDA CHE PARECCHIE DELLE COSE CHE VEDI LE HO DAI TEMPI DELLE SUPERIORI” oppure carta Jolly: “BEH, QUESTE SONO DI QUANDO ERO INCINTA AMORE COSA PRETENDI, CHE ME LE METTO E POI PENSANO CHE SONO INCINTA DI NUOVO?”.
  • Tutto ciò che potete impacchettare nelle settimane precedenti, IMPACCHETTATELO: questo farà credere a lui che avete la situazione sotto controllo, quando invece state pensando a dove nascondere le cose che acquisterete con gli imminenti saldi.
  • Fate spazio: il trasloco è un’ottima occasione per non portarsi dietro le zavorre del passato. Gettate nel cestino i regali non graditi, i ricordi che fanno male, i vestiti che ci fanno sembrare grasse e tutto ciò che rappresenta un ricordo simile ad una palla al piede: state traslocando e dovrete essere leggere a spiccare il volo, via tutto ciò che di negativo o pesante viene fuori dai cassetti! Io ho buttato via talmente tanta roba che per la legge dei grandi numeri mi sento pure più magra, come nell’immediato post ceretta!
  • Pulite i vetri di casa prima di togliere le tende, perché poi quando le toglierete, l’effetto satinato causato dalle mani dei vostri figli (dentro) e dalla pioggia (fuori), sarà difficile da mandare via. Una tenda non è come i diamanti, una tenda non è per sempre.
  • Preparatevi un beauty d’emergenza per la prima notte nella nuova casa. Puzzerete un sacco, e vano sarà il tentativo di trovare il bagnoschiuma tra i cinquecentomila scatoloni che non hai giustamente catalogato.
  • A tale proposito, CATALOGARE TUTTO.
  • Munitevi di scatoloni delle banane Chiquita come se piovessero: sono indistruttibili, comodi e capienti. Il vostro fruttivendolo di fiducia non potrà dirvi di no.
  • Tutti gli aiuti che vi verranno offerti ACCETTATELI.
  • Non cercate di strafare! Noi la prima sera, dopo l’ennesimo viaggio in macchina ci siamo guardati e senza neanche parlare sapevamo già cosa fare: doccia, tirati a puntino e cena fuori. Sembravamo al primo appuntamento, e invece stavamo brinando alla prima notte nella nostra nuova casa. “Quanno ce vo, ce vo!”

Per quanto riguarda i bambini, il trasloco è un grande cambiamento.

La casa è il loro porto sicuro, e trovarsi in nuovi spazi, magari anche più ampi, può essere destabilizzante.

Tutto ciò che potete fare senza di loro fatelo, perché poi i primi giorni dovrete fargli sentire al massimo la vostra presenza, dedicargli più tempo possibile, anche se le cose da fare saranno tante.

Keep Calm & un passetto per volta!

Sistemate l’essenziale, e poi pensate a far ambientare i vostri cuccioli.

Ritrovare i loro giochi in alcuni ambienti della casa, li farà sentire meno spaesati, ma niente sarà come le braccia di mamma.

A distanza di un mese da questo grande cambiamento, Mattia e Tommaso adesso sono a proprio agio nella nostra nuova casa e, siccome qui da noi non ci si può annoiare mai, ci siamo addentrati nella fase “spannolinamento”: il trasloco può essere stato devastante, ma per ora togliere il pannolino a Mattia e Tommaso è pure peggio!

Magari se il tentativo andrà a buon fine, vi racconterò come è andata in uno dei prossimi post.

A presto!

Seguimi su Instagram @twinmothergram e @gioie_gemelli

 

FAQ ed info utili per lo shooting di domenica 2 luglio

FAQ ed info utili per lo shooting di domenica 2 luglio

Mancano pochi giorni alla sessione fotografica dei pancioni. Come lo scorso anno Casa del Bambino si trasforma in un set fotografico dedicato a voi future Mamme in dolce attesa.

Ecco qualche informazione utile per tutte le iscritte che parteciperanno all’evento.

♥ Come funziona?

Reduci dalla scorsa esperienza, abbiamo preferito suddividervi così da evitare lunghi momenti d’attesa in negozio. L’orario dell’appuntamento vi è già stato dato al momento dell’iscrizione così come la liberatoria da firmare che servirà a tutelare la vostra privacy: Casa del Bambino s’impegna a rispettare la vostra volontà riguardo alla pubblicazione delle foto.

♥ Come mi devo preparare?

Non riuscendo a creare un camerino dentro al locale, vi chiediamo di arrivare già pronti per lo scatto 😉
Il set avrà sfondo in carta nero, quindi sono indicati leggins, jeans o pantaloni neri abbinati ad una maglietta/canotta/top a fascia/reggiseno neutri (grigio/ bianco/ beige). Nel caso anche il papà volesse presenziare nello scatto, noi consigliamo una maglia maniche corte neutra senza scritte ed un paio di jeans. Lo stesso come sopra vale per fratellini  e sorelline, sono tutti i benvenuti. Se invece siete indecisi e cercate un’ispirazione, potete sfogliare le foto di Federica Menon

♥ Quanto costa?

Il servizio è gratuito, e comprende la posa e la stampa con carta fotografica che potrete ritirare in negozio. Ricordiamo che vi verrà chiesta un’offerta libera, che sarà devoluta in beneficenza a Casa Sichem, un centro di pronta accoglienza per donne in difficoltà. Ci teniamo particolarmente perché Casa Sichem è una realtà unica nel nostro territorio, ed ospita molte mamme e bambini in cerca del sorriso dopo aver vissuto situazioni familiari molto gravi. Anche un piccolo gesto può fare molto.

♥ Quando riceverò la foto?

Le foto saranno pronte dopo circa 10/15 gg dalla data dell’evento, vi avviseremo quando poter venire a ritirare la stampa.

♥ E se voglio i file originali?

E’ possibile acquistare il cd con i file originali del serizio al prezzo di 8 Euro. Basterà indicarlo nell’apposito spazio al momento della liberatoria, e venire poi a ritirarlo insieme alla stampa nelle date che indicheremo.

Portare in fascia: effetti indesiderati

Il cosiddetto Attachment Parenting (AP) è un vero e proprio metodo educativo che i genitori mettono in atto con il neonato, fatto di gesti affettuosi come il massaggio, i baci, le carezze e stare a stretto contatto fisico. Questo metodo annovera tra le sue pratiche il portare i bambini in fascia, detto anche babywearing, l’allattamento a richiesta in ogni luogo e condividere il sonno nel lettone, conosciuto come co-sleeping. Tutto questo crea un legame positivo con l’adulto che si prende cura del neonato e al contempo permette al piccolo di crescere sano, sicuro di sé e aperto al mondo che lo circonda.
L’antica pratica di “indossare i bambini” è tornata a diffondersi anche in Italia e non è difficile incontrare mamme o papà a passeggio coi loro piccoli legati addosso. A meno che non si viva in un minuscolo paesino dell’entroterra veneto, come nel mio caso.

Non descriverò gli innumerevoli benefici del portare in fascia, né farò una carrellata dei vari tipi di supporti esistenti in commercio. Per coloro che desiderano avvicinarsi al mondo del babywearing, consiglio di rivolgersi a un consulente certificato che può aiutare nella scelta del supporto più adatto, nonché insegnare alcune legature per portare in sicurezza.
Quello che vorrei invece condividere sono le impressioni/reazioni, a tratti esilaranti, che hanno avuto le persone vedendomi passeggiare con mio figlio avviluppato in cinque metri di stoffa.

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Tratto da una storia vera. La mia.

 Situazione n. 1

Mattinata soleggiata di marzo, ore dieci. Sistemo Federico nella fascia rigida e partiamo in passeggiata. Per strada incontriamo una signora sulla sessantina, occhiali da sole e passo veloce in direzione opposta alla nostra.
Io: Buongiorno!
Signora: Buongiorno!

Giorno seguente. Stessa ora. Stavolta la signora non ha messo gli occhiali da sole.
Io: Buongiorno!
S: Buongiorno…
La signora mi guarda in modo strano. Non riesce a capire come ho fatto ad incastrare un essere umano sotto il giubbotto. Ho la sensazione che si sia fermata a guardarmi. Mi volto e lei, colta in flagrante, accelera il passo nella direzione opposta.

Terzo giorno. Stessa storia, stessa signora.
Io: Buongiorno!
S: Salve!
La signora stavolta si ferma davanti a me, ma non ha il coraggio di dire nulla. Abbozza un sorriso e mi augura buona giornata.

Quarto giorno. Riconosco la signora da lontano. Pure lei mi riconosce. Affretta il passo verso la mia direzione. Mi guardo intorno e non vedo nessun altro. Questa cerca proprio me.
Io: Buongiorno!
S: Sì, buongiorno. Mi scusi, sa è da un po’ di giorni che la osservo camminare – Ma va? Mia figlia ha lasciato a casa mia un passeggino che non usa più perché il bambino ora va all’asilo. Se le fa piacere glielo lascio.
Io: Un passeggino?
S: Sì così le è più comodo spostarsi, senza dover mettere il suo bambino nella sciarpa.
Io: Ah no guardi, lei è gentile ma questa è una fascia, è fatta apposta per portare i bambini. In effetti lo trovo molto più comodo del passeggino perché non devo fare su e giù dai marciapiedi.
S: No, davvero non si deve sentire in imbarazzo, anzi. Se non ci si aiuta tra di noi…
Io: Grazie ma stiamo bene così. Magari il passeggino potrebbe servire a qualche altra mamma.
La signora se ne va, stizzita. Io continuo la mia passeggiata; nel frattempo Federico, noncurante dell’accaduto, si è addormentato con la testa appoggiata sul mio petto.

Situazione n.2

L’itinerario delle nostre passeggiate passa davanti alla scuola elementare del paese. Ora della ricreazione. I bambini stanno giocando a rincorrersi. Uno di loro si ferma attirato dalla strana protuberanza che sporge da sotto il giubbotto.

Bambino: Ciao…
Io: Ciao
B: Che hai lì? –col dito indica la fascia.
Io: Un bambino.
B: UN BAMBINO??? – nel frattempo avevo già attirato l’attenzione di decine di altri suoi coetanei che stavano raggiungendo l’amico aggrappato alla rete metallica.
B: MA L’HAI RUBATO??
Io: Rubato?! No è mio! È mio figlio.
B: E allora se non l’hai rubato perché lo nascondi?
Io: Non lo nascondo. Lo tengo vicino a me, legato.
B: E non sta male legato?
Io: No, adesso sta dormendo per esempio.
Interviene un altro bambino coi capelli neri: Beato lui. – Avrei voluto abbracciarlo.
Ricreazione finita. Mi salutano e corrono in classe. Avranno qualcosa in più da raccontare a casa oggi.

Situazione n. 3

Solita passeggiata mattutina per il paesello. Fine marzo. Per strada incontriamo una signora, amica di famiglia del mio compagno.

Signora L: Ciao! Mamma mia che bella sei! Ormai manca poco eh… Sono andata a fare visita ai tuoi suoceri la settimana scorsa, ma non mi hanno detto nulla di te. Come stai?
Io: Ciao, stiamo tutti bene, grazie. – Manca poco a cosa…boh.
S. L.: Quando hai il termine?
Io: Che termine?! –Risata. Ho partorito ancora a Novembre. Ormai Federico ha 5 mesi. – Accarezzo la fascia dentro la quale stava sonnecchiando il piccolo.
La signora sembra sconvolta dalla notizia.
S.L.: Mamma mia scusa! Da lontano credevo fossi ancora incinta…ma quindi il bambino è…là dentro…?
Io: Sì, sì adesso sta dormendo. Di solito quando esco con lui in f… –Frase interrotta. La signora inizia ad urlare verso un tizio (che scopro essere il marito) dall’altra parte della strada.
S.L.: OOOOOH! VIEN QUA R.! VIENI A VEDERE IL NIPOTINO DI G.! GUARDA DOVE L’HA MESSO SUA MAMMA!

Il signor R. attraversa frettolosamente la strada, mi saluta, cerca inutilmente di scorgere il piccolo coperto dalla fascia.
Signor R.: Ciò ma qua non se vede niente. Tutto chiuso così. Ma respira?? – Abbozzo un sorriso. Sarei così sadica da privare volutamente mio figlio dell’aria?
S.L.: Ma secondo me non tanto sai… poi non mi sembra una posizione comoda per un neonato. Quante ne inventano al giorno d’oggi! – il tono di voce della signora si fa sempre più alto, eppure sto a meno di un metro da lei.
S.L.: MA COSÍ NESSUNO PUÓ VEDERLO, POVERINO!

Federico disturbato dalle urla della signora L. si mette a piangere.

S.L.: Ecco vedi mi sa che non gli piace mica stare là dentro sai? Senti come piange, povera stellina.
Io: Meglio continuare la passeggiata così si calma.

La signora non è d’accordo con me (naturalmente). Vorrebbe prendere il piccolo in braccio, ma ce l’ho legato addosso, quindi non può (questo è un altro vantaggio del portare i piccoli in fascia, nessuno te li può strappare dalle braccia). Lascio i due coniugi polemizzare sul mio metodo di cura, a loro avviso poco ortodosso.

Potrei andare avanti a scrivere di queste e altre situazioni simili che mi sono capitate con la fascia.
Ormai in paese mi conoscono tutti; alcune signore mi hanno soprannominato simpaticamente “mamma-koala”. A me sta bene. L’importante è che non interrompano più le nostre “fasceggiate” coi loro consigli.

Io e Federico accettiamo solo complimenti!

 


Se avete suggerimenti, curiosità o volete semplicemente farmi un saluto, fate un giretto sul mio instagram mancinasonoio_anita

 

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Quel mostro di passeggino

Ebbene, che il mio pupo fosse un po’ autoritario si era capito, e già dai primi giorni si è dimostrato sufficientemente allergico ad ogni mezzo di trasporto che non fossi io. WoWooow!
E quindi… che fare? La soluzione c’è e si chiama “Fascia porta bebé”. Io, credo che sarei morta senza.
Di supporti ce ne sono tanti, e spesso scegliere non è così facile come si crede.
Vedo di fare un po’ di chiarezza in base al percorso che ho fatto io. Chiaramente da prendere come un consiglio e non come veritá assoluta.

Da 0 a 6 mesi: Fascia elastica o rigida

Questo supporto può sembrare ostico all’inizio, ma poi con un po’ di pratica si va come un treno.
La fascia elastica è un telo di cotone elastico della lunghezza di 5 metri circa, con la quale però è possibile fare solo un tipo di legatura (chiamata triplo sostegno) quindi un po’ limitata e quando il bambino va su troppo di peso bisogna cambiarla, altrimenti… Ciao ciao schiena!
Con la fascia rigida si può giocare con più legature, e sorregge anche pesi più elevati. Attenzione alla taglia però. A differenza della fascia elastica, infatti, ci sono più misure in base alla stazza della portatrice e del tipo di legatura che si vuol fare. Nel mio caso per Marco ho scelto un’ elastica, proprio per un fattore di comodità,  e devo dire che mi sono trovata molto bene, e Marco pure.

 

Da 6 a 12 mesi: Fascia rigida (una costante), Mei Tai, Marsupio ergonomico

Sulla prima, nulla da dichiarare :)
Il Mei Tai invece è un supporto simile alla fascia rigida, solo che è strutturato, ovvero è composto da un pannello che va passato dietro la schiena del bambino e due lembi di tessuto uno da porre in vita, e l’altro da incrociare dietro la schiena per formare la legatura. COMODISSIMO! Soprattutto per gli spostamenti brevi dalla macchina.

Il marsupio ergonomico è simile al mei tai, con la differenza che è un pochino più rigido (immagina proprio la consistenza di uno zainetto), e che una volta regolate tutte le misure non lo tocchi più. Da questa età, inoltre, si possono provare anche la posizione laterale sul fianco, oppure sulla schiena. Ricorda MAI fronte mondo!! Non è una posizione ergonomica e a mio avviso neppure comoda!
Dai 12 mesi l’ avventura continua con il Marsupio ergonomico Toddler e Preschooler, supporti ergonomici studiati appositamente per i più grandi, con seduta e spallacci più comodi.

 

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Insomma, il mondo del babywearing è vasto e tutto da provare ed io ho solo abbozzato un po’ di teoria, ma per trovare la propria strada consiglio di rivolgersi ad una consulente di zona.
Io devo dire che mi sono divertita a coccolare il marmocchio (soprattutto con la febbre o dopo un vaccino), anche se non volevo essere una “mamma ad alto contatto”, alla fine per esigenza ho ceduto.

Sempre con un tocco fashion però. Siamo pur sempre donne…no canguri!

Perché ho smesso?

Ovvio.. Marco, sul più bello, ha voluto il passeggino! 😉

 

 

 


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